Scrivere significa soprattutto riscrivere (anche parecchie volte)
Pubblicato il 06.04.2016
Scrivere è riscrivere

L’essenza della scrittura è la riscrittura, vale a dire il continuare a mettere mano al proprio testo (lungo o corto che sia) finché si è conviti di averlo reso perfetto.
Come sapete, spesso mentre scrivo twitto (pessima abitudine lo so ma mi aiuta a distrarmi un attimo).
In questi giorni (e fino alla fine del mese quando incombe la deadline, ovvero la data di consegna), sono alle prese con il capitolo finale del nuovo romanzo (se volete qui c’è spiegato tutto quello che dovete su sapere come si chiude degnamente un libro giallo) e, forse rapito dal sacro fuoco della creatività, mi sono lanciato in alcune considerazioni che riguardano lo scrivere. Per ora si tratta di semplici appunti poi magari gli darò una qualche forma, forse in ebook, chissà.
Un paio di giorni fa ho scritto un tweet (che è stato parecchio commentato e condiviso anche su facebook). Eccolo:

Scrivere significa soprattutto riscrivere. E poi di nuovo. E poi ancora. Quelli a cui basta una singola stesura non fanno questo mestiere.
Scrivere significa riscrivere

Scrivere = riscrivere

La cosa non dovrebbe stupire nessuno. Almeno gli scrittori veri, rodati, quelli che fanno questo mestiere con serietà.
Scrivere (per pubblicare, se tenete un diario segreto state pure sereni…), dunque, significa soprattutto riscrivere. Fino allo sfinimento.
Mi capita, a volte, di arrivare quasi a odiare il testo dopo l’ennesima revisione.
A quel punto lo lascio riposare e quando lo riprendo in mano (dopo giorni o anche settimane) capisco che ho fatto bene, che era giusto così. Necessario.

Ripartire da zero?

Qualcuno mi ha chiesto ma riscrivere significa rimaneggiare la prima stesura o ripartire da zero?
Dipende. Sicuramente la prima stesura avrà parti già buone ma molte da buttare e rivedere. Quindi non proprio da zero ma diciamo almeno il 50% anche se questo dipende da autore a autore. Da quanto uno è critico (se lo siete non può farvi che bene!) con sé stesso quando scrive.
Molti sono convinti di aver la scienza infusa e credono che ogni loro frase sia perfetta così come l’hanno scritta la prima volta di getto…

Questione di metodo

Tutti hanno il proprio metodo.
C’è chi attende spasmodicamente il parere dell’editor (e magari gli sbologna pure gran parte del lavoro di riscrittura);
Chi vuole consegnare un lavoro perfetto;
Chi lo fa leggere a qualcuno di fiducia, ne ascolta i commenti e poi rimette mano al testo;
Insomma: non esiste un sistema infallibile e uguale per tutti.

Io come faccio

Per quanto mi riguarda io sono maniacale: la stesura che consegno all’editore e quanto più vicina possibile a quella che andrà in libreria.
Ed è per questo che riscrivo tutto un sacco di volte.

Social

Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo).
Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia).
Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli).
I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi.
È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.
Social
Scopri il nuovo romanzo di Paolo Roversi: La confraternita delle ossa (Marsilio)

Autore: Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.