Mojito Radeschi

Sta arrivando. Lo si è visto in giro. Ieri sera ne ho abusato per festeggiare una certa cosa 😉
Per ora solo una traccia. Qui sopra.
Drink and be happy!

Writing in Paris

Sto lavorando al quarto romanzo della serie Radeschi. Ho sempre fogli da correggere in tasca e un taccuino al seguito per raccogliere idee e focalizzare.
Meglio se davanti ad una blanche nel quartier latin no?

Ecco alcuni scatti della mia personale ricerca dell’ispirazione a Paris 😉


Dans le Mètro


La piramide del Louvre


Notre Dame

Una peroni al bar del romano in uno dei Passages


L’Opèra


La luna piena sul louvre


Passeggiata con la tour sullo sfondo

A tavola con Radeschi (a Casa Artusi)

Prosegue a Casa Artusi a Forlimpopoli Il Gusto del Giallo, la rassegna di incontri con i giallisti italiani attenti ai temi del cibo e della cucina. Venerdì 27 febbraio alle 20.15 sarà di scena Paolo Roversi ad incontrare il pubblico degli appassionati e dei buongustai. La rassegna, organizzata dal Comune di Forlimpopoli e Casa Artusi, fa parte del circuito di incontri AutorJtinera, promosso da Provincia di Forlì-Cesena, Regione e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

L’autore

Paolo Roversi è nato il 29 marzo 1975 a Suzzara (Mantova). Scrittore, giornalista ed esperto di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, vive a Milano. Si è laureato in Storia contemporanea all’Università Sophia Antipolis di Nizza (Francia) con una tesi sull’occupazione italiana in Costa Azzurra durante la seconda guerra mondiale.

Giallista promettente, definito dalla critica lo “Scerbanenco postmoderno”, è spesso indicato come il golden boy del giallo italiano. Ha pubblicato tre romanzi gialli con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi: Blue Tango – noir metropolitano (Stampa Alternativa), La mano sinistra del diavolo (Mursia) con cui ha vinto il Premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007 ed è stato finalista del Premio Franco Fedeli 2007, e Niente baci alla francese (Mursia).

Studioso di Charles Bukowski, alla sua opera ha dedicato la prima biografia italiana scritta con l’aiuto di Fernanda Pivano intitolata Scrivo racconti poi ci metto il sesso per vendere, una raccolta di aforismi pubblicata nel 1997 nella collana Millelire e, nel settembre 2008, Taccuino di una sbronza, romanzo ispirato alla vita dell’autore americano ma ambientato a Milano fra il 1994 e il 2008. È fondatore e direttore della rassegna dedicata al giallo e al noir NebbiaGialla Suzzara Noir Festival che si svolge ogni primo weekend di febbraio a Suzzara (Mantova).

Ha ideato il Milano in Bionda giallo e noir festival: prima edizione  21 giugno 2008.

Ha scritto per Rolling Stone, Stilos, Detective Magazine e Diario.

Dirige MilanoNera web press, un portale dedicato interamente alla letteratura gialla che viene anche pubblicato e distribuito gratuitamente in libreria ogni due mesi.

I libri

In questi giorni esce l’edizione tascabile de La mano sinistra del diavolo, secondo romanzo con protagonista il giornalista-hacker Enrio Rabeschi. L’estate caldissima e sonnacchiosa di Capo di Ponte Emilia, piccolo borgo della Bassa affacciato sul Po, viene sconvolta da una misteriosa serie di omicidi. Due gli indizi nelle mani degli inquirenti: le vittime sono tutti uomini anziani e, particolare ancora più inquietante, prima di ogni omicidio una mano mozzata viene rinvenuta nella loro cassetta della posta. A condurre le indagini sarà il giovane maresciallo dei Carabinieri, Giorgio Boskovic aiutato dal fedele brigadiere Gennaro Rizzitano. A loro si affiancherà, con il suo fiuto per la nera e la sua bravura come hacker, Enrico Radeschi, giornalista free lance, originario del paese ma milanese d’adozione. Gli inquirenti, dopo alcune difficoltà iniziali e qualche abbaglio, si renderanno conto che per svelare il mistero dovranno scavare nella memoria per catturare il misterioso mancino autore dei delitti. Le indagini, costringeranno Radeschi ad una estenuante spola fra la Bassa e Milano dove si troverà invischiato in altre inquietanti vicende: l’omicidio di una ragazza trovata seppellita nel Parco agricolo sud Milano e la misteriosa scomparsa del gestore di un ristorante giapponese, il Nippon Sushi Bar. Insieme a Loris Sebastiani, vicequestore ed amico di lunga data, Radeschi si muoverà in una metropoli torrida e deserta, raccontata attraverso le discoteche all’aperto dell’Idroscalo e i locali affollati dei Navigli, alla ricerca dei colpevoli.

