Cartoline dalla fine del mondo va in ristampa!

Dopo un po’ di tempo di latitanza da questo blog (scusato perché ero in giro per l’Italia a promuovere il libro)  torno per una buona ragione: il mio nuovo romanzo Cartoline dalla fine del mondo (Marsilio) va in ristampa!
Inutile dire che sono molto felice di aver raggiunto questo importante risultato in un momento non facile per l’editoria. A quanto pare  però il Giallone e la storia con Leonardo Da Vinci raccontata in questo libro sembrano interessare migliaia di lettori e la cosa mi rallegra non poco!
Ma non è finita: ristampano pure Milano Criminale (Marsilio) che dal 2011 non smette di essere letto e scoperto da tanti nuovi lettori.
Grazie a chi ha letto la nuova avventura di Enrico Radeschi e a chi incuriosito lo farà adesso.

Radeschi raddoppia in libreria!

Manca una settimana esatta all’uscita in libreria del mio nuovo romanzo Cartoline alla fine del mondo (Marsilio) con protagonista Enrico Radeschi e l’ansia sale (anche per via del bel pezzo che il Corriere gli ha dedicato domenica scorsa e che potete vedere qui a fianco con tanto di foto del sottoscritto..)
Il nuovo libro, tuttavia, non arriverà solo ma in ottima compagnia: esce infatti in contemporanea, sempre per Marsilio, anche la versione riveduta e corretta di Blue Tango che era stato pubblicato per la prima volta nel 2006. Insomma vi aspettano dodici anni di Radeschi e di avventure noir milanesi tutte da leggere!
Se ancora non l’avete fatto potete prenotare le vostre copie qui e qui.

P.S. Oggi mi sono arrivate le copie autore. Non sono bellissime le copertine?

Cartoline dalla fine del mondo, il nuovo romanzo con Radeschi dal 18 gennaio in libreria – trama e copertina

Manca un mese esatto alla pubblicazione del nuovo romanzo con protagonista Enrico Radeschi.
Il libro sarà in vendita dal 18 gennaio 2018 s’intitolerà Cartoline dalla fine del mondo e uscirà per Marsilio.
Da parte mia sono molto felice e sto già preparando il tour di presentazioni: se avete idee o proposte da sottopormi non esitate a contattarmi.

Nell’attesa ecco la copertina e la scheda editoriale.

Milano. Durante un esclusivo party all’interno del palazzo dell’Arengario, sede del museo del Novecento, uno degli invitati viene misteriosamente ucciso sotto il quadro Il quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo.
Il vicequestore Loris Sebastiani, incaricato delle indagini, capisce subito che in quel delitto qualcosa non torna e che avrà bisogno di aiuto per catturare il misterioso hacker che si fa chiamare Mamba Nero, tenendo in scacco la polizia. Solo una persona può fare al caso suo: il giornalista e hacker Enrico Radeschi. E’ tempo che rientri in servizio, ovunque si nasconda da otto anni.
Comincia una vera e propria partita a scacchi con Mamba Nero, che continua a mietere le sue vittime, ispirandosi a Leonardo da Vinci.

La disciplina della scrittura

Dopo parecchio tempo torno a parlare di scrittura e lo faccio con cognizione di causa perché in questi giorni sono in piena stesura del nuovo romanzo (i caffè qui sopra non ci sono per caso…).
Quando si è esordienti e si scrive il primo romanzo non ci si deve confrontare con quella che spesso diventa la bestia nera degli autori che lo fanno per mestiere: la data di consegna del manoscritto. Proprio così: non solo dovete scrivere un romanzo intrigante, eccitante, poderoso eccetera ma dovete farlo in un tempo prestabilito. Tempo che alla firma del contratto sembra ragionevole, spesso anche troppo dilatato, ma che in realtà diventa come una spada di Damocle man mano che ci si avvicina alla deadline. Conosco autori che per rispettare tali scadenze non escono di casa e scrivono giorno e notte; insomma si seppelliscono in casa per ultimare il romanzo con risultati spesso non esaltanti. Allora come fare? Be’ della scaletta già sapete tutto ma l’altro ingrediente che serve è la disciplina: farsi un piano d’azione e scrivere ogni giorno un tot di battute. Non ci si può ridurre a scrivere mezzo romanzo in una settimana, la scrittura – come il vino – ha bisogno di “decantare”, di depositarsi quindi è necessario pianificare tempistiche ragionevoli. Quali? Dipende dallo scrittore che siete: alcuni pensano che 30 mila battute al giorno possano andare, io ritengo che la soglia corretta (per respirare e vivere) sia tra le 5 e le 10 mila al giorno. Ora scusate ma il 31 luglio devo consegnare il nuovo Radeschi è sono un po’ in ritardo sulla tabella di marcia…

