Eravamo tre amici al bar e si era brindato…

Sabato sera, ospiti tutti e tre a un festival letterario. Tre amici, tre scrittori: il sottoscritto, Simone Sarasso e Enrico Pandiani. Al bar, in attesa della presentazione e poi, di nuovo, al bar per brindare alla stessa. E un progetto allettante che ci è venuto in mente. Siamo solo agli albori, forse alla boutade. Vedremo. Lo spirito dei festival\simposi letterari comunque penso sia questo: incontrarsi, discutere di letteratura e inventarsi progetti. Intanto ci siamo divertiti e in questa foto che ci hanno fatto sembriamo gli Untouchables del film di De Palma. Qualcosa vorrà pur dire no?

Il noir e l’anima, secondo Camilleri

Il noir indaga la parte più oscura della nostra anima“.
A dire il vero non so se l’ha detta Andrea Camilleri questa frase o se invece sono stato io a riassume così liberamente la bella lezione\incontro che lo scrittore  ha tenuto sabato scorso al Black Festival di Roma (dovrebbe esserci anche un video presto in rete).
Un’ora e mezza ricca di spunti e di riflessioni che ho seguito con grande attenzione. Prima avevo avuto modo di parlare con Camilleri, di raccontargli del progetto MilanoNera e insomma di socializzare. Persona squisita il maestro, davvero.  A seguire, dopo il suo incontro, è toccato a me parlare di noir ambientale presentando il mio PesceMangiaCane, ma questa è tutta un’altra storia…

Democrazia diretta editoriale per un titolo

I titoli sono una cosa seria. Specialmente quelli dei libri. Associati a una copertina convincente possono decretare la fortuna o il fallimento di un’opera.
In questi giorni sono in cerca. Alcuni miei colleghi scelgono il titolo ancora prima di mettersi a scrivere, altri lo cercano alla fine. A me, in genere, viene a metà percorso. Una frase a effetto: La mano sinistra del diavolo, niente baci alla francese, l’uomo della pianura. Con il nuovo romanzo ormai chiuso e quasi interamente editato la faccenda non è così semplice. Un titolo ci sarebbe. Buono anche. Ma a me e all’editore sono venuti i dubbi dell’ultimo minuto. Il titolo che ci piace potrebbe essere fuorviante, far pensare a qualcosa di diverso dal reale contenuto. Come uscirne?
Il piano è semplice. Mi rileggerò daccapo il romanzo nei giorni del ponte e poi, se proprio non verrà nulla, mi piacerebbe fare un esperimento: far scegliere al popolo della rete su Facebook e qui sul mio blog il titolo. Fornendo una rosa di alternative. Che ne dite? La democrazia diretta editoriale mi toglierà dagli impicci?

Festivaletteratura 2010: il video del reading in piazza

Sabato 11 settembre 2010,alle  ore 11.30,in piazza Mantegna 6 nella mia bella Mantova, durante il Festivaletteratura 2010, si è tenuto un reading promosso dalla Libreria di Pellegrini, MilanoNera e Corpi Freddi. Questo il video della riuscitissima iniziativa. Lettura a cura di Chiara Benazzi e Sergio Scorzillo tratte dai libri di Alessandro Berselli, Bea Buozzi, Giancarlo Oliani, Pierluigi Porazzi, Gianfranco Nerozzi e Paolo Roversi.

La scala degli scrittori

Nella vita ci diamo sempre degli obiettivi da raggiungere, dei traguardi. A volte otteniamo quello che desideriamo, altre tutto si riduce a speranze vane. Fare lo scrittore è una continua rincorsa, una gara con te stesso, con gli altri, con la tua bravura e le tue frustrazioni. Ogni tanto ti capita di tagliare dei traguardi e pensi “Bene, ce l’ho fatta”. Poi però ti viene subito il dubbio che forse potresti fare di meglio, ottenere di più.
Credo che sia questo uno degli stimoli alla base dell’essere scrittori: un’insoddisfazione di fondo che ci spinge continuamente a migliorarci. Ad alcuni basta la pubblicazione per essere felici poi se nessuno li legge fa nulla. Ad altri sono sufficienti gli articoli sui giornali che servono solo se poi si trasformano in copie vendute altrimenti sono semplici strumenti per pascere l’ego dell’autore di turno.
La verità è che l’asticella va alzata ogni giorno che passa. Ogni obiettivo raggiunto è solo un gradino della scala, una scala senza fine che sali piano piano. Ogni tanto ti compiaci a guardare giù per vedere quanta strada hai fatto ma poi devi subito pensare a quanti altri gradini ti restano da salire.