Trait d’union fra i misteri milanesi e il serial killer della Bassa sarà proprio Radeschi, pronto in ogni momento a mettere le proprie intuizioni e conoscenze informatiche, a disposizione degli inquirenti.

L’ultimo romanzo di Paolo Roversi è Taccuino di una sbronza, la storia di Carlo Boschi, un bancario milanese travolto dai postumi del suo addio al celibato: tre giorni etilici a Dublino. Qui, in seguito ad una sbronza colossale, il promesso sposo cade in coma etilica. Quando si risveglia non è più lo stesso: è convinto di essere la reincarnazione del suo scrittore preferito, Charles Bukowski, morto proprio quella notte. Possibile? Da quel momento in avanti, la sua vita cambierà radicalmente e della sua identità precedente non ricorderà più nulla. Rinuncerà a sposarsi, abbandonerà il lavoro e si produrrà in una serie di comportamenti del tutto inusuali per lui ma perfettamente calzanti per Bukowski come rimorchiare donne nei bar, vivere di espedienti e di lavori saltuari, ubriacarsi ogni notte, farsi assumere come postino, tenere sgangherati reading di poesia, scrivere racconti a notte fonda con l’illusione un giorno di pubblicarli, fare a pugni nei vicoli… Quattordici anni di storia italiana raccontati in maniera ironica e pungente.

La cena

Dopo l’incontro chi vuole può partecipare alla cena (a pagamento) che Andrea Banfi, il cuoco del ristorante di Casa Artusi, preparerà ispirandosi al libro presentato.

Questo il menù preparato per l’occasione dal cuoco Andrea Banfi, ispirato alle terre raccontate da Roversi: Fitascetta e Chisulin mantovani; Tortelli di zucca alla mantovana con burro fuso e grana padano; Rosticciata lombarda con polenta; Torta mantovana.

Ingresso libero

Cena: 25 euro

Informazioni: Biblioteca Comunale Pellegrino Artusi, 0543/749271

biblioteca@comune.forlimpopoli.fc.it

Prenotazioni: info@casartusi.it

0543.743138

349.8401818

(Da RomagnaOggi.it)

Due tesi di laurea: una su Blue Tango, l’altra sul booktrailer di Taccuino di una sbronza

La mia tesi di laurea l’ho scritta sull’occupazione italiana degli italiani in costa Azzurra. Non so in quanti l’abbiano letta a parte il sottoscritto e il relatore…  Ma lasciamo da parte questa divagazione; vi parlo di tesi di laurea perché ultimamente sono diventato oggetto, anzi soggetto di tesi, almeno in parte, di un paio di laurendi.
La prima riguarda la tesi di una ragazza che si sta laureando in sociologia all’Università Bicocca di Milano con una tesi sulla metropolitana e la città (“La metropolitana nella città contemporanea. Strumento di esperienza urbana e simbolo d’indentità“). Dopo aver letto il mio Blue Tango – noir metropolitano, che della metropoli e della metropolitana faceva uno delle sue colonne portanti, mi ha fatto una lunga intervista che sarà pubblicata nel testo; a febbraio credo.
La seconda riguarda il tema dei booktrailer ed è stata discussa l’anno scorso all’Università degli studi di Palermo – Scienze e Tecnologie dell’ARTe dellA ModA e dello SpeTTAcolo ed ha come titolo Trailer di carta: dalla quarta di copertina al linguaggio cinematografico.

Ecco cosa scrive Pietro Vaglica, autore della tesi che a quanto pare non gradisce i booktrailer in cui si capisce qualcosa… Meglio quelli astrusi dove alla fine non sai nemmeno di cosa parla il romanzo. De gustibus.

