Cinque intere pagine di “Mistero” sulla Confraternita delle Ossa

mistero3La rivista Mistero (nata dall’omonimo programma che va in onda su Italia Uno) nel numero di ottobre che trovate in edicola in questi giorni dedica ben cinque pagine ai “misteri” raccontati nel mio thriller La confraternita delle ossa.
Oltre a un approfondimento sulla confraternita dei disciplinati il pezzo, scritto da Alessandro Bongiorni, è arricchito da una lunga intervista al sottoscritto. Ecco un paio di passaggi.

 

 

Com’è nato “La confraternita delle ossa”?
Quando ho messo piede per la prima volta in San Bernardino alle Ossa, e dopo aver approfondito la storia di quella chiesa, ho avuto un’illuminazione. È un luogo estremamente tetro e interessante. Di Milano è stato raccontato di tutto, e mi sembrava che nessuno avesse descritto veramente la storia di questo posto. Non potevo non farlo quindi. Le storie ti vengono a cercare. Poi quando scopri che anche San Carlo Borromeo, uno dei personaggi più in vista della storia della città, era un disciplinato… Ho intravisto subito il potenziale

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Tre parole, con una breve spiegazione, per descrivere Enrico Radeschi.
«Ne scelgo tre che iniziano tutte con la stessa lettera. Incosciente: perché si butta a capofitto nelle indagini anche mettendo in pericolo la propria vita. Ironico: perché anche quando la situazione è nera non risparmia mai una battuta di spirito. Imprevedibile: perché quando è dietro una tastiera del PC o in sella alla sua vespa gialla non sai mai cosa potrà fare»

 

Enrico Radeschi torna in libreria l’8 settembre #confraternitaossa

Le vacanze per il sottoscritto sono finite e la testa è già rivolta all’8 settembre data di uscita del nuovo romanzo La confraternita delle Ossa (Marsilio) in cui ritornerà il mio protagonista seriale Enrico Radeschi. Come ho già avuto modo di spiegare questo romanzo sarà un thriller e rappresenterà un prequel della serie di Radeschi.
Un’avventura ambientata nel 2001\2002 in cui il nostro giovane hacker (ancora molto inesperto) se la vedrà con una misteriosa confraternita segreta (qualche ulteriore dettaglio lo trovate in questa bella intervista che la Gazzetta di Mantova mi ha fatto in anteprima).
La trama completa la trovate qui e il romanzo si può già prenotare (per ora solo in formato ebook, presto anche in cartaceo) qui in modo da riceverlo il giorno dell’uscita.
Dalla settimana prossima, inoltre, su tutti i miei social inizierà una campagna di avvicinamento con una pioggia di foto e di iniziative che con gli amici della Confraternita dei lettori stiamo preparando.
Per essere sicuri di non perdervi nulla seguitemi su facebook e su twitter oppure iscrivetevi a questo blog per ricevere via mail i miei articoli.
Non vi anticipo altro ma vi saluto annunciando il primo evento ufficiale del nuovo romanzo che si terrà a Vigevano. Una presentazione in libreria a cui seguirà un aperitivo con l’autore. Tutte le informazioni qui.

Torna Radeschi giornalista-hacker di Paolo Roversi

Questo il titolo scelto dalla Gazzetta di Mantova per presentare in anteprima il mio nuovo romanzo La confraternita delle ossa (che potete già preordinare su Amazon) in uscita l’8 settembre. Si tratta di una lunga intervista di cui svelo qualche curiosità sul libro in uscita.
Ecco le prime righe del pezzo:

Giovedì 8 settembre uscirà in tutte le librerie il nuovo romanzo di Paolo Roversi, scrittore e giornalista suzzarese, ideatore e direttore del festival di letteratura noir e poliziesca “Nebbia Gialla”. In esclusiva per la “Gazzetta”, l’autore presenta in anteprima La confraternita delle ossa (Marsilio editore). Romanzo che rappresenta il primo episodio (in gergo cinematografico si direbbe un prequel) di una serie con protagonista Enrico Radeschi, giornalista freelance ed esperto hacker. Il giovane, 27 anni, vive a Milano, dove si muove in sella a una Vespa gialla del 1974 chiamata “Il Giallone”. Ha due grandi passioni: il ficus benjamina e il suo cane Buk. Il nuovo thriller è il preludio ai romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, Premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Paolo Roversi è reduce dal grande successo Solo il tempo di morire (Marsilio), premio Selezione Bancarella e premio Garfagnana in giallo.

Per leggere l’articolo integralmente potete scaricare il pdf qui e ordinare il romanzo qui.

