Regalare libri per promuovere la lettura

Forse è un’idea ingenua e funzionava solo quando eravamo ragazzini: regalare libri per promuovere la lettura.
Secondo me, invece, dobbiamo sforzarci di rendere moderno e attraente questo gesto: al posto di qualche amenità tecnologica (e ve lo dice un nerd) regalate libri (e non solo per Natale)! Prima o poi li leggeranno. Magari la prossima estate. Sul serio: io ricevo mail di persone che hanno ricevuto in dono un mio romanzo mesi fa e poi, magari dopo un anno, mi scrivono per dirmi che l’hanno appena letto e gli è piaciuto molto. Quindi il tempo è dalla vostra.
Lo spunto di queste righe-appello mi viene, al solito, da un lettore che in risposta a un post che ho pubblicato prima delle ferie mi ha scritto quanto segue.

In Italia si pubblica troppa “robaccia”, negli ultimi anni tutti si sentono scrittori, basta avere un blog o scrivere per qualche magazine online per promuoversi lanciatori-di-parole. Un grande equivoco dico io, un maledettissimo fraintendimento. La soluzione?
Quello che posso dirti è che – nel mio piccolo – cerco di promuovere la lettura. Non solo condividendo le mie letture (a volte qualche recensione) ma soprattutto regalando libri. Credo che regalare un buon romanzo o una raccolta di racconti sia il dono più prezioso che si possa fare. Io mi emoziono ogni volta proprio nello stesso modo in cui inizio un buon libro. Certo, non sempre ho avuto successo, non tutti gli animi sono pronti ad affrontare una grande avventura però quando qualcuno ti ringrazia e dice “… il primo libro che ho letto me lo hai regalato tu…” non esiste gioia più grande.

Concordo in pieno. Voi cosa ne pensate?
Unica nota a margine: non regalate un buono lettura “così si prende quello che gli piace”. Non funziona così, con un libro scelto da voi comunicherete qualcosa di ben preciso a chi lo riceve.
Qualche spunto su cosa regalerei io lo potete trovare qui.

 

Il ritorno di Ricciardi\De Giovanni, i trucchi degli editor e le case editrici a pagamento (da cui fuggire) #noirside

La lettura ma anche la scrittura sono passioni condivise per i lettori di Noirside.
Molti che ci seguono, infatti, sono a loro volta scrittori o aspiranti tali al punto che negli ultimi giorni tre articoli che riguardavano la scrittura creativa e il mondo dell’editoria hanno totalizzato un numero impressionante di visualizzazioni. Quello più letto in assoluto elenca i trucchi adottati dagli editor per “smaltire” un numero sempre troppo grande di manoscritti. Il secondo, fra il serio e il goliardico, indica i cinque modi per trasformare il vostro romanzo in un bestseller; il terzo, infine, fornisce utili consigli su come evitare di cadere nelle grinfie dell’editoria a pagamento (EDP per gli esperti dell’argomento).
Parlando invece di grandi autori su MilanoNera questa è stata la settimana del ritorno del commissario Ricciardi con Serenata senza nome di Maurizio De Giovanni e della bella intervista che abbiamo realizzato alle sorelle Martignoni.
Buona lettura (e anche buona scrittura)!


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Sporchi trucchi da editor per smaltire i manoscritti

Avete inviato un romanzo a una casa editrice sperando che venga letto? Bene, ecco allora uno scenario realistico di quello che potrebbe accadere al vostro adorato manoscritto.
Naturalmente ogni riferimento a cose o persone eccetera…
La situazione che si presenta è più o meno questa: una montagna di manoscritti cartacei (oppure una caterva di mail con allegati documenti word) e una sola persona a spulciarli nella speranza di pescare il caso editoriale dell’anno.
Dunque, appurato che non basterebbe una vita per leggere tutto quel materiale come farà il nostro per sfoltire quella massa e ridurla a un numero ragionevole?
Scartata l’ipotesi di leggere le sinossi (che molte volte gli autori neppure mandano e quando lo fanno sono molto DIVERSE dal contenuto del testo) si adottano le maniere forti.
In realtà, di metodi ce ne sono più d’uno e servono sopratutto per farsi un’idea della qualità della scrittura del manoscritto che ci troviamo a esaminare, tuttavia si possono ricondurre a questo concetto: si leggono pagine a caso per valutare la qualità del testo.
Badate bene che la pagina a caso non è mai la prima (che avrete scritto e riscritto) ma  appunto, una pagina random. I più severi (e con meno tempo) vi forniscono una sola chance quella della fatidica pagina 69 (questo me l’ha suggerito il mio amico scrittore Alessio Romano ma sospetto che si tratti solo di suggestione…).
Quella che personalmente trovo più ragionevole (che però è parzialmente in contrasto con la regola delle trenta pagine) è la regola della data di nascita. Come funziona? Semplice: l’editor prende la propria data di nascita (poniamo 14, 7, 60) e legge quelle pagine in ordine inverso solo per saggiare lo stile e non la trama.
Se questo primo test viene superato allora si passa alle famose trenta pagine.
Se anche quelle sono buone, be’ direi che siete sulla buona strada perché qualcuno in casa editrice legga TUTTO il vostro manoscritto…
Che poi questo diventi un bestseller ce ne passa, magari siete davvero fortunati e vi capita uno dei cinque casi che fanno schizzare in classifica il vostro libro ma, per il momento, vi consiglio di tenere i piedi per terra, di preparare una buona sinossi e di curare TUTTE le pagine del vostro libro. Good luck!

Non sparare al conducente, il mio romanzo in 100 parole su La lettura

Domenica scorsa sul supplemento letterario del Corriere della sera, La Lettura, è stato pubblicato il mio romanzo di cento parole dal titolo Non sparare al conducente.
Eccolo qui di seguito. Buona lettura.

“Non cediamo ai ricatti! Lascialo andare e discuteremo.”
Belle parole. Peccato che quello con la pistola puntata alla tempia sia il sottoscritto.
Il mio aguzzino non la prende bene.
“Vi farò vedere io!” sbraita al negoziatore della Polizia , giù in strada.
Chiudo gli occhi mentre lui tira il grilletto.L’arma, per fortuna, s’inceppa.
Li riapro e sono ancora vivo. Lui no. Ha un buco in mezzo alla fronte. Un cecchino deve avergli sparato dal tetto antistante. Una stupida lite per un parcheggio. E avevo pure torto! Ora il posto macchina sarà mio, per sempre. Cosa volete: mors tua vita mea.

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Radeschi entra nel firmamento del giallo mondiale

RadeschiEnrico Radeschi, il giornalista hacker mio personaggio seriale, entra tra i personaggi più amati del giallo mondiale! Emozionante no?
Ieri aprendo il Corriere della sera ho avuto una gradita sorpresa. Dopo aver pubblicato qualche giorno fa un pezzo molto noir sulla metropolitana milanese, ieri nell’inserto La lettura è comparsa una grande mappa, su ben due pagine, che rappresenta i 68 scrittori con personaggi seriali più importanti della letteratura gialla e noir. La classifica è stata stilata da un’agenzia indipendente e c’è addirittura una legenda per leggerla e comprenderla appieno…
Con mio grande piacere ho scoperto che il sottoscritto e il suo personaggio, Enrico Radeschi, sono fra essi.
Una bella soddisfazione di cui devo ringraziare voi, i miei lettori. Merci.
Qui sotto la mappa, cliccare per ingrandirla.
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