E penso di poter affermare che tutti i book trailer presi in esame in questo mio lavoro di tesi siano tutti dei trailer di carta. Questo non vuol dire che tutti i book trailer possano essere nominati trailer di carta, infatti ci sono esempi di book trailer che purtroppo invece di mostrarci i tratti, una descrizione del personaggio, ci presentano proprio il personaggio.
È il caso di “Taccuino di una sbronza”, realizzato dalla Tamavideo.
Lo scopo evidente di questo book trailer è quello di riassumere la storia del libro rifacendosi alle tecniche del trailer cinematografico. Infatti abbiamo tutti gli elementi del trailer cinematografico: voce narrante che presenta personaggi e storia, scene recitate dagli attori (di cui sentiremo il
parlato) e per concludere una presentazione dei personaggi.
Sono state realizzate molte scene che raccontato più brani del libro, ricostruendo così un riassunto del libro stesso attraverso le sequenze video. L’unica cosa che differenzia questo book trailer da un trailer cinematografico è la frase “in un libro di…” al posto della tipica
frase da trailer “in un film di…”.
Sicuramente questo prodotto segue i canoni del book trailer, brevità e capacità di interessare il lettore. Ci viene proposto un riassunto completo della trama del libro e le scene recitate ci fanno capire le tematiche e i toni del libro. Ma viene contaminato il piacere della lettura. Il book trailer stesso all’inizio ci presentai personaggi mostrandoci troppi particolari che vanno oltre la descrizione di un personaggio. Infatti mentre la voce narrante fa una descrizione del personaggio, le riprese invece ci mostrano i personaggi. E quando inizia la narrazione della storia viene completamente annullata ogni possibilità per il futuro lettore di poter lasciare qualcosa alla propria immaginazione. Vedendo rappresentate in tutti i loro particolari molte scene del libro, vedendo l’interpretazione di molti passaggi del libro. La nostra immaginazione volente o nolente sarà influenzata da quello che stiamo vedendo. Il colpo di grazia viene
dato dal finale del book trailer quando, con quella che è una tipica presentazione da attori hollywoodiani alla fine (o all’inizio) di un trailer cinematografico, ci vengono presentati i personaggi del libro associandoli ad alcune riprese che li raffigurano. Addirittura quando ci viene presentato il terzo personaggio, Romeo Berzelli, siamo davanti ad un ennesimo primo
piano. Ma a differenza del book trailer “Un certo senso” qui non ci troviamo davanti ad una ben calibrata inquadratura che dopo un corretto lavoro di costruzione sulle immagine e sulla voce ci descrive una caratteristica del personaggio, ma bensì davanti ad un primo piano del
personaggio così come vogliono che noi lo immaginiamo.

Se vi va di leggerla in integrale è disponibile online qui.
Il booktrailer, invece, lo trovate qui sotto.

La liberazione di Capo di Ponte Emilia: un racconto inedito con Enrico Radeschi

Siamo nel futuro e una specie di nuovo Berloni comanda l’Italia.
La sua Milizia occupa le città e perfino il borgo di Capo di Ponte Emilia, terra natia del buon Enrico Radeschi, giornalista. Insomma la cosa non può essere tollerata e gli abitanti insorgono…

Ecco qui in soldoni di cosa parla il racconto che ho scritto per l’amico Simone Sarasso nell’ambito del suo progetto graphic novel United We Stand.
Bando alle ciance allora.
Il racconto lo trovate qui.

Buona lettura 😉

Naked Giallone

Non so quanti di voi avessero visto questa vecchia foto di Roversi\Radeschi in sella al Giallone.

Credo risalga al 2000 (com’ero giovane e magro… sigh), scattata in una delle torride estati della Bassa sul genere di quella descritta in MSD.

L’ho rispolverata in occasione di un’intervista di Lorenzo Franchini che aveva proprio come oggetto la mia gloriosa Vespa 50.

Fra le altre amenità che ho detto ne riporto una:
“La Vespa ci ricorda come eravamo. Suggerisce un desiderio di libertà, di viaggiare. Ci aiuta a resistere contro l’imbarbarimento come dice anche Radeschi”.

L’integrale della chiacchierata lo trovate qui.