2011: l’anno del grande romanzo sulla mala milanese

Buoni propositi per queste feste: leggere tutti i romanzi che ho tenuto da parte per rilassarmi, quello nuovo di Don Winslow in primis.
E rileggermi per un’ultima volta: secondo giro di bozze per il mio nuovo romanzo che uscirà il 2 marzo 2011, qualche giorno dopo il NebbiaGialla 2011. Sarà un romanzo di grande respiro, che mi è costato tanta fatica e moltissimo impegno. Racconterà quattordici anni di mala meneghina, l’epopea della ligera. Un mondo criminale straordinario ed epico.
All’estero già importanti editori in Francia e Germania se lo sono accaparrato al salone di Francoforte. E anche un grande editore italiano ci punterà: Rizzoli, la mia nuova casa. Insomma, il 2010 si chiude ricco di soddisfazioni e aspettative, sperando che il nuovo anno sia ancora meglio…
Buon Natale a tutti e, se posso permettermi, invece di buttar soldi per andare a vedere un cinepanettone, leggetevi un bel libro.

Il settimo romanzo

Ormai è pronto. Gli ultimi affinamenti e poi lo chiudo. Sarà il più lungo di quelli che fin qui ho pubblicato. Sicuramente il più maturo, quello maggiormente strutturato, quello che mi è costato più lavoro e impegno in assoluto, sicuramente anche il più bello, di questo sono certo. Sono quindici mesi o forse più che questo libro in un modo o nell’altro mi ossessiona. Tutti i tasselli, ora, sono al loro posto. L’Editore ci crede, l’agente ci crede, all’estero l’hanno già comprato in un paio di Paesi e la faccenda diventa anche interessante su altri fronti… Tutto è pronto, insomma. Da gennaio comincerò ad informarvi quotidianamente sulle evoluzioni e a fornirvi notizie sul romanzo. Data di uscita in libreria e titolo con relativa copertina in primis!

La correzione delle bozze

Staccare la spina è sempre una cosa positiva. Quando ci si riesce. Stamattina quasi guardavo con invidia la gente che, come ogni venerdì, si trascinava in metrò il valigione. Quasi.
Io trascorrerò il ponte a correggere le bozze del nuovo romanzo. Quattrocentoventidue pagine. Il più lungo che abbia mai scritto. A cui vanno aggiunte una serie di appendici simpatiche che abbiamo pensato d’inserire. E i dubbi dell’ultimo momento sul titolo. Mi immergerò nella Milano dei Sessanta e Settanta, assolutamente nera e criminale. Rileggere tutto d’un fiato aiuta a capire se il tono del libro è sempre lo stesso, se non ci sono cadute di stile, se, insomma, tutto fila. Si cominica alla mattina e si finisce quando si finisce. Sperando che durante il cammino non ci si imbatta in troppi contrattempi.

Democrazia diretta editoriale per un titolo

I titoli sono una cosa seria. Specialmente quelli dei libri. Associati a una copertina convincente possono decretare la fortuna o il fallimento di un’opera.
In questi giorni sono in cerca. Alcuni miei colleghi scelgono il titolo ancora prima di mettersi a scrivere, altri lo cercano alla fine. A me, in genere, viene a metà percorso. Una frase a effetto: La mano sinistra del diavolo, niente baci alla francese, l’uomo della pianura. Con il nuovo romanzo ormai chiuso e quasi interamente editato la faccenda non è così semplice. Un titolo ci sarebbe. Buono anche. Ma a me e all’editore sono venuti i dubbi dell’ultimo minuto. Il titolo che ci piace potrebbe essere fuorviante, far pensare a qualcosa di diverso dal reale contenuto. Come uscirne?
Il piano è semplice. Mi rileggerò daccapo il romanzo nei giorni del ponte e poi, se proprio non verrà nulla, mi piacerebbe fare un esperimento: far scegliere al popolo della rete su Facebook e qui sul mio blog il titolo. Fornendo una rosa di alternative. Che ne dite? La democrazia diretta editoriale mi toglierà dagli impicci?

Baci alla francese, tre anni dopo

A volte il tempo che passa lo ricolleghi a eventi, situazioni, periodi più o meno felici della tua vita. Tre anni fa esatti, il 16 novembre 2007, usciva in libreria il mio romanzo Niente baci alla francese, terza avventura di Enrico Radeschi. Un romanzo a cui tengo molto perché per la prima volta ho raccontato Parigi (l’ho poi fatto anche in L’uomo della pianura e lo rifarò nel nuovo romanzo che uscirà nel 2011). All’epoca fece molto rumore. Non solo perché avevo appena vinto il premio Camaiore con La mano sinistra del diavolo ma soprattutto perché nel romanzo era descritta la morte del sindaco di Milano.
Il Venerdì di Repubblica mi dedicò una bella intervista con tanto di servizio fotografico (qui).
I media ci si buttarono, uscirono pezzi su Repubblica, Corriere, né parlò Bertolino su Rai Tre e La7 intervistò sia me che Letizia Moratti (qui il video). Il romanzo era di stretta attualità perché affrontava un tema ecologico (molto prima di PesceMangiaCane dunque) come quello dell’ecopass.
Un libro a cui sono molto affezionato anche perché è un romanzo che ha destato pareri discordanti. Come quei figli cari ai genitori ma che in molti non vorrebbero mai trovarsi fra i piedi. Veniva dopo il suo fratello più bravo, il secchione, quello perfetto La mano sinistra del diavolo e quindi gravavano forti aspettative su di lui. E a molti non è piaciuto perché non era altrettanto profondo. Scelta voluta. NBF è un mondo nuovo, quello di Diego Fuster che appare per la prima volta, quello di Radeschi che diventa più cinico, quello di Vrinks che forse rispolvererò…
Il romanzo, credo che se la giochi con La mano sinistra in quanto a lettori. Sia nella versione hardcover che in economica. Se siete curiosi ora lo trovate a  5.90 e l’anno prossimo uscirà (sempre in accoppiata col fratello più grande, of course) in Germania per un’importantissima casa editrice.
Insomma NBF è un libro che mi porto dentro, a cui tengo. A cui ho dedicato il primo booktrailer che, nonostante le ovvie ingenuità tecniche, trovo sia uno dei più azzeccati e, infatti, è anche tra i più visti su youtube.
Lo incollo qui sotto. Tre anni dopo mi fa ancora sorridere. E quando sorridi, non puoi che essere felice di quello che fai, hai fatto e che farai.

BLUE TANGO noir metropolitano

blue_tangoStampa Alternativa, 2006
(il romanzo verrà ripubblicato nel gennaio 2012 in una raccolta “radeschiana” dal titolo La marcia di Radeschi (Mursia).

Il libro
Una nuova coppia di investigatori si affaccia sul palcoscenico del romanzo poliziesco italiano.
Apparentemente male assortita, nel forte contrasto tra la stropicciata vitalità di Enrico Radeschi, trentenne giornalista free-lance ed hacker, e il severo rigore di Loris Sebastiani, vicequestore col fiuto del poliziotto di razza, funziona invece come un orologio svizzero quando si tratta di risolvere i casi più difficili. Leggi tutto “BLUE TANGO noir metropolitano”