Il tempo dedicato alla scrittura è tempo rubato alla vita

Perché vi mettete alla tastiera e scrivete: ve lo siete mai chiesto? Qualunque sia il motivo sappiate che vi verrà sempre obiettato – specialmente se non siete autori da bestseller – che il tempo dedicato alla scrittura è tempo rubato alla vita.
Forse vi permette di risparmiare parecchio in strizzacervelli ma scrivere, a volte, è una condanna. Anche per chi vi sta accanto se non condivide l’ardore e non lo comprende…
Esagerato? Forse ma rende bene l’idea di una passione che non sempre ci regala le soddisfazioni che desideriamo (e che meriteremmo). La scrittura è una passione solitaria spesso fine a stessa: la pubblicazione è un passaggio non un traguardo. La felicità la si raggiunge in due momenti: quando si crea la storia (e la si scrive come se nelle vene ci scorresse il fuoco) e quando la stessa viene letta (da lettori sconosciuti non famigliari, amici,conoscenti ecc). In mezzo ci sono un sacco di frustrazioni, dubbi, incertezze. Attese lunghissime. Ne vale la pena?
Sappiate che tutto questo fa parte dell’essere scrittore: rafforza lo spirito, aiuta ad affrontare le delusioni (tante e a qualunque livello).
Se cercate una professione tranquilla, dove non ci si agita, dove si va tutti d’accordo allora state alla larga dall’editoria.
In caso contrario sappiate che gli alti ma sopratutto i bassi saranno (quasi) all’ordine del giorno.
Vi lascio con una citazione di Luigi Tenco che credo calzi a pennello per certi stati d’animo degli scrittori:

Perché scrivi sempre cose tristi? Perché quando sono contento esco.

I due ingredienti che servono per scrivere un bestseller

Per scrivere un buon libro, che ci auguriamo diventi un bestseller, occorrono due ingredienti fondamentali anche se solo una è veramente essenziale: uno stile dignitoso e una buona (meglio se ottima) idea.

Questione di stile e di fantasia

Lo stile vi caratterizza, dà un’impronta chiara alla vostra storia, vi fa riconoscere, può far brillare di luce propria anche qualcosa che di luce proprio non ne ha. Ciò nonostante, l’ingrediente più importante, e imprescindibile, di qualsiasi storia resta l’idea. Un romanzo, un racconto, ma anche qualsiasi altro tipo di scritto, non può basarsi soltanto sullo stile, sulla bella scrittura. Non sarebbe sufficiente. Non si può prescindere dalle idee, dallo stile forse sì, anzi lo si fa spesso; il mondo dell’editoria lo dimostra: si pubblica più facilmente un libro scritto male ma pieno di idee che un capolavoro di lingua e stile senza però un briciolo di fantasia. La fantasia è materiale quanto mai raro e prezioso oggi.
Viviamo in un’epoca in cui cinema, TV, fiction e naturalmente montagne di libri ci hanno già raccontato quasi tutto. Attenzione giovani scrittori, ciò che potrà fare la vostra fortuna è proprio quel quasi: raccontate qualcosa di diverso, con idee nuove e vedrete che i risultati non tarderanno ad arrivare.

Sporchi trucchi da editor per smaltire i manoscritti

Avete inviato un romanzo a una casa editrice sperando che venga letto? Bene, ecco allora uno scenario realistico di quello che potrebbe accadere al vostro adorato manoscritto.
Naturalmente ogni riferimento a cose o persone eccetera…
La situazione che si presenta è più o meno questa: una montagna di manoscritti cartacei (oppure una caterva di mail con allegati documenti word) e una sola persona a spulciarli nella speranza di pescare il caso editoriale dell’anno.
Dunque, appurato che non basterebbe una vita per leggere tutto quel materiale come farà il nostro per sfoltire quella massa e ridurla a un numero ragionevole?
Scartata l’ipotesi di leggere le sinossi (che molte volte gli autori neppure mandano e quando lo fanno sono molto DIVERSE dal contenuto del testo) si adottano le maniere forti.
In realtà, di metodi ce ne sono più d’uno e servono sopratutto per farsi un’idea della qualità della scrittura del manoscritto che ci troviamo a esaminare, tuttavia si possono ricondurre a questo concetto: si leggono pagine a caso per valutare la qualità del testo.
Badate bene che la pagina a caso non è mai la prima (che avrete scritto e riscritto) ma  appunto, una pagina random. I più severi (e con meno tempo) vi forniscono una sola chance quella della fatidica pagina 69 (questo me l’ha suggerito il mio amico scrittore Alessio Romano ma sospetto che si tratti solo di suggestione…).
Quella che personalmente trovo più ragionevole (che però è parzialmente in contrasto con la regola delle trenta pagine) è la regola della data di nascita. Come funziona? Semplice: l’editor prende la propria data di nascita (poniamo 14, 7, 60) e legge quelle pagine in ordine inverso solo per saggiare lo stile e non la trama.
Se questo primo test viene superato allora si passa alle famose trenta pagine.
Se anche quelle sono buone, be’ direi che siete sulla buona strada perché qualcuno in casa editrice legga TUTTO il vostro manoscritto…
Che poi questo diventi un bestseller ce ne passa, magari siete davvero fortunati e vi capita uno dei cinque casi che fanno schizzare in classifica il vostro libro ma, per il momento, vi consiglio di tenere i piedi per terra, di preparare una buona sinossi e di curare TUTTE le pagine del vostro libro. Good luck!

