Lo scrittore con la bottiglia: ciao Buk

Quindici anni fa spegneva la luce Charles Bukowski.
Uno strano tizio milanese di nome Carlo Boschi la riaccendeva… Ma questa è un’altra storia.
Oggi sono a Parigi e in un caffè della rive gauche brinderò alla memoria del vecchio con una birra e un taccuino su cui cercherò di buttare giù un po’ di idee. In fondo se faccio lo scrittore lo devo al vecchio Henry Chinaski, no?
Sull’ultimo numero di INSCENA, in edicola in questi giorni  e scaricabile gratuitamente qui, c’è un mio pezzo dedicato a Bukowski. Un ritratto diverso dal solito credo intitolato “Lo scrittore con la bottiglia”.
Il pezzo integrale potete leggerlo sulla rivista io mi limito a ripotare la chiusa che mi sembra molto adatta per questa occasione.

Buk è come un buon vino: col tempo si affina e oggi, dopo molti anni dalla morte, si sprecano i seminari, le celebrazioni, le santificazioni,
le ristampe… La risposta è semplice: di autori che scrivono, e vivono, come il Vecchio hanno buttato via lo stampo.

Wuz: il Taccuino è una lettura che non dovete perdere!

“Se volete passare delle ore piacevolissime, allora questa è una lettura che non dovete perdere.”
Lo scrive Grazia Casagrande nella bella recensione pubblicata ieri sul portale letterario Wuz.

Eccone un estratto.

La storia è un po’ assurda, un po’ realistica: in fondo è il ritratto di tutta una generazione di trentenni milanesi.
I “fighetti” e gli alternativi, i bocconiani e i ragazzi dei centri sociali. Realtà spesso intercambiabili, perchè capita che, nel giro di pochi mesi, gli uni si trasformino negli altri e viceversa.
E poi c’è l’Italia e le sue alterne vicende politiche, le trasmissioni televisive, la fascinazione dei nuovi leader, e le nuove tendenze “culturali”. C’è la Milano dei vecchi bar e dei locali alla moda. Impossibile non riconoscere questo o quell’amico in uno dei personaggi descritti, questo o quel luogo conosciuto e frequentato…

L’articolo completo potete leggerlo qui.

Irriverente ed ironico: il Taccuino visto da Telenova

L’emittente TeleNova, all’interno della sua rubrica settimanale dedicata ai libri,  ha recensito il mio Taccuino di una sbronza (Kowalski).
Il servizio è andato in onda all’interno delle tre edizioni del TG di sabato 21 febbraio.
Mi sto chiedendo in quale libreria abbiamo registrato la trasmissione. Mi sembra di esserci stato ma non ricordo dove sia.

Il Taccuino recensito su TeleNova

Domani, sabato 21 febbraio, l’emittente TELENOVA nella rubrica SPECIALE LIBRERIA recensirà (spero bene) il mio Taccuino di una sbronza (Kowalski).
La rubrica andrà in onda nel corso delle tre edizioni del TG: della mattina (ore 7), del giorno (ore 14.15) e della notte (ore 23)
Qui a Milano si vede e almeno in una delle tre repliche spero di vederla 😉

Una buona ragione per scrivere

Perché si scrive? Certo la risposta può essere lunga e articolata: un bisogno interno, una vocazione e altre mille balle del genere. Non ve le propinerò.
Se lo fate per avere donne o per diventare famosi, lasciate perdere. Non funziona.  O funziona in parte 😉 Comunque anche su questo punto non mi esprimerò…
Sicuramente quelli sopra elencati  non sono motivi che ti possono spingere o sorreggere a lungo in questa avventura. Io penso che si scriva sopratutto per essere letti.
Banale ma è così.  Lo ripeto in ogni workshop di scrittura: non sei uno scrittore quando pubblichi un libro; lo diventi quando hai un pubblico di lettori. Quando la gente ti legge, ti scrive, aspetta i tuoi libri. Allora sei uno scrittore. Prima sei solo uno che scrive.

Non so se il mio romanzo Taccuino di una sbronza sia il migliore che ho scritto. Certo è quello che fino a questo momento ha creato più empatia con i lettori.
Non passa giorno, infatti, che non riceva un commento da un lettore.
Oggi una mail e un commento su facebook.
Parole che ti spingono ancora di più ad impegnarti sul prossimo romanzo in uscita perché sai che non puoi deludere, che qualcuno aspetta le tue storie, che insomma, si fa una gran fatica, ma alla fine si è ampiamente ripagati e ne vale la pena.
Vi incollo qui sotto i due commenti, in maniera anonima.

Ho appena finito di leggere Taccuino di una sbronza
Che dire, è stato splendido. Quando ho visto il titolo del libro in libreria, la mia attenzione era già stata catturata; dopo aver letto la sintesi, ero già in cassa pronto a pagare.
La storia è stata proprio bella e, visto che non conoscevo Bukowski, coglierò l’occasione per prendere i libri da te suggeriti.

Ciao Paolo, ho finito ieri sera il “taccuino”, ti ringrazio di averlo scritto, dopo aver letto il vecchio Buk in tempi non sospetti, annnnieannnnni fa, fiumi di birra e gin e bourbon sono passati dal gargarozzo, mi ha fatto piacere questa bio-parallelo-grafia post-non-autorizzata. Non c’entra nulla con il fedele amico di Radeski, ma chi ha vissuto o sognato o si è solo bagnato delle atmosfere bukoskiane DEVE leggere il “taccuino”.
E chissà i nuovi progetti . . .
Ma non abbandonare M-A-I [MAI(MAI)mai] il giallone ed i suoi passeggeri condotti dal Radeski!
A presto, grazie ancora /8-))

Che dite: vale la pena scrivere, no?

Taccuino a tempo di Rock(eRilla)

Prima recensione dell’anno per il Taccuino sul numero di gennaio di RockeRilla.
Il mensile definisce il romanzo Una lettura leggera e spiritosa che prova ad affogare in una surreale sbronza la depressione nella quale le ultime elezioni hanno precipitato metà del paese.
L’integrale della recensione lo potete leggere cliccando sull’immagine qui a fianco.