Les Passages de Paris

I propositi turistici di Enrico avevano preso forma, senza preavviso, al momento del petit déjeuner.
Superare l’infinita diatriba fra croissant e pain au chocolat,il suo concorrente più diretto e agguerrito, non fu semplice. Il secondo è forse meno nobile, ma probabilmente più gustoso. Radeschi li mise a confronto, senza decretare un vincitore, intingendoli nella sua tazza piena di café au lait. Parlare di cappuccino, come avrebbe invece preteso il cameriere, sarebbe stata un’eresia. E su questo punto si ruppe il vaso di Pandora. Cominciare senza caffè, o meglio, senza un caffè come si deve, autentico, caldo, nero, era impossibile per lui.
Il portiere dell’hotel, uno spagnolo col sorriso furbo, gli consigliò il baretto di un romano lì vicino che faceva l’espresso come in Italia. Si trovava in uno dei passages, quelle gallerie strette ma luminose piene di negozi, ristoranti, rigattieri e ogni genere di commercio, costruite nel ventre caldo dei palazzi.
Da quella tazzina era nata l’idea di prendersi un po’ di tempo per visitare la città.
«Dans les passages il y a Paris», recitava un pannello di ottone fissato all’ingresso. Un mondo nascosto nel cuore della città, che sbucava al cospetto dell’Hard Rock Cafè, simbolo della globalizzazione, che, ironia della sorte, si affacciava su boulevard des Italiens.
Col sapore del caffè ancora in bocca, Radeschi si era fatto trascinare dalla corrente, gironzolando senza una meta precisa. Si era così imbattuto nell’anonima e austera sede di «Le Figaro», per poi proseguire, a passi lenti, giù per l’ampio marciapiede di boulevard Haussmann, fino allo scenografico poster di una donna in bikini che troneggiava sulla facciata dei magazzini La Fayette. Giunto lì, aveva un solo obbiettivo: la chiesa bianchissima che lo scrutava da lassù. Una passeggiata di tre quarti d’ora, solo per godersi la vista impareggiabile della città dall’alto e la mediocrità di una birra francese.

 

dal romanzo di Paolo Roversi “Niente baci alla francese” (Mursia)

E se amate Parigi scoprite (e ascoltate) alcune chicche sulla città cliccando qui.

Tödliches Requiem

Lo so, il titolo è parecchio diverso dall’originale in italiano, ma, del resto, era difficile mantenere il senso di Niente baci alla francese. Così il mio editore tedesco, la Ullstein (che a febbraio aveva fatto uscire La mano sinistra del diavolo) , ha deciso di modificarlo.
Mi piace molto la copertina, solare, per un romanzo cui sono molto affezionato, forse non giustamente compreso qui da noi e che oggi, 15 luglio 2011, esce in tutte le librerie tedesche.
I commenti cominciano già ad arrivare e sono positivi. Dimostrazione ne sia il fatto che i due romanzi (con uno che deve ancora uscire praticamente) sono nella top 100 dei libri di autori italiani più venduti da Amazon in Germania.

Niente baci alla francese

niente_baci_franceseMursia, 2007
€ 14
romanzo

Disponibile anche in edizione economica
Tradotto in Germania (settembre 2011)

La trama

7 dicembre. La Prima della Scala di Milano viene interrotta da un blackout. Nel buio che avvolge la città muore il sindaco. Poche ore dopo anche il primo cittadino di Parigi viene trovato senza vita. Due cadaveri eccellenti, un’indagine rompicapo per il vicequestore Loris Sebastiani e per Enrico Radeschi, giornalista free lance e hacker. Computer criptati, squatter, politica e interessi economici si intrecciano in una trama dove i colpi di scena si susseguono senza sosta.
Corre Radeschi tra Milano e Parigi sulle tracce degli assassini. Corre Radeschi per salvare la sua vita e scoprire la verità.

L’intervista a Paolo Roversi andata in onda su La7 in cui interviene anche il sindaco di Milano,Letizia Moratti

La rassegna stampa completa in formato pdf