Milano e la mala: la mia conferenza a Palazzo Morando

La Mala arriva a Milano. Sabato 16 dicembre alle ore 15 non prendete impegni perché racconterò la Mala di Milano a palazzo Morando. E lo farò partendo dal mio dittico Città Rossa composto dai romanzi Milano Criminale e Solo il tempo di morire.
Se il titolo della conferenza e il posto vi dicono qualcosa è perché è lì che si sta tenendo la bellissima mostra Milano e la Mala con foto, ritagli di giornali, oggetti e molto altro riguardante quegli anni.

Ecco di cosa parlerò

Anche Milano ha avuto i suoi eroi criminali. Erano gli anni del boom economico, dell’uomo sulla Luna, delle grandi passioni politiche e i banditi rapinavano le banche, assaltavano i furgoni portavalori e sfidavano la polizia in sparatorie a volto scoperto. Amavano i soldi e la bella vita, avevano le donne più affascinanti, bevevano champagne e indossavano abiti firmati. Volevano conquistare la città, e la presero con la forza. Paolo Roversi in “Milano criminale” e “Solo il tempo di morire”, racconta la grande saga della malavita degli anni Sessanta e Settanta, le atmosfere noir e i leggendari protagonisti di una Milano da film. La cronaca di un’epoca e di una città che guarderete con occhi nuovi.

Lo scrittore Paolo Roversi racconta al pubblico la mala milanese dal 1958 al 1984 attraverso due romanzi: Milano Criminale e Solo il tempo di morire. Insieme sono stati ribattezzati il dittico della Città rossa, perché Milano, in quegli anni lo era: di sangue, di bandiere, di fuochi, di lampeggianti…

 

Maggiori informazioni qui.

Va in scena la mala: Milano Criminale il musical

Debutta sabato sera nel grande teatro Arcobaleno di Motta Visconti lo spettacolo tratto dal mio romanzo Milano Criminale – buoni e cattivi nella grande Milano.  Una corsa a perdifiato nella Milano della mala degli anni Sessanta.

Anni Sessanta. Anche Milano aveva i suoi eroi criminali. Erano gli anni del boom economico, dell’uomo sulla Luna, delle grandi passioni politiche e i banditi rapinavano le banche, assaltavano i furgoni portavalori e sfidavano la polizia in sparatorie a volto scoperto. Amavano i soldi e la bella vita, avevano le donne piu? affascinanti, bevevano champagne e indossavano abiti firmati. Volevano conquistare la citta? e la presero con la forza. Milano criminale racconta la grande saga della malavita degli anni Sessanta e Settanta, le atmosfere noir e i leggendari protagonisti di una Milano da film. La cronaca di un’epoca e di una citta? che guarderete con occhi nuovi.

Il pubblico verrà proiettato nella bella vita milanese degli anni Sessanta, fra i bulli e pupe nazionali, fra bicchieri di champagne e fughe vorticose per le vie della città al suono di canzoni che hanno fatto la storia del nostro paese: da Mina a Gaber, da Jannacci a Battisti, da Paoli ai Beatles.

Da un’idea dell’Arcoband con musiche interamente interpretate dal vivo e la sceneggiatura di Paolo Roversi nasce il primo musical sulla mala milanese…

Lo spettacolo in pillole

Attori/Cantanti: 12
Musicisti: 5
Ballerini: 16
Canzoni eseguite live: 22
Durata : 2 ore e 15 minuti

Si va in scena alle ore 21 sabato 2 dicembre al Teatro Arcobaleno via S. Luigi Gonzaga n. 820086 Motta Visconti tel.  02 9000 7691
Che dire? Il romanzo mi ha portata molta fortuna e continua a farlo. Ho scritto questo spettacolo rispettando in pieno lo spirito del libro e dei tempi. Spero di esserci riuscito e di vederlo presto in scena anche in un teatro di Milano.

 

Il grande romanzo criminale milanese

La grande epopea della mala milanese raccontata in due straordinari romanzi: Milano Criminale e Solo il tempo di morire. Insieme sono stati ribattezzati la Città rossa, perché Milano, in quegli anni lo era: di sangue, di bandiere, di fuochi, di lampeggianti… Libri importanti, tradotti all’estero e di cui la stampa ha scritto recensioni lusinghiere.
Giancarlo De Catalado, creatore di Romanzo Criminale, ha avuto grandi parole di elogio per questi due romanzi, in particolare per Solo il tempo di morire:
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Un rosso speciale: Solo il tempo di morire degustato da Simone Sarasso

Nella tappa novarese del Premio Bancarella, che si è tenuta il 17 giugno 2015, è stato chiesto a giornalisti e scrittori di raccontare il libro di un finalista come se fosse un vino. A me è toccato in sorte il grande Simone Sarasso che ha descritto con le parole che trovate qui sotto il mio romanzo. Confesso che sono ancora un po’ commosso. Grazie di cuore a Simone per questo regalo!

