Radeschi raddoppia in libreria!

Manca una settimana esatta all’uscita in libreria del mio nuovo romanzo Cartoline alla fine del mondo (Marsilio) con protagonista Enrico Radeschi e l’ansia sale (anche per via del bel pezzo che il Corriere gli ha dedicato domenica scorsa e che potete vedere qui a fianco con tanto di foto del sottoscritto..)
Il nuovo libro, tuttavia, non arriverà solo ma in ottima compagnia: esce infatti in contemporanea, sempre per Marsilio, anche la versione riveduta e corretta di Blue Tango che era stato pubblicato per la prima volta nel 2006. Insomma vi aspettano dodici anni di Radeschi e di avventure noir milanesi tutte da leggere!
Se ancora non l’avete fatto potete prenotare le vostre copie qui e qui.

P.S. Oggi mi sono arrivate le copie autore. Non sono bellissime le copertine?

Cartoline dalla fine del mondo, il nuovo romanzo con Radeschi dal 18 gennaio in libreria – trama e copertina

Manca un mese esatto alla pubblicazione del nuovo romanzo con protagonista Enrico Radeschi.
Il libro sarà in vendita dal 18 gennaio 2018 s’intitolerà Cartoline dalla fine del mondo e uscirà per Marsilio.
Da parte mia sono molto felice e sto già preparando il tour di presentazioni: se avete idee o proposte da sottopormi non esitate a contattarmi.

Nell’attesa ecco la copertina e la scheda editoriale.

Milano. Durante un esclusivo party all’interno del palazzo dell’Arengario, sede del museo del Novecento, uno degli invitati viene misteriosamente ucciso sotto il quadro Il quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo.
Il vicequestore Loris Sebastiani, incaricato delle indagini, capisce subito che in quel delitto qualcosa non torna e che avrà bisogno di aiuto per catturare il misterioso hacker che si fa chiamare Mamba Nero, tenendo in scacco la polizia. Solo una persona può fare al caso suo: il giornalista e hacker Enrico Radeschi. E’ tempo che rientri in servizio, ovunque si nasconda da otto anni.
Comincia una vera e propria partita a scacchi con Mamba Nero, che continua a mietere le sue vittime, ispirandosi a Leonardo da Vinci.

Il self publishing è una buona idea?

Sulla scorta del mio post su come “scelgono” i manoscritti gli editor e anche sulla difficoltà di agganciare gli stessi, un lettore mi chiede lumi riguardo al self publishing:

La pubblicazione on line può essere valida? Magari con Amazon?

La mia risposta è: dipende.  Trovo il self publishing ottimo per racconti e testi brevi e meno efficace per i romanzi.
Pubblicarsi da soli un romanzo, secondo me,  fatte salve le solite eccezioni, è un’impresa destinata ad ottenere risultati modesti.
Tutti – esordienti ed autori affermati – hanno bisogno di due figure fondamentali (che solo una casa editrice seria può mettervi a disposizione): un editor che lavori sul testo insieme a voi e un bravo correttore di bozze che “ripulisca” il testo da tutti gli ORRORI ortografici e grammaticali.
Se vi auto-pubblicate il vostro romanzo conterrà quasi sicuramente dei refusi (molti refusi e il lettore arriccerà il naso) e, in alcuni passaggi, risulterà farraginoso o poco chiaro (un editor generalmente vi fa riflettere sul testo e anche riscriverne delle parti per migliorarle).
Gli stessi problemi, certo, li potrete riscontrare anche con un racconto ma sicuramente in misura minore e, ritengo, tollerabile. Pubblicarlo vi darà comunque visibilità e anche la possibilità di farvi conoscere. Lo potrete mettere autonomamente su Amazon a un prezzo competitivo (€ 0,99 o anche gratis per un periodo, cosa che non vedrei bene per un romanzo).
Personalmente mi sono cimentato in un esperimento simile auto-pubblicandomi un racconto dal titolo Il diavolo della Tasmania in lingua inglese su tutti gli store Amazon (qui tutta la spiegazione e qui un primo bilancio dell’esperimento che vi invito a leggere).
Prima di buttarvi nell’impresa, però, permettetemi di darvi un ultimo consiglio: considerate l’idea di farvi disegnare una bella copertina (ho spiegato qui quanto sia importante).

