E sono tre in un mese. Ma conto di smettere (almeno per un po’)

Negli ultimi trenta giorni per varie ragioni mi è capitato di andare in TV per ben tre volte. Un paio in occasione della decima edizione del NebbiaGialla Suzzara Noir festival e ieri per parlare di cronaca nera e del mio romanzo Solo il tempo di morire che a distanza di un anno dalla pubblicazione continua a riscuotere interesse.
Sono stato a Rai3, a Mantova TV e ad Antenna3.
Ecco qui di seguito i video e qualche fotografia dei vari interventi.


Questo il video del TG3 
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Questo il video di Mantova TV
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Qui una galleria di foto dell’ospitata di ieri sera ad Antenna3 alla trasmissione Lombardia Nera

Infine un bellissimo video, realizzato da Francesco G. Lugli che racconta, attraverso le voci degli scrittori la magia della due giorni in noir di Suzzara…

Mettetevi scomodi, arriva la nera coi suoi fleurs du mal

Domani, mercoledì 19 ottobre, torno in TV. A partire dalle ore 21 sarò in diretta su VideoStar ospite del programma Mettetevi scomodi condotto da Rosanna Scardi.
L’argomento della puntata saranno tutti quei “fleurs du mal” personaggi della cronaca nera portati alla ribalta dai media. Da Vallanzasca agli ultimi Amanda e Raffaele, Erika e Omar…
In studio ci saranno, oltre al sottoscritto, il giornalista di Mediaset Luca Pesante, lo scrittore Leonardo Coen e Antonella D’Agostino, moglie di Vallanzasca.
Il canale è visibile in Lombardia e Piemonte. Le frequenze le trovate qui. Buona visione.

La cronaca nera e il Grande Fratello

Sabato scorso sono stato ospite in veste di relatore all’iniziativa I salotti della comunicazione a Mantova.  Una bella manifestazione in cui sono state coinvolte le scuole e i cittadini. Alla conferenza che ho tenuto sabato mattina era presente anche un giornalista de la Gazzetta di Mantova che ha raccontato in questo bell’articolo il mio intervento.
Il tutto ruota intorno a una domanda fondamentale: “Oggi la voglia di sapere, la morbosità di conoscere i dettagli delle vicende di cronaca nera, risponde a un interesse reale o è un bisogno indotto e alimentato dai media” ?
L’articolo integrale può essere letto qui.