Novembre a meno venticinque (di sconto) sulla Confraternita e sul dittico della Città rossa!

promomarsilioNovembre è un mese noir: fino al 27 di questo mese, infatti, trovate i miei romanzi gialli pubblicati da Marsilio con uno sconto del 25% sul formato cartaceo!
Quindi se non avete ancora letto La confraternita della Ossa, Milano Criminale o Solo il tempo di morire questa è l’occasione per farlo a un prezzo eccezionale.
Siete lettori digitali? Niente paura anche per voi c’è uno sconto: fino al 20 novembre, La confraternita delle ossa sarà proposto a 7,99€ anziché a 9,99 € e il dittico Città rossa a 4,99€ anziché 7,99€.

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Radeschi e la sua arte da hacker salgono in cattedra alla Scuola Normale Superiore di Pisa!

Mai avrei immaginato che scrivere romanzi crime mi avrebbe portato a tenere una conferenza alla prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa. Eppure è successo grazie a Enrico Radeschi, il mio personaggio hacker: sabato 8 ottobre a partire dalle 17 sarò protagonista di un evento intitolato LE REGOLE DELL’INDAGINE PERFETTA DALLA REALTÀ CRIMINALE ALLA FINZIONE DEL NOIR insomma la finzione diventa realtà. L’evento è inserito all’interno dell’Internet festival (il paradiso del nerd e, infatti, la mia anima da smanettone ne gioisce).
Ecco di cosa dibatteremo:

Cosa fa di un investigatore un buon investigatore? Che si tratti di un personaggio frutto della mente di una scrittrice o di un giornalista in carne ed ossa che indaga su criminalità organizzata e corporate crime, esistono per entrambi gli affilati strumenti del mestiere. I buoni, i cattivi, i mandanti, le vittime, gli indizi, le chiavi di lettura, lo schema narrativo e gli strumenti di indagine sono gli elementi a disposizione per tessere le trame e dipanare i fili del racconto del crimine reale o di finzione.

La mia giornata pisana, tuttavia, non si esaurirà qui. Io e Radeschi, infatti, a partire dalle ore 18 saremo ospiti alla Libreria Feltrinelli di Pisa per presentare il romanzo La confraternita delle ossa da cui è scaturito l’invito a questa bella iniziativa. Qui tutte le info.
Vi aspetto!

Panorama recensisce la Confraternita delle Ossa: una Milano sospesa fra Scerbanenco e Dan Brown

L’attesa è finita: domani, finalmente, arriva in libreria il mio decimo romanzo: La confraternita delle ossa.
Sono felice anche perché la prima recensione uscita ieri su Panorama è strepitosa già a partire dal titolo che richiama il maestro Scerbanenco e un grande autore di bestseller come Dan Brown.
Eccone un estratto:

(Roversi) dopo una parentesi lunga quasi sette anni riporta in pagina Enrico Radeschi, azzeccato personaggio seriale dell’autore: giornalista freelance, hacker, amico degli sbirri, batte la città in sella a un vespone giallo, ha un approccio bukovskiano alla vita e una tendenza innata a complicarsela. Un po’ come il suo autore, che invece di seguire la comoda via dell’evoluzione del protagonista sceglie di catapultarlo in una sorta di prequel, misurandosi con la sua formazione investigativa e con un territorio urbano, quello dei primi anni Duemila, quasi completamente privo dei feticci tecnologici che oggi riempiono la produzione scritta e televisiva.

Non contento, Roversi mischia ulteriormente le carte con una trama che si discosta progressivamente dal giallo classico per abbracciare Dan Brown: si comincia dall’omicidio di un noto avvocato nella centralissima piazza dei Mercanti per arrivare alla misteriosa confraternita dei Disciplinati, che si è autoattribuita il compito di ristabilire l’ordine morale in un’Italia allo sbando. Nel mezzo indagini serrate, altre morti misteriose in alcune delle quali non è difficile riconoscere episodi reali (come lo schianto di un biplano contro il Pirellone che, a pochi mesi di distanza dagli attentati dell’11 settembre, gettò nel panico per qualche ora la città), cripte segrete e l’inevitabile femme fatale. Un thriller incalzante, dove nulla è come sembra fino allla fine, scritto con una prosa efficace e immediata.

L’articolo completo può essere letto qui.

