James Ellroy e l’arte di portarti subito nel cuore della storia: American Tabloid

Oggi, dopo un po’ di tempo, riprendo questa rubrica pubblicando un incipit di un grande scrittore: James Ellroy.
In poche righe l’autore ci proietta subito all’interno della storia, ci fa capire con che linguaggio e con che tono ce la racconterà. Ci elargisce i dettagli di un’epoca quasi en passant. Insomma una garanzia sin dalle prime righe.
Ecco l’incipit di  American Tabloid

Si faceva sempre alla luce del televisore.
Alcuni latinoamericani agitavano armi da fuoco. Il capo del gruppo si piluccava insetti dalla barba e fomentava i suoi. Immagini in bianco e nero: tecnici della Cbs in divisa mimetica. Cuba, brutta storia, disse un annunciatore. I ribelli di Fidel Castro contro l’esercito regolare di Fulgencio Batista.
Howard Hughes trovò la vena e si iniettò la codeina. Pete lo osservò di soppiatto: Hughes aveva lasciato la porta della camera socchiusa.

Lo scrittore e lo spasmodico compiacimento per le proprie frasi

Abbiamo un nemico che ci osserva quando scriviamo: noi stessi. E il peggio che ci possa succedere è che lui prevalga e prenda in mano la nostra penna, il pallino della narrazione e lo porti dove vuole lui.
Non solo rischia di farci finire fuori strada (se avete redatto una scaletta efficace e un buon plot questo non succederà) ma sopratutto ci spingerà in quello che è un vero dramma per un autore: lo spasmodico compiacimento per le proprie frasi.
L’illusione è dietro l’angolo: vi sembrerà di aver scritto una frase memorabile di quelle da piazzare nei biglietti dei cioccolatini o da postare su facebook. Bravi, peccato che non servirà per la storia che state scrivendo e che risulterà non soltanto stucchevole, ma pure dannosa. Starà lì a gridare “guardate come sono bravo!” e distrarrà il lettore.
Il consiglio quindi è: non strafate, non sputate sentenze, non discettate sui massimi sistemi quando state parlando di tutt’altro. Ma sopratutto: rileggetevi e non innamoratevi troppo della vostra prima stesura (qualche scrittore famoso ha detto senza tanti giri di parole che la prima stesura è quasi sempre merda) né di una certa frase: se necessario quella frase, può e deve, essere sacrificata a beneficio di una narrazione efficace, fluida e ben strutturata.

Scrivete come se doveste correre la maratona di New York

Correre.
Prepararsi alla gara.
Riscaldarsi.
Allenarsi ogni giorno.
Non è importante quando lo fate: all’alba, a notte fonda, in pausa pranzo, dopo un pisolino, mentre cenate. Come gli atleti che si preparano per una competizione tanto faticosa e massacrante come la maratona dovete avere disciplina. La scrittura è questo: disciplina e allenamento. Costanza e sacrificio.
Scrivete ogni giorno, anche poche righe. Oppure pensate alla scrittura, allo sviluppo della storia. Scrivere non significa soltanto mettersi al PC e digitare. Significa anche costruire dei mondi e lo potete fare in qualsiasi momento: mentre guidate, mentre siete in tram, mentre fingete di ascoltare qualcuno molto noioso seduto di fronte a voi…
Un dei segreti per scrivere un romanzo perfetto (oltre a queste cinque regole fondamentali) è: allenarsi come un maratoneta.
Scrivete (o pensate intensamente a quello che scriverete) ogni giorno. Come se doveste correre la maratona di New York.

 