sarassosoloiltempoRaccontare un libro come se fosse un vino, ecco cosa mi è stato chiesto. Io non sono un esperto né di libri né di vini anche se ne scrivo, ne leggo e ne bevo parecchi. Tuttavia, dato il mestiere che faccio, credo di essere in grado di trasfigurare le parole per farvi assaporare (e siamo già dentro, gente!) lati inaspettati dell’ultima fatica letteraria del mio amico Paolo Roversi. Solo il tempo di morire è una ridda di sapori speciali, e inebria fin dalle prime pagine. È un libro sulla mala milanese dal 1972 al 1984. È il seguito di un altro grande romanzo, Milano Criminale, che raccontava gli albori della ligera, la piccola bonaria delinquenza di quartiere, e la sua trasformazione in un gioco pericoloso, pieno di guardie integerrime e ladri pronti a tutto.
Solo il tempo di morire è un romanzo maturo e corposo, la storia nera della città rossa.
Solo il tempo di morire è un rosso vizioso e appassionato.
Ma veniamo alle note di degustazione, per Dio! Non perdiamoci in ciance.
Il naso viene travolto da odore di gomma bruciata, cordite, polvere da sparo. In seguito a un uso smodato e non attento o, semplicemente, frettoloso di questa storia, è tuttavia possibile avvertire addirittura un certo intorpidimento delle vie aeree, sissignore. È un romanzo pieno di neve, e le vicissitudini atmosferiche della capitale morale non c’entrano nulla. La famosa nevicata dell’85 è di là da venire, eppure Milano scia.
La bamba  balla in testa, le narici fanno festa.
E questo, sfogliando leggendo e assaggiando, si sente. Parola mia.
Arriviamo al palato, finalmente.
La bocca vibra di sapori locali. A chilometro zero, oserei dire.
C’è tanta lingua di strada in questo romanzo meraviglioso e mordace, parole che ravvivano le papille gustative. C’è la scighera, la benedetta nebbia milanese che adesso non c’è più. Ci son le dure, da fare rigorosamente accavallati, a viso coperto e col sangue che batte nelle tempie. Ci sono re e gandula, sempliciotti che conferiscono corpo alla bevuta, la rendono fluida, fluidissima e vivace.
Tre, tuttavia sono i gusti protagonisti. Quelli che sovrastano tutto il resto e rendono Solo il tempo di morire un vino… pardon! Un libro unico.
C’è una ventata di Sud: Catania la porta tutta con sé il carattere di Agostino Ebale, re della coca, biscazziere, farabutto pronto a tutto.
E naturalmente c’è il Nord: Roberto Vandelli, il milanesissimo bandito dagli occhi di ghiaccio (già protagonista di Milano Criminale) e Antonio Santi, lo sbirro democristo che non molla mai (con moglie comunista, si capisce) creano un contrappunto eterno, un’antilogia di sapori crudi e semplici. Il buono e il cattivo, l’eterno bianconero.
Franco Tarantino (un nome che è tutto un programma…), il boss delle bische con la Faccia d’Angelo, si occupa di conferire corpo e piccantezza alla beva, chiudendo il cerchio con la definitiva sapidità violenta.
So già che vi pare d’udire echi d’altre bevute, d’altre cantine, d’altre storie. Vallanzasca, Achille Serra, Epaminonda, Turatello… Non fatevi ingannare. Tutto quello che c’è dentro questa boccia… ri-pardon, queste pagine… tutto quello che ci troverete, dicevo, è originale e potentissimo.
E se tra un sorso e l’altro vi solleticherà il palato la triste vicenda d’un editore saltato in aria su un traliccio, o quella d’un anarchico precipitato dalla finestra della questura, o inizieranno a bruciarvi gli occhi per colpa d’una nuvola rosa che aleggia su Seveso….
Se, insomma, questa giostra di colori e sapori straordinari vi porterà indietro nel tempo, be’, amici miei, saprete che Paolo Roversi sa fare il proprio mestiere.
E consiglierete il suo capolavoro a parenti e amici.
Un applauso per Paolo Roversi e il suo rosso speciale, Solo il tempo di morire.

I dieci film che ispirarono Milano Criminale

Ieri è comparso un articolo su Affari Italiani dedicato a Milano Criminale e alle sue traduzioni estere in cui mi è stato proposto di redigere la lista dei dieci poliziotteschi che preferisco.
Ci ho riflettuto e secondo me ne è venuta fuori una top ten carina anche se non si può certo dire che quelli citati siano tutti poliziotteschi. Anzi. A voi scoprire quali.

Ecco dunque a voi la lista dei film di genere che mi hanno più influenzato nella stesura di Milano Criminale.

1) Milano Calibro 9 di Di Leo, in assoluto un capolavoro. Gastone Moschin che interpreta Ugo Piazza è impareggiabile;

2) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, con Volonté a cui mi sono molto ispirato anche per il romanzo. Bellissimo;

3) La Mala ordina sempre di Di Leo, un vero genio del genere;

4) I ragazzi del massacro. Ancora di DI Leo e tratto dal bellissimo romanzo di Giorgio Scerbanenco (che tra l’altro figura anche come personaggio nel mio romanzo…);

5) Svegliati e uccidi di Lizzani ispirato alla vita di Luciano Lutring il Solitsta del mitra, anche lui fra i protagonisti del mio romanzo;

6) Banditi a Milano di Lizzani, anche questo fondamentale per la stesura del libro e per la ricostruzione delle gesta della Banda Cavallero;

7) Milano Rovente di Umberto Lenzi, un classico del genere;

8) Milano Odia di Umberto Lenzi, idem come sopra;

9) Lo zingaro con Alain Delon, liberamente ispirato a Lutring;

10) Milano Violenta di Caiano;