Quindici cose che ho imparato sul Salone del libro di Torino #SalTo16

Oggi si chiude il Salone del libro di Torino un appuntamento imperdibile per scrittori, lettori, addetti ai lavori. Da una decina d’anni sono un assiduo frequentatore della manifestazione tanto che oggi ho deciso di stilare un essenziale vademecum in quindici punti di ciò che ho imparato camminando per gli stand del Lingotto. Eccoli in ordine sparso.
Salone del libro accredito

  1. Alla maggioranza dei visitatori non frega nulla degli scrittori, vogliono vedere i vip (quest’anno eventi imballati per cuochi, cantanti e attori)
  2. Evitate di andarci il sabato e la domenica se non volete venire stritolati dalla folla
  3. Senza caffeina (e alcol) gli addetti ai lavori (editori, uffici stampa, personale di vendita negli stand) non arriverebbero mai vivi al lunedì sera
  4. Nelle foto sulla quarta di copertina gli scrittori sono tutti photoshoppati (o molto più giovani) e quando li incontri dal vivo rimani quasi sempre deluso
  5. Senza le scolaresche le giornate di giovedì e venerdì sarebbero praticamente deserte
  6. Tutti ti dicono “ci vediamo al Salone ok?” e poi non ti incontri mai.  Senza contare poi che tutti ti cercano (sms, whatsapp, telefonate) appena te ne sei andato o nell’unico giorno in cui non sei a Torino
  7. La maggior parte della gente al Salone compra gli stessi libri che trova nelle librerie o, peggio, quelli che si vendono anche negli autogrill e quindi non si capisce cosa ci vengano a fare…
  8. Gli scrittori che hanno smesso di prendersi troppo sul serio se la godono, gli altri rosicano di brutto perché non presentano nella sala Rossa davanti a cinquecento persone…
  9. Quando incontri qualcuno lo saluti con enfasi, grandi pacche sulle spalle. Poi appena si volta chiedi a chi ti sta vicino chi sia quel tizio che hai appena salutato come se fosse tuo fratello…
  10. Se non ci fossero le varie feste (Holden, Minimum Fax, ecc) metà degli addetti ai lavori e il sessanta per cento degli scrittori non metterebbero mai piede al Salone del Libro
  11. Gli stand di libri diminuiscono di anno in anno ma ne spuntano sempre di nuovi che non c’entrano nulla (quest’anno uno che vendeva solo popcorn)
  12. Gli agenti letterari diventano invisibili e si rinchiudono all’IBF dove, comunque, vendono i diritti di qualche altro autore…
  13. Alcuni, pur di dire che hanno presentato al Salone del libro, si mettono a fermare la gente che passa davanti allo stand del loro editore improvvisandosi banditori del proprio libro.
  14. Ogni anno tutti si chiedono perché il Salone del libro di Torino lo facciano a Torino e non a Milano e, ogni anno, la domanda rimane senza risposta
  15. Il lunedì sera gli editori pur di non rimpacchettare i libri praticamente te li regalano. Solo che non c’è quasi nessuno che ne approfitta perché ormai i padiglioni sono deserti…

L'autore Paolo Roversi

Scrittore, giornalista, sceneggiatore e organizzatore di festival crime. Grande appassionato di tecnologia. Tutto in ordine sparso. Bio completa qui

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