L’importanza delle prime trenta pagine di un romanzo

Da quasi tre anni, oltre a quelli dello scrittore, indosso i panni di editor per la collana Calibro 9 di Novecento editore. In questo periodo di tempo abbiamo pubblicato 20 titoli a cui spero ne seguiranno ancora molti altri.
Ogni volta mi ritrovo a dare sempre lo stesso consiglio; a tutti i miei autori (e su questo capita anche di scherzarci durante le presentazioni) dico: rendete memorabili le prime trenta pagine del vostro romanzo. Riscrivetele, leggetele ad alta voce, non siatene mai abbastanza soddisfatti!
Perché?
Perché in molti casi saranno quelle che faranno decidere al lettore (in libreria o leggendo gli estratti negli store online) l’acquisto perché verranno lette per capire “com’è il libro”. E se sono scritte male…
Saranno anche quelle che spingeranno il lettore a continuare la lettura, a intrigarlo, a incuriosirlo e un lettore incuriosito è un lettore conquistato.
Sia chiaro: TUTTO il romanzo dovrebbe essere all’altezza, avvincente, ben scritto. Su questo non ci piove; però le prime trenta pagine devono esserlo di più.

 

#NoirSide Manzini diventa regista, l’Incubo di Wulf Dorn, il nuovo Bosch di Connelly

Questa è una settimana davvero ricca di libri e di novità per gli amanti del giallo.  Quindi partiamo subito a testa bassa!


Oggi 9 giugno esce nelle sale il primo film di Antonio Manzini il creatore di Rocco Schiavone, dal titolo Cristian e Palletta contro tutti:
L’abbiamo intervistato su MilanoNera.

Come e quando è nata l’idea del film?
Era un racconto. In un periodo di non lavoro mi sono divertito a sceneggiarlo. Poi è arrivata una produttrice, Flavia Parnasi, che ci ha creduto e l’ha messo su. E’ stato tutto casuale, fatto fra amici, a basso costo con tanto cuore e amore.
Leggi l’intervista completa


Da pochi è arrivato in libreria Incubo il nuovo romanzo di Wulf Dorn un caro amico di MilanoNera e del festival NebbiaGialla. Ecco cosa ci ha detto di questo nuovo romanzo: “Credo che questo sia il libro più “pauroso” che io abbia scritto, perché parla di qualcosa che ci coinvolge tutti, che tutti temiamo e che purtroppo prima o poi dovremo affrontare. I miei libri parlano sempre di paure che conosco.”
Leggi l’intervista completa


Altra grande novità in libreria il nuovo romanzo di MICHAEL CONNELLY La strategia di Bosch che recensiamo qui.


Luca Crovi presenta Paolo Roversi a Leggendo Metropolitano 2016
Luca Crovi presenta Paolo Roversi a Leggendo Metropolitano 2016

Il mese appena cominciato, giugno, dà anche il via alla stagione estiva dei festival letterari. Ce ne sono decine in tutta Italia; la settimana scorsa sono stato ospite a un paio di questi. Vi racconto com’è andata ma sopratutto spiego le sei ragioni (più una) per cui gli scrittori partecipano a questi eventi.


SupereroiChiudo con una riflessione sui protagonisti seriali dei romanzi: dovrebbero rimanere sempre immutabili nel tempo o piuttosto invecchiare come il loro creatore? Ecco il mio punto di vista.

Anche per questa settimana è tutto, arrivederci alla prossima con #NoirSide


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Del perché un personaggio letterario dovrebbe invecchiare insieme al proprio autore

Negli ultimi mesi, come sapete, sono alle prese col mio personaggio seriale, Enrico Radeschi e la stesura del nuovo romanzo. Siamo alle battute finali ma proprio ieri, dopo un tweet e qualche commento, mi sono reso conto che il mio protagonista sta invecchiando con me.
Radeschi, dal 2006 ad oggi, è stato protagonista di quattro romanzi per adulti e di uno per ragazzi, oltre che di una ventina di racconti (approssimati per difetto).
vespagialla1Quando l’ho creato avevo trent’anni e lui altrettanti. Ora, dieci anni dopo, i segni del tempo hanno colpito anche lui . Certo Enrico veste sempre come un adolescente, porta le Clarks, gira col Giallone (anche se con la sua vespa del 1974 non so ancora per quanto potrà circolare…) ma, al tempo stesso, ha imparato molto dal suo percorso, dalle sue avventure. Sa da dove viene, i personaggi attorno a lui sono cresciuti, cambiati, alcuni scomparsi per varie ragioni.
Questo l’ha cambiato profondamente. E fatto crescere.
Come succede nella vita, no?
Per questo mi è venuto naturale raccontare un Radeschi che cambia nel tempo. Non mi piacerebbe scrivere di un personaggio statico, sempre uguale a se stesso, senza memoria e con un futuro (e un passato) cristallizzati. Forse perché credo mi assomigli e voglio che cresca (ed evolva?) insieme a me.
Alcuni autori decidono altrimenti per i loro eroi. Legittimo, ci mancherebbe, però un personaggio letterario che non invecchia è un po’ come il ritratto di Dorian Gray: sempre bello da ammirare ma con un segreto terribile nascosto che prima o poi andrà svelato.