Va in scena la mala: Milano Criminale il musical

Debutta sabato sera nel grande teatro Arcobaleno di Motta Visconti lo spettacolo tratto dal mio romanzo Milano Criminale – buoni e cattivi nella grande Milano.  Una corsa a perdifiato nella Milano della mala degli anni Sessanta.

Anni Sessanta. Anche Milano aveva i suoi eroi criminali. Erano gli anni del boom economico, dell’uomo sulla Luna, delle grandi passioni politiche e i banditi rapinavano le banche, assaltavano i furgoni portavalori e sfidavano la polizia in sparatorie a volto scoperto. Amavano i soldi e la bella vita, avevano le donne piu? affascinanti, bevevano champagne e indossavano abiti firmati. Volevano conquistare la citta? e la presero con la forza. Milano criminale racconta la grande saga della malavita degli anni Sessanta e Settanta, le atmosfere noir e i leggendari protagonisti di una Milano da film. La cronaca di un’epoca e di una citta? che guarderete con occhi nuovi.

Il pubblico verrà proiettato nella bella vita milanese degli anni Sessanta, fra i bulli e pupe nazionali, fra bicchieri di champagne e fughe vorticose per le vie della città al suono di canzoni che hanno fatto la storia del nostro paese: da Mina a Gaber, da Jannacci a Battisti, da Paoli ai Beatles.

Da un’idea dell’Arcoband con musiche interamente interpretate dal vivo e la sceneggiatura di Paolo Roversi nasce il primo musical sulla mala milanese…

Lo spettacolo in pillole

Attori/Cantanti: 12
Musicisti: 5
Ballerini: 16
Canzoni eseguite live: 22
Durata : 2 ore e 15 minuti

Si va in scena alle ore 21 sabato 2 dicembre al Teatro Arcobaleno via S. Luigi Gonzaga n. 820086 Motta Visconti tel.  02 9000 7691
Che dire? Il romanzo mi ha portata molta fortuna e continua a farlo. Ho scritto questo spettacolo rispettando in pieno lo spirito del libro e dei tempi. Spero di esserci riuscito e di vederlo presto in scena anche in un teatro di Milano.

 

L’importante è finire (il nuovo romanzo)

Quando arrivi in prossimità della deadline – cioè la fatidica data di consegna del tuo nuovo romanzo – pensi a molte cose.
Innanzi tutto se hai fatto un buon lavoro e se la gente là fuori sarà davvero interessata a leggere quello che tu, con tanta fatica, stai finendo di scrivere. Di rileggere, di limare…
Quindi ti convinci che, comunque, il traguardo è ancora lontano visto che manca ancora la fase di editing, la correzione delle bozze e così via.
Generalmente si arriva sfiniti a questo punto. Almeno per me è così: devo consegnare a fine mese e le mie ultime settimane sono state davvero intense al punto che vedo Radeschi e la sua vespa gialla ovunque!
Ciò nonostante io preferisco, da sempre, lavorare con una scadenza precisa. Mi permette di focalizzare l’obiettivo, di pianificare tempi e modi, insomma di organizzarmi al meglio.

riscrivereQuattro stesure

Attualmente sono alla fase di revisione\riscrittura del testo. Penso che prima della consegna avrò fatto almeno quattro stesure del romanzo. E ne prevedo altrettante, dopo.
Essere insoddisfatti credo faccia parte del mestiere di scrivere. Solo gli sciocchi possono pensare che sia (sempre) buona la prima. Scrivere è fatica e, come ho già detto, scrivere significa sopratutto riscrivere.

sollievoUn momento di sollievo

Quando finalmente invii il manoscritto ti senti come liberato da un peso, leggero. Questo stato di spensieratezza, però, dura solo qualche giorno. Poi cominci a interrogarti: piacerà il mio libro all’editor? E ai lettori?
A questo punto comincia un’altra lunga attesa: il tuo lavoro, se va bene, arriverà in libreria dopo quattro o cinque mesi, a volte anche di più…
E siccome su questo non hai nessun controllo non ti resta che concentrarti su quello che puoi fare nell’immediato vale a dire: rileggere, correggere e consegnare.
Come in quella canzone di Mina il mio mantra attuale dunque è: l’importante è finire