Stairway to novel: come costruire una scaletta efficace per il vostro romanzo

Dopo un post in cui tessevo la lodi dell’importanza di una buona scaletta per la stesura di un romanzo (poliziesco ma non solo) in tanti mi avete chiesto di fornire qualche dritta su come costruire una scaletta efficace. Non posso naturalmente esimermi quindi ecco alcune considerazioni. Si tratta  solo di appunti, niente di esaustivo giusto poche righe per fornirvi un’idea di massima e darvi la possibilità di partire col lavoro.
Per prima cosa diamo per scontato che abbiate scritto il plot del vostro romanzo vale a dire un riassunto (proprio come quello che vi facevano fare alle scuole medie) della lunghezza massima di una pagina in cui “raccontate”  – svelando quindi anche il finale – il vostro romanzo (non c’è bisogno di un post anche su questo vero? Nel caso ditemelo).
Il plot da solo, tuttavia, non sarà mai abbastanza approfondito per ricavarne una scaletta. Dovrete necessariamente ampliarlo.
Come? Ecco un trucco.
Innanzi tutto dividetelo in tre parti: l’inizio (in cui descrivete la situazione iniziale), la parte centrale del romanzo (dove avviene l’azione, il delitto, l’indagine ecc) e il finale (dove si svela tutto, si tirano le somme e si conclude la vicenda).
Una scaletta di appena tre scene, però, risulta ancora inservibile. Diciamo allora che da ognuna di queste tre parti dovrete ricavarne molte altre.
Procedete quindi col dividere ulteriormente ognuna delle tre parti in macroscene dove il vostro protagonista (o chi per esso, magari il cattivo) compie delle azioni (ad esempio il momento in cui si scopre il cadavere, una scena d’interrogatorio, una scena in cui insegue un sospettato e così via).
spiaggia bondOgni macroscena (la definisco così visto che apparirà ancora troppo complessa) dovrà poi essere suddivisa ulteriormente in scene (ad esempio una fantomatica macro scena della spiaggia sarà così divisa: scena 1 in cui il protagonista nuota e prende il sole in compagnia di una sconosciuta, scena  2 la stessa sconosciuta lo minaccia con una pistola dentro una cabina…)
Capito il meccanismo? Quando avrete raggiunto un numero di almeno 30-40 scene ecco che, come per magia, che avrete realizzato una scaletta efficace!
Ricordate che più sarà dettagliata e precisa la scaletta con l’elenco delle scene e più facile sarà la stesura del romanzo, dopo.
Good luck e buona scrittura!

#NoirSide Don Winslow, Bukowski, Hurwitz, il calcio in giallo, Murkami, i finalisti dello Strega e i consigli di scrittura

Anche se l’estate tarda ad arrivare molti dei romanzi che leggeremo sotto l’ombrellone ci sono già. Dubitiamo che si possa trattare dei cinque finalisti del Premio Strega appena annunciati ma magari ci sbagliamo…
Noi puntiamo su Dow Winslow e il suo London Underground che abbiamo recensito qui.Oppure su Orphan X di Gregg Hurwitz intervistato proprio oggi su MilanoNera.

Per rimanere in casa nostra (e in tema di pallone dato che si stanno giocando gli Europei) segnaliamo questa bella antologia pubblicata dalla Sellerio dove trovano spazio alcuni grandi nomi del giallo italiano e non.

bukwriterPer quanto riguarda invece la scrittura creativa (di cui i lettori di questa rubrica\newsletter sono particolarmente appassionati almeno stando alle statistiche) questa settimana parliamo di come si cerchi l’ispirazione (magari con un bicchiere di buon vino che piacque anche a Murakami) e vi proponiamo una serie di appunti (sparsi) di scrittura creativa da cui trarre qualche spunto.
Chiudiamo con un regalo: una raccolta di aforismi di Charles Bukowski che potete scaricare (e leggere) gratis!
Buona lettura e alla prossima settimana con NoirSide.


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Appunti (sparsi) di scrittura creativa che vi potrebbero interessare

Alla fine ho fatto mente locale e li ho riordinati: tutti i miei appunti di scrittura creativa. Magari un giorno ne farò un ebook o forse un libro. Chissà. Per ora sono solo una serie di post che ho scritto nel corso degli anni e che, ultimamente, ho ripreso a pubblicare. Siccome erano un po’ sparsi all’interno del sito li ho tutti raggruppati in un’unica categoria così che fosse facile trovarli e controllare, di tanto in tanto, se ci fossero pezzi nuovi. Ne seguiranno molti altri visto che ci sono parecchi argomenti che ho intenzione di affrontare…
Per iniziare e per scoraggiarvi (o per rendervi consapevoli di quello che vi aspetta se scegliete questa strada) potete cominciare leggendo questa poesia di Bukowski indirizzata proprio agli aspiranti scrittori.
Tutti gli altri post in cui si parla d’ispirazione, di scaletta (ma su questo ritornerò a breve perché me l’avete chiesto espressamente), di titoli, di copertine, di colonna sonora e così via li trovate qui.
Il mio consiglio, se non volete perdervi i prossimi, è d’iscrivervi a questo blog in modo da riceverli direttamente in casella postale. Comodo no? Iscrivetevi qui.