Addicted: il nuovo thriller in libreria dal 17 gennaio

Diventerà un film con un cast internazionale.
Indaga i nostri vizi più nascosti: le addiction.
Racconta le vite di sette persone di diversi Paesi del mondo che nascondono segreti inconfessabili.
Sette individui riuniti nella clinica Sunrise per sottoporsi al rivoluzionario metodo Stark.
Addicted: un thriller dal ritmo mozzafiato.
In corso di traduzione all’estero.

La clinica Sunrise apre i battenti il 17 gennaio 2019 e dallo stesso giorno arriverà in tutte le librerie d’Italia

Trama e informazioni qui.

Novembre a meno venticinque (di sconto) sulla Confraternita e sul dittico della Città rossa!

promomarsilioNovembre è un mese noir: fino al 27 di questo mese, infatti, trovate i miei romanzi gialli pubblicati da Marsilio con uno sconto del 25% sul formato cartaceo!
Quindi se non avete ancora letto La confraternita della Ossa, Milano Criminale o Solo il tempo di morire questa è l’occasione per farlo a un prezzo eccezionale.
Siete lettori digitali? Niente paura anche per voi c’è uno sconto: fino al 20 novembre, La confraternita delle ossa sarà proposto a 7,99€ anziché a 9,99 € e il dittico Città rossa a 4,99€ anziché 7,99€.

Acquista La confraternita delle ossa (scheda e link a tutti gli store per comprarlo in formato cartaceo o digitale)

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Le cinque regole per scrivere il romanzo perfetto

Scrivere un romanzo perfetto è possibile?
Se ci atteniamo a cinque semplici regole – o sarebbe meglio dire a cinque fasi o step – forse sì.

Premessa

Quando si lavora per la TV o per il cinema oltre al soggetto (che nel caso di un romanzo si potrebbe equiparare alla sinossi) prima di scrivere la sceneggiatura vera e propria si redige un testo, diciamo intermedio, che si chiama trattamento.
Nel caso di un romanzo direi che le fasi sono cinque e sono tutte di cruciale importanza. Di molte ho già parlato mentre della terza, il trattamento, ancora non ho spiegato nulla: lo farò in questo post.

Le cinque regole per scrivere il romanzo perfetto

Uno
Scrivere un plot, una trama di dieci righe con il “succo” del romanzo. Senza troppe spiegazioni ma solo con la descrizione dell’azione principale.

Due
Preparare una scaletta cioè suddividere l’azione in capitoli e scene. (Qui una spiegazione su come fare)

Tre
Il trattamento. In realtà, questo passaggio, potrebbe essere evitato ma vi assicuro che vi faciliterà di molto il lavoro. Come? Scrivendo un riassunto quanto più preciso ed esaustivo possibile di ogni capitolo e di ogni scena. Cinque o dieci righe per ogni passaggio importante.
La lunghezza può variare da poche a molte pagine. Dipende da voi, dalla complessità dello scritto che state scrivendo. Nel caso di un giallo o thriller dovendo descrivere TUTTI i colpi di scena e i passaggi cruciali secondo me dovrebbe essere lungo almeno una decina di pagine per arrivare anche a una trentina.
Leggendolo si avrà l’impressione di trovarsi alle prese con un riassunto molto articolato (e spoilerato nei dettagli) del romanzo. Una sorta di Bignami fatto bene in cui non si nasconde nulla. Questo vi aiuterà parecchio a ragionare sul vostro testo e sulla sua efficacia. Capirete se “funziona”, se regge, se la suspense è dosata bene. Tutto questo scrivendo solo una ventina di pagine e non trecento!
Personalmente mi sto dedicando al trattamento per la preparazione del nuovo romanzo con Radeschi e sono molto soddisfatto di questo sistema.

Quattro
La stesura vera e propria del romanzo. Rimboccatevi le maniche e scrivete al vostro meglio seguendo quanto più fedelmente la scaletta e ampliando a dovere le tracce che avete impostato nel trattamento.

Cinque
La revisione

Queste cinque regole, naturalmente, valgono in teoria, non sono infallibili e funzionano se, e solo se, sono accompagnate da un’idea originale.
Buona scrittura!

La confraternita delle ossa

In libreria dell'8 settembre 2016

Oggi esce per Marsilio il mio decimo romanzo: La confraternita delle ossa.
Un thriller ambientato a Milano con protagonista Enrico Radeschi.