Solo il tempo di morire vince il Premio Selezione Bancarella 2015

gazzetta_1604_bancarella“Lo scrittore e giornalista Paolo Roversi, suzzarese di nascita e milanese d’adozione, è tra i finalisti del premio Bancarella. Ieri mattina, nella sala consiglio della Banca Cesare Ponti, in piazza Duomo 19, l’annuncio ufficiale della sestina degli autori vincitori del Premio Selezione 2015, finalisti alla 63ª edizione del prestigioso premio letterario. Questi i titoli dei romanzi e i loro autori: “Solo il tempo di morire” di Paolo Roversi (Marsilio ed.); “Se chiudo gli occhi” di Simona Sparaco (Giunti ed.) “Niente è come te” di Sara Rattaro (ed. Garzanti); “I Volti di Dio” di Mallock e\o originals, “Rex” di Giulio Massobrio (Bompiani); “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” di Enrico Ianniello (Feltrinelli). La proclamazione del vincitore del Bancarella si terrà, come sempre, a Pontremoli in piazza della Repubblica, nella serata del 19 luglio quando, a partire dalle 21, il notaio, accompagnato dal sindaco della città, Lucia Baracchini, aprirà le buste con i voti dei duecento librai chiamati a costituire la Giuria del Premio. Paolo Roversi, ideatore della rassegna noir poliziesca Nebbia Gialla, che si tiene a Suzzara, ogni anno, tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio, è uscito di recente con il suo ultimo romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio editore) che ha ottenuto un grande successo di vendita ed è già andato in ristampa. Nell’albo d’oro del Premio Bancarella figurano autorevoli autori tra cui, per citarne alcuni, Umberto Eco, Enzo Biagi, Giulio Andreotti, Bruno Vespa, Alberto Bevilacqua, Susanna Agnelli, Sergio Zavoli. «Arrivare al traguardo di un premio tanto importante – ha detto con una punta d’orgoglio lo scrittore Paolo Roversi – che negli anni è stato vinto da autori del calibro di Ernest Hemingway, Umberto Eco, Giovannino Guareschi e Andrea Camilleri, rappresenta per me una grandissima soddisfazione che mi ripaga della grande fatica profusa nei miei libri. Essere uno dei sei vincitori del Premio Selezione Bancarella 2015 è già di per sé una grande gioia ma sarei ipocrita se non dicessi che adesso voglio giocarmela alla pari con gli altri contendenti per la vittoria finale al premio Bancarella che sarà assegnato il prossimo 19 luglio a Potremoli». Il romanzo è ambientato nella Milano criminale tra il 1972 e il 1984. Un noir che racconta la lotta di tre banditi per il controllo della metropoli e di uno sbirro che cerca di arginare la malavita. Faccia D’Angelo, il bandito dagli occhi di ghiaccio e il Catanese si contendono la supremazia di una città criminale fatta di bische e di gioco d’azzardo, di cocaina ed eroina, di bordelli di lusso, di rapine e rapimenti, di bombe e morti ammazzati. La Milano degli anni Settanta e Ottanta è quella della lotta senza quartiere per la supremazia della famosa “città da bere”, fra grandi organizzazioni criminali e nascenti e spietate batterie. Dodici anni di storia criminale che hanno cambiato faccia alla città e all’Italia. Poi l’oblio? No. Pareva che si fosse cambiato pagina, o almeno che la delinquenza avesse scelto di operare solo in guanti bianchi, dietro facciate di comodo, ma le più recenti operazioni di polizia dimostrano che, anche se gli attori sono diversi, i sistemi ritornano a farsi cruenti e il gioco sporco sta ricominciando per un nuovo medioevo di paura. (m.p.)”

da Gazzetta di Mantova del 16 aprile 2015

Il video dell’intervista andata in onda sul TG3 il 15 aprile 2015 (clicca sull’immagine per visualizzarlo)

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Noi scrittori calibro 9 figli di Scerbanenco

20140105_135905Domenica scorsa (mentre in contemporanea sul Corriere della Sera compariva il mio romanzo in cento parole) il quotidiano La Repubblica, nella pagine milanesi, ha pubblicato un’intervista al sottoscritto, a firma Annarita Briganti, in cui si parla della nuova collana Calibro 9 da me diretta e pubblicata da Novecento. L’occasione è stata buona per scomodare il maestro Scerbanenco e per fornire qualche anticipazione riguardo all’imminente NebbiaGialla.
Il pezzo è qui sopra, a portata di click.
Buona lettura.

Paolo Roversi a cavallo tra Kill Bill e Don Camillo #ArenadiVerona #bresciaoggi #irafunesta

ArenaIeri nelle pagine culturali de L’Arena di Verona, Brescia Oggi e del Giornale di Vicenza è uscita una recensione con intervista che lo scrittore e giornalista Adamo Dagradi mi ha fatto riguardo al mio ultimo romanzo L’ira funesta (Rizzoli).

Eccone un estratto:
Un inizio al fulmicotone per L’ira funesta, nuovo romanzo di Paolo Roversi e secondo per la casa editrice Rizzoli, dopo il successo di Milano Criminale. Un inizio che vede tornare l’autore ai luoghi che hanno dato vita ai personaggi e alle atmosfere delle sue opere migliori: quella Bassa Padana surreale, sonnolenta, pronta a esplosioni di violenza, nella quale Roversi, originario di Suzzara (dove ogni anno organizza il festival letterario Nebbia Gialla), è nato e cresciuto. UN ROMANZO pieno di novità, a cominciare dal tono, più spigliato e comico del solito, fino alla presenza di un eroe inedito, il maresciallo Omar Valdes, al quale tocca risolvere un omicidio perpetrato a colpi di spada. Tutti credono che il colpevole sia il matto del paese, il Gaggina, preda di una crisi a seguito della chiusura per ferie della locale farmacia. La situazione, però, è più complicata. Al lettore il piacere di sciogliere i nodi di una trama dalle evoluzioni imprevedibili.

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L’articolo completo può essere letto qui.