Cinque modi (quasi) infallibili per trasformare un romanzo in un bestseller

Nato dall’osservazione di quei misteriosi fenomeni che vanno sotto il nome di bestseller editoriali ecco un essenziale compendio dei cinque modi infallibili (a imprescindibile giudizio del sottoscritto ovviamente) su come trasformare un romanzo in un bestseller.

1 – Andare in trasmissione da Fabio Fazio (lo so, lo sapevate già. Facile e scontato ma solo se conoscete Fazio…)
2 – Essere un caso umano conclamato (cioè vi è accaduto qualcosa di terribile e vi scrivono\scrivete un libro sulla vostra esperienza).
Venire ospitati dalla D’Urso prima dell’uscita del libro aiuta.
3 – Essere già molto famosi in altri campi tipo attori, registi, cantanti, astronauti, calciatori… (anche questa era facile)
4 – L’editore (per una congiunzione astrale dove nemmeno Paolo Fox ci capisce nulla) decide di puntare sul vostro romanzo: vi fa una tiratura monstre , mette il libro a un prezzo ridicolo e, per darvi la visibilità che a suo dire meritate, si compra tutte le vetrine delle librerie e pure la pubblicità su tram e bus!
5 – Per ragioni imperscrutabili e irripetibili (i grandi editori ci provano ad ogni libro che pubblicano a replicare questa alchimia senza alcun successo) parte un fortunato passaparola sul libro che lo proietta in vetta alle classifiche di vendita

Le librerie indipendenti chiudono e noi andiamo troppo veloci

Una quindicina di anni fa, prima d’iniziare a scrivere, facevo il libraio.
Un lavoro meraviglioso che, purtroppo, sta sparendo.
Sono di questi giorni le notizie di nuove librerie indipendenti che chiudono qui a Milano.
Dopo la Libreria del Corso in corso San Gottardo, la Libreria del Corso in corso Buenos Aires entro fine aprile toccherà alla Libreria Puccini abbassare le saracinesche. Tre luoghi che ho frequentato e amato. Librerie dove ho presentato i miei romanzi, incontrato lettori, discusso con i librai…

Firmacopie alla libreria Puccini
Firmacopie alla libreria Puccini

Perché chiudono?

Le ragioni di queste chiusure sono diverse e non facilmente riassumibili. Diciamo che le librerie di catena, le librerie online, gli ebook e gli smartphone che tolgono tempo alla lettura sono le principali ragioni di questo allontanamento del pubblico dalle librerie indipendenti.Adesso o mai più

Ma non sarà che siamo cambiati anche noi?

Voglio dire, quando facevo il libraio io, nella Bassa in un piccolo centro, Suzzara, chi entrava in libreria e ti chiedeva un certo libro sapeva che, a meno che non si trattasse del bestseller del momento, quasi sempre avrebbe dovuto attendere qualche giorno, magari anche una settimana, per poterlo avere fra le mani. C’era il gusto dell’attesa. Si pregustava con pazienza il momento in cui il romanzo desiderato sarebbe arrivato e avremmo potuto leggerlo.
Oggi no: adesso viviamo nell’epoca del tutto e subito. Se non lo troviamo adesso in libreria allora possiamo ordinarlo online (ai miei tempi Amazon non esisteva) o magari scaricarlo direttamente in ebook ed averlo in pochi secondi.Narcos netflix

Il piacere del piacere che dovrebbe essere esso stesso piacere ormai non c’è più

L’attesa del piacere è diventata un concetto obsoleto, superato.
Oggi viviamo nell’epoca dell’iperconnettività, delle serie televisive che grazie a Netflix arrivano complete: dieci episodi da consumare come fossero un unico film, magari chiudendosi in casa per l’intero weekend (a me è successo con Narcos). Se è così che tempo e spazio resta per la lettura?Viaggiare e leggere

Viaggiare leggendo

Se nei viaggi in treno, in aereo, in metrò non ci portiamo più un libro ma giochiamo col tablet o passiamo il tempo su Facebook o sui vari social, che tempo ci resta per leggere?
Forse la colpa delle librerie che chiudono è anche nostra che abbiamo perso il gusto dell’attesa, il piacere della lentezza.
Non sappiamo più che sapore abbia la lettura perché tutto deve essere immediato, veloce, subitaneo e forse non abbiamo più tempo di gustarci nulla ma solo la brama di assaggiare tutto in fretta senza soddisfazione alcuna.