Quindici cose che ho imparato sul Salone del libro di Torino #SalTo16
Pubblicato il 16.05.2016
Salone del libro Torino

Oggi si chiude il Salone del libro di Torino un appuntamento imperdibile per scrittori, lettori, addetti ai lavori. Da una decina d’anni sono un assiduo frequentatore della manifestazione tanto che oggi ho deciso di stilare un essenziale vademecum in quindici punti di ciò che ho imparato camminando per gli stand del Lingotto. Eccoli in ordine sparso.
Salone del libro accredito

  1. Alla maggioranza dei visitatori non frega nulla degli scrittori, vogliono vedere i vip (quest’anno eventi imballati per cuochi, cantanti e attori)
  2. Evitate di andarci il sabato e la domenica se non volete venire stritolati dalla folla
  3. Senza caffeina (e alcol) gli addetti ai lavori (editori, uffici stampa, personale di vendita negli stand) non arriverebbero mai vivi al lunedì sera
  4. Nelle foto sulla quarta di copertina gli scrittori sono tutti photoshoppati (o molto più giovani) e quando li incontri dal vivo rimani quasi sempre deluso
  5. Senza le scolaresche le giornate di giovedì e venerdì sarebbero praticamente deserte
  6. Tutti ti dicono “ci vediamo al Salone ok?” e poi non ti incontri mai.  Senza contare poi che tutti ti cercano (sms, whatsapp, telefonate) appena te ne sei andato o nell’unico giorno in cui non sei a Torino
  7. La maggior parte della gente al Salone compra gli stessi libri che trova nelle librerie o, peggio, quelli che si vendono anche negli autogrill e quindi non si capisce cosa ci vengano a fare…
  8. Gli scrittori che hanno smesso di prendersi troppo sul serio se la godono, gli altri rosicano di brutto perché non presentano nella sala Rossa davanti a cinquecento persone…
  9. Quando incontri qualcuno lo saluti con enfasi, grandi pacche sulle spalle. Poi appena si volta chiedi a chi ti sta vicino chi sia quel tizio che hai appena salutato come se fosse tuo fratello…
  10. Se non ci fossero le varie feste (Holden, Minimum Fax, ecc) metà degli addetti ai lavori e il sessanta per cento degli scrittori non metterebbero mai piede al Salone del Libro
  11. Gli stand di libri diminuiscono di anno in anno ma ne spuntano sempre di nuovi che non c’entrano nulla (quest’anno uno che vendeva solo popcorn)
  12. Gli agenti letterari diventano invisibili e si rinchiudono all’IBF dove, comunque, vendono i diritti di qualche altro autore…
  13. Alcuni, pur di dire che hanno presentato al Salone del libro, si mettono a fermare la gente che passa davanti allo stand del loro editore improvvisandosi banditori del proprio libro.
  14. Ogni anno tutti si chiedono perché il Salone del libro di Torino lo facciano a Torino e non a Milano e, ogni anno, la domanda rimane senza risposta
  15. Il lunedì sera gli editori pur di non rimpacchettare i libri praticamente te li regalano. Solo che non c’è quasi nessuno che ne approfitta perché ormai i padiglioni sono deserti…
Social

Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo).
Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia).
Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli).
I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi.
È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.
Social
Scopri il nuovo romanzo di Paolo Roversi: La confraternita delle ossa (Marsilio)

Autore: Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.