La voglia di scrivere: molto godimento e parecchio mestiere

La voglia di scrivere: a volte c’è, altre bisogna farsela venire.
Sì perché se vi arenate è peggio: si rischia di trascinare un lavoro per mesi quando invece basterebbe un piccolo sforzo per superare lo scoglio… Come? Alimentando (anche artificialmente con serie TV, viaggi, incontri, letture) la nostra voglia di scrivere, stimolarla, ricercarla, immaginando situazioni (anche surreali) da inserire nel libro…

Scrivere un romanzo è faticoso e impegnativo. Le parti che ti godi davvero a ideare e redigere poniamo siano (se sei molto fortunato) il 40%. Poco? Tanto? Il resto è pura narrazione ossia prendere per mano il lettore e raccontargli tutto il resto; il resto è mestiere.
Il resto serve a creare il clima giusto per portare il lettore a quelle scene che danno un senso al tuo libro: il famoso 40%. Attenzione però: non è che il 60% del libro valga meno, tutt’altro; semplicemente svolge una funzione diversa. Il resto è quello che crea la suspence, il climax, l’attenzione giusta per valorizzare al meglio i passaggi più significativi del libro. Semplicemente ci si diverte un po’ meno a scriverlo…

L’arte di riordinare gli appunti

L’ispirazione, si sa, viene quando vuole. A me succede di accoglierla in piena notte (e mi devo alzare perché non sfugga) oppure quando sono sotto la doccia. Si tratta di idee improvvise, soluzioni a problemi narrativi aperti, nuovi personaggi che si vengono a presentare pretendendo di far parte della vostra storia…
Quando capita si prende un foglio o si accende il pc e si appunta questa illuminazione.
Facile sin qui.
Lo scrittore organizzato a questo punto dovrebbe – ma non è purtroppo il mio caso – riprendere quell’appunto il prima possibile e inserirlo nel punto giusto del romanzo che sta scrivendo. Trovargli una collocazione temporale adeguata nella storia. Questo in teoria.
In pratica io mi ritrovo con una pila di venti o trenta “idee formidabili” e di “spunti pazzeschi” che non ho la minima idea di come far convivere nella mia storia. Già, perché il problema è proprio questo: inserire in maniera non forzata queste illuminazioni in una narrazione di senso compiuto. Voi ne siete capaci?
Una delle difficoltà maggiori è il rinunciare a un’idea, accantonarla perché non “ci sta proprio”. Certo magari la potete tenere da parte per scritti futuri (gli hard disk degli scrittori sono pieni di roba che “potrebbe servire prima o poi”) però il miglior favore che potete fare a voi stessi è: essere critici con le vostre idee. Domandatevi: la devo inserire a tutti i costi? Anche col sole appare così sensazionale come quando me la sono sognata stanotte?
Se la risposta è sì dovete allora trovargli una collocazione ottimale nella storia: non c’è nulla di peggio di una bella trovata che però risulta appiccicata nel posto sbagliato perché rompe il ritmo o, peggio, non c’entra nulla con quello che state raccontando.
In sostanza l’arte di riordinare gli appunti consiste in una cernita rigorosa e ponderata di quello che può entrare (o non entrare assolutamente) nella vostra famosa scaletta. Ne siete in grado?
Devo confessarvi che io sono alle prese con la stesura del nuovo romanzo e le idee strabilianti le sto sfoltendo con l’accetta…