 

 

L’importanza della copertina e del titolo (anche se un libro si giudica dal contenuto)

In questi giorni sono in consegna del nuovo romanzo e già con l’editore ci si interroga sul titolo (che ho trovato mentre ero ad Amsterdam ma di cui per ora non parlo…) e sull’immagine di copertina.
Dopo aver visto alcuni bozzetti che esprimevano concetti diversi, ho deciso di chiedere aiuto alla rete (il famoso aiuto a casa dei telequiz).
La ragione è semplice: il prossimo romanzo con protagonista Enrico Radeschi non sarà un giallo classico bensì un thriller che, come sapete, ha cover di un certo tipo.

Sondaggio

Ho lanciato un sondaggio flash (durata di appena dieci ore, di notte per di più) a cui hanno risposto in 15 (quindi non ha nessuna pretesa d’esaustività ma puro valore indicativo). Ecco com’è andata:

sondaggio twitter

Mistero, colori cupi e un pizzico d’ambiguità

Sembra questa la chiave vincente per una copertina di successo: evocare mistero. Siete d’accordo?
Anche il popolo di facebook si è espresso a riguardo attraverso un po’ di commenti.
Qui in tanti hanno sottolineato che sia il titolo la cosa più importante (e sono d’accordo) ma certo uno “sfondo” degno non può far male, no?
Secondo la maggioranza questo sfondo deve avere colori cupi e l’immagine deve trasmettere ambiguità. Cioè meno si capisce più attrae? Forse.

Peso delle paroleIl peso della copertina e del titolo

Un collega, che oltre a fare lo scrittore si occupa anche di editoria, mi ha rivelato questo detto che circola nell’ambiente editoriale riguardante il “peso”  di titolo e copertina in un libro:

In editoria si dice che il titolo conti il 10%, la copertina il 30%

Personalmente trovo realistiche queste percentuali.
Un libro si dovrebbe sempre e solo giudicare dal contenuto ma senza averlo letto prima come si fa? Semplice, si viene attirati da altri due elementi: la copertina e il titolo.

 

 

 

Questione di cover

Book-cover-19Libro scritto e consegnato e ora , in attesa di cominciare a lavorare con l’editor (senza un buon compagno di viaggio la noia è assicurata, fidatevi), bisogna affrontare la questione della copertina (anzi delle copertine ma di questo vi parlerò più avanti) perché il tempo delle prenotazioni incombe.
Di un romanzo, spesso, l’autore non sceglie né il titolo né tanto meno la cover. Questa volta però, in accordo con l’editore, proviamo a fare qualcosa di originale. E di davvero forte secondo me. Il problema è che tra averlo in testa e metterlo su carta, rappresentarlo visivamente, il passo non è tanto semplice. Ma ci proveremo. E ci stiamo già divertendo parecchio nel farlo.

Democrazia diretta editoriale per un titolo

I titoli sono una cosa seria. Specialmente quelli dei libri. Associati a una copertina convincente possono decretare la fortuna o il fallimento di un’opera.
In questi giorni sono in cerca. Alcuni miei colleghi scelgono il titolo ancora prima di mettersi a scrivere, altri lo cercano alla fine. A me, in genere, viene a metà percorso. Una frase a effetto: La mano sinistra del diavolo, niente baci alla francese, l’uomo della pianura. Con il nuovo romanzo ormai chiuso e quasi interamente editato la faccenda non è così semplice. Un titolo ci sarebbe. Buono anche. Ma a me e all’editore sono venuti i dubbi dell’ultimo minuto. Il titolo che ci piace potrebbe essere fuorviante, far pensare a qualcosa di diverso dal reale contenuto. Come uscirne?
Il piano è semplice. Mi rileggerò daccapo il romanzo nei giorni del ponte e poi, se proprio non verrà nulla, mi piacerebbe fare un esperimento: far scegliere al popolo della rete su Facebook e qui sul mio blog il titolo. Fornendo una rosa di alternative. Che ne dite? La democrazia diretta editoriale mi toglierà dagli impicci?