Addicted: il nuovo thriller in libreria dal 17 gennaio

Diventerà un film con un cast internazionale.
Indaga i nostri vizi più nascosti: le addiction.
Racconta le vite di sette persone di diversi Paesi del mondo che nascondono segreti inconfessabili.
Sette individui riuniti nella clinica Sunrise per sottoporsi al rivoluzionario metodo Stark.
Addicted: un thriller dal ritmo mozzafiato.
In corso di traduzione all’estero.

La clinica Sunrise apre i battenti il 17 gennaio 2019 e dallo stesso giorno arriverà in tutte le librerie d’Italia

Trama e informazioni qui.

Squali e tornadi ovvero l’incrollabile fede nelle proprie idee

La scena è questa.
Sala riunioni di una major americana, cervelloni e creativi intorno a un tavolo alla ricerca di un’idea strabiliante per il prossimo film.
Dopo qualche chiacchiera infruttuosa, e qualche donuts,  ecco che uno dei ragazzotti in sneakers e t shirt fuori dai pantaloni prende la parola e inizia a raccontare.
Ha una visione. Pensa a un b-movie di quelli che non si sono mai visti. Descrive un’idea che non sta né in cielo né in terra (o meglio né in cielo né in acqua).
Gli altri lo ascoltano, scuotono la testa, si guardano come a dire “ma questo è matto!”.
Il ragazzino però argomenta, crede in quello che dice, spiega come lo gireranno ed entra nel dettaglio nella trama. S’infervora, racconta. Ha già pensato a tutto. E l’auditorio si convince: solo perché un’idea non è mai stata sviluppata non è detto che non sia buona o che non funzioni. E infatti di quel film ci hanno fatto pure il seguito (come da locandina qui sopra).
Il tizio in sneakers gongola, la sua idea ha preso vita perché lui ci ha creduto, l’ha sostenuta e non ha avuto vergogna di alzarsi in piedi e dire davanti alle facce sbigottite degli altri “Facciamo un film con un tornado pieno di squali!”
Questo funziona anche per i romanzi: le idee ambiziose, strampalate, folli a volte funzionano da Dio. Purché nessuno ci abbia pensato prima e a patto che voi siate davvero convinti di quello che racconterete!

L’effetto Kaiser Soze al servizio del romanzo perfetto

Io lo chiamo effetto Kaiser Soze e serve a portare a termine un romanzo senza sbavature, con tutti gli ingranaggi che girano in maniera perfetta e sincronizzata, e a lasciare il lettore a bocca aperta grazie a un colpo di scena finale!
Piccola avvertenza: se non avete visto il film I soliti sospetti date (subito) un’occhiata al video che trovate qui sotto in cui si racconta chi è questo personaggio (ma ricordate che NULLA è mai come APPARE o come vi VIENE FATTO CREDERE CHE SIA!)
Bene, ora che ci siamo chiariti torniamo all’effetto Kaiser Soze.
Ecco la mia personalissima definizione:

L’effetto Kaiser Soze è rappresentato da una serie di accorgimenti narrativi che ti permettono di costruire una trama ad orologeria con tanto di effetto finale spiazzante.

E come si fa?
Be’ non mi stancherò mai di ripeterlo: il primo passo è costruire una rigida e ben strutturata scaletta (come si fa l’ho spiegato qui e anche qui e, a quanto pare, pure qui).
Una volta che avete imbastito la vostra scaletta iniziate a pensare: che elemento posso aggiungere a ogni capitolo in modo che questo si chiuda con un colpo di scena?
E quale sarà il GRANDE colpo di scena finale che costruirò, mattone dopo mattone, con qualche frase piazzata ad hoc in ogni capitolo?
Insomma: pianificate tutto. Nel dettaglio e a priori.
Non è così complicato se ci pensate: avete la scaletta quindi conoscete il percorso, chiaro e ben definito. Sapete da dove partirete e dove arriverete. Dovete solo scatenare la fantasia: mischiate carte, sparate fumo negli occhi al lettore (ma senza barare perché TUTTO deve tornare alla fine) e introducete elementi d’ambiguità. Vi aiuti in questo una massima che viene utilizzata proprio in questo film:

La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste

Facile? No. Non lo è affatto ma senza un po’ di fatica e d’impegno non si ottiene nulla!

Le librerie indipendenti chiudono e noi andiamo troppo veloci

Una quindicina di anni fa, prima d’iniziare a scrivere, facevo il libraio.
Un lavoro meraviglioso che, purtroppo, sta sparendo.
Sono di questi giorni le notizie di nuove librerie indipendenti che chiudono qui a Milano.
Dopo la Libreria del Corso in corso San Gottardo, la Libreria del Corso in corso Buenos Aires entro fine aprile toccherà alla Libreria Puccini abbassare le saracinesche. Tre luoghi che ho frequentato e amato. Librerie dove ho presentato i miei romanzi, incontrato lettori, discusso con i librai…

Firmacopie alla libreria Puccini
Firmacopie alla libreria Puccini

Perché chiudono?