TRAMA

Milano, 2002. Molti misteri s’intrecciano sotto la Madonnina. Tutto comincia quando un noto avvocato viene assassinato in pieno giorno nella centralissima piazza dei Mercanti: prima di morire, però, l’uomo traccia uno strano simbolo col proprio sangue… Da qui parte una complicata indagine che porterà Enrico Radeschi, giovane aspirante giornalista nonché hacker alle prime armi, a indagare, insieme allo
scorbutico vicequestore Loris Sebastiani, su una misteriosa confraternita che trae ispirazione da san Carlo Borromeo e persegue un disegno spietato per ristabilire l’ordine morale in una società giudicata corrotta. A quello dell’avvocato seguiranno altri omicidi o presunti tali, come l’inquietante schianto di un aereo contro il grattacielo Pirelli. Nel frattempo, una conturbante femme fatale, soprannominata “la Mantide” dagli inquirenti, seduce e uccide giovani ragazzi nei giorni di festa, facendone poi sparire i corpi. Chi è la donna misteriosa? E chi la protegge? Qual è il disegno ultimo di questa confraternita millenaria? Cosa si nasconde nei sotterranei del Duomo di Milano e nella cripta di un’altra famosa chiesa milanese? Un thriller mozzafiato e incalzante, scritto con una prosa efficace e immediata.

Vai alla pagina dedicata al romanzo 

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La fondamentale importanza della scaletta in un poliziesco

Anche questa volta ne sono uscito vivo grazie alla scaletta.
In un giallo e in un thriller (ma secondo me anche in tutti gli altri generi) preparare una lista ragionata e temporale che descriva scena per scena il romanzo è essenziale.
Non farlo equivale a un salto nel buio. Davvero. Andare a braccio non è mai un bene in una narrazione di qualche centinaio di pagine.

Provare per credere

L’ho testato sulla mia pelle: quando ho scritto Milano Criminale (398 pagine) e Solo il tempo di morire (461 pagine) senza una scaletta ragionata (vale a dire esaustiva in cui è indicato: luogo, tempo dell’azione, personaggi coinvolti, eventi riassunti in breve) non ne sarei mai venuto a capo!

scaletta

Non perdersi mai

Se hai una scaletta è come se tu avessi una mappa: non puoi perderti.
E la tua scrittura risulta più efficace perché ti focalizzi solo su un passaggio alla volta certo di non andare fuori tema.
Quante volte, scrivendo, capita di dire “va bene inserisco questo personaggio o questa situazione perché adesso la trovo una buona idea” e poi li devi giustificare 100 o 200 pagine dopo e magari non te li ricordi?
Ebbene: se hai pianificato tutto a priori (devi dedicarci alcune ore, forse giorni del tuo tempo, perché niente viene gratis) questi problemi non li avrai.
Adesso scusate ma vado a stilare la scaletta del prossimo romanzo…

 

L’importanza della copertina e del titolo (anche se un libro si giudica dal contenuto)

In questi giorni sono in consegna del nuovo romanzo e già con l’editore ci si interroga sul titolo (che ho trovato mentre ero ad Amsterdam ma di cui per ora non parlo…) e sull’immagine di copertina.
Dopo aver visto alcuni bozzetti che esprimevano concetti diversi, ho deciso di chiedere aiuto alla rete (il famoso aiuto a casa dei telequiz).
La ragione è semplice: il prossimo romanzo con protagonista Enrico Radeschi non sarà un giallo classico bensì un thriller che, come sapete, ha cover di un certo tipo.

Sondaggio

Ho lanciato un sondaggio flash (durata di appena dieci ore, di notte per di più) a cui hanno risposto in 15 (quindi non ha nessuna pretesa d’esaustività ma puro valore indicativo). Ecco com’è andata:

sondaggio twitter

Mistero, colori cupi e un pizzico d’ambiguità

Sembra questa la chiave vincente per una copertina di successo: evocare mistero. Siete d’accordo?
Anche il popolo di facebook si è espresso a riguardo attraverso un po’ di commenti.
Qui in tanti hanno sottolineato che sia il titolo la cosa più importante (e sono d’accordo) ma certo uno “sfondo” degno non può far male, no?
Secondo la maggioranza questo sfondo deve avere colori cupi e l’immagine deve trasmettere ambiguità. Cioè meno si capisce più attrae? Forse.

Peso delle paroleIl peso della copertina e del titolo

Un collega, che oltre a fare lo scrittore si occupa anche di editoria, mi ha rivelato questo detto che circola nell’ambiente editoriale riguardante il “peso”  di titolo e copertina in un libro:

In editoria si dice che il titolo conti il 10%, la copertina il 30%

Personalmente trovo realistiche queste percentuali.
Un libro si dovrebbe sempre e solo giudicare dal contenuto ma senza averlo letto prima come si fa? Semplice, si viene attirati da altri due elementi: la copertina e il titolo.