Stilos adieu?

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ieri mattina. Il direttore di Stilos, il quindicinale di critica letteraria, ha scritto a tutti noi collaboratori per informarci che quello in edicola oggi sarà l’ultimo numero della rivista.
Ci siamo rimasti tutti male perché Stilos era un bel posto. Un luogo libero e intelligente dove parlare di letteratura, scrittori e libri. Un luogo dove ci si trovava a proprio agio e che ora, per ragioni economiche, chiude i battenti. Molti di noi hanno offerto il loro supporto per vedere se si può fare qualcosa: fondare una cooperativa, rilevare la testata… Fino ad ora non si è deciso nulla.
Quello che mi fa riflettere è lo stillicidio di riviste culturali che è in atto da qualche tempo. Prima Noir Magazine, poi Il Falcone Maltese, oggi Stilos. Le ragioni? Difficile dirlo. Economiche certamente. O semplici a ben vedere: già la gente non ama spendere i propri soldi per acquistare libri, figurarsi spenderli per leggere le recensioni degli stessi…
Quando le recensioni sono gratis, però, il discorso cambia. Gratis è la parola magica per tutto.
Io ritengo che il futuro sia la rete ché le recensioni online sono lette ed apprezzate anche a distanza di tempo. Sono sempre lì, nascoste fra le pieghe dei motori di ricerca, pronte a soddisfare le nostre curiosità. Anche il web però non è gratis, e non si potrà andare avanti all’infinito così. Ne ho parlato in un pezzo apparso su Europolar che trovate a questo indirizzo. Quale futuro dunque? Insieme a qualche amico abbiamo un progetto: un freepress culturale. Per ora, però, non posso dirvi di più…

La strategia dell’ariete

[Da STILOS]

Quattromila e cinquecento anni di storia, quattro autori (Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani) provenienti da quattro città diverse con una passione in comune: la scrittura. Nasce così la “Strategia dell’Ariete” il nuovo romanzo dell’ensemble narrativo Kai Zen in cui si racconta di una sostanza segreta chiamata Al-Hàrith, custodita e temuta, attraverso i secoli da una moltitudine silenziosa e segreta. La storia prende il via dall’antico Egitto per poi attraversare la Cina degli anni Venti, il Paraguay degli anni trenta popolato da una singolare comunità ariana fino ad arrivare nell’america degli anni cinquanta…
Una galoppata narrativa che Stilos ha voluto farsi raccontare dagli autori.

Cosa vuol dire Kai Zen e qual è l’origine del vostro nome?
In giapponese significa “in continuo miglioramento” ed è una tecnica di auto motivazione, molto usata in ambito aziendale. Schiere di colletti bianchi che ripetono in coro slogan come “siamo i più forti, siamo i migliori”, cose così. Ma questo non ha nulla a che fare con noi, in realtà Kai Zen era il nome di una fantomatica band di rock industriale citata in uno dei capitoli del primo progetto di scrittura collettiva cui abbiamo partecipato, “Ti chiamerò Russell”. Ci è piaciuto e lo abbiamo scelto per come suonava, la pigrizia ha fatto il resto. Leggi tutto “La strategia dell’ariete”