Le ragioni di queste chiusure sono diverse e non facilmente riassumibili. Diciamo che le librerie di catena, le librerie online, gli ebook e gli smartphone che tolgono tempo alla lettura sono le principali ragioni di questo allontanamento del pubblico dalle librerie indipendenti.Adesso o mai più

Ma non sarà che siamo cambiati anche noi?

Voglio dire, quando facevo il libraio io, nella Bassa in un piccolo centro, Suzzara, chi entrava in libreria e ti chiedeva un certo libro sapeva che, a meno che non si trattasse del bestseller del momento, quasi sempre avrebbe dovuto attendere qualche giorno, magari anche una settimana, per poterlo avere fra le mani. C’era il gusto dell’attesa. Si pregustava con pazienza il momento in cui il romanzo desiderato sarebbe arrivato e avremmo potuto leggerlo.
Oggi no: adesso viviamo nell’epoca del tutto e subito. Se non lo troviamo adesso in libreria allora possiamo ordinarlo online (ai miei tempi Amazon non esisteva) o magari scaricarlo direttamente in ebook ed averlo in pochi secondi.Narcos netflix

Il piacere del piacere che dovrebbe essere esso stesso piacere ormai non c’è più

L’attesa del piacere è diventata un concetto obsoleto, superato.
Oggi viviamo nell’epoca dell’iperconnettività, delle serie televisive che grazie a Netflix arrivano complete: dieci episodi da consumare come fossero un unico film, magari chiudendosi in casa per l’intero weekend (a me è successo con Narcos). Se è così che tempo e spazio resta per la lettura?Viaggiare e leggere

Viaggiare leggendo

Se nei viaggi in treno, in aereo, in metrò non ci portiamo più un libro ma giochiamo col tablet o passiamo il tempo su Facebook o sui vari social, che tempo ci resta per leggere?
Forse la colpa delle librerie che chiudono è anche nostra che abbiamo perso il gusto dell’attesa, il piacere della lentezza.
Non sappiamo più che sapore abbia la lettura perché tutto deve essere immediato, veloce, subitaneo e forse non abbiamo più tempo di gustarci nulla ma solo la brama di assaggiare tutto in fretta senza soddisfazione alcuna.

 

My fav B-Movie

Stimolato dal successo del B-Movie festival che si è tenuto all’interno di Bookcity (o l’inverso decidete voi) domenica scorsa ho stilato la mia personale classifica dei B-Movie dell’epoca (anche se questi, per quanto mi riguarda, sono film di serie A).
Si tratta di tre pellicole che ho apprezzato e rivisto recentemente anche per la stesura di Milano Criminale.
Eccoli e buona visione:

Milano calibro 9 del 1972, scritto e diretto da Fernando Di Leo, con Gastone Moschin, Barbara Bouchet, Mario Adorf e Philippe Leroy.

Banditi a Milano del 1968 diretto da Carlo Lizzani con Gian Maria Volonté.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto del 1970 diretto da Elio Petri con Gian Maria Volonté.

I dieci film che ispirarono Milano Criminale

Ieri è comparso un articolo su Affari Italiani dedicato a Milano Criminale e alle sue traduzioni estere in cui mi è stato proposto di redigere la lista dei dieci poliziotteschi che preferisco.
Ci ho riflettuto e secondo me ne è venuta fuori una top ten carina anche se non si può certo dire che quelli citati siano tutti poliziotteschi. Anzi. A voi scoprire quali.

Ecco dunque a voi la lista dei film di genere che mi hanno più influenzato nella stesura di Milano Criminale.

1) Milano Calibro 9 di Di Leo, in assoluto un capolavoro. Gastone Moschin che interpreta Ugo Piazza è impareggiabile;

2) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, con Volonté a cui mi sono molto ispirato anche per il romanzo. Bellissimo;

3) La Mala ordina sempre di Di Leo, un vero genio del genere;

4) I ragazzi del massacro. Ancora di DI Leo e tratto dal bellissimo romanzo di Giorgio Scerbanenco (che tra l’altro figura anche come personaggio nel mio romanzo…);

5) Svegliati e uccidi di Lizzani ispirato alla vita di Luciano Lutring il Solitsta del mitra, anche lui fra i protagonisti del mio romanzo;

6) Banditi a Milano di Lizzani, anche questo fondamentale per la stesura del libro e per la ricostruzione delle gesta della Banda Cavallero;

7) Milano Rovente di Umberto Lenzi, un classico del genere;

8) Milano Odia di Umberto Lenzi, idem come sopra;

9) Lo zingaro con Alain Delon, liberamente ispirato a Lutring;

10) Milano Violenta di Caiano;