On the road con la confraternita #aspettandoRadeschi

Aspettando che Radeschi arrivi in libreria, in giro per il mondo c’è una piccola pattuglia di lettori che ha avuto la possibilità (e la ventura) di leggere il mio nuovo romanzo La confraternita delle ossa in anteprima.
Molti di loro se lo sono portato in vacanza, altri in città, altri in luoghi davvero inconsueti…
Tutti hanno scattato delle foto. Parecchie foto, al punto che ho deciso, a partire da oggi, di postarne tre o quattro al giorno in attesa della data ufficiale d’uscita del romanzo: l’8 settembre 2016.

Sarà un viaggio davvero straordinario, degno di Pechino Express dato che il romanzo è stato avvistato praticamente ovunque: dalla Corea a Bangkok, da Tokyo al Tropico del Capricorno, dalla Spagna alla Sardegna, da Bruxelles a Berlino, dalle Dolomiti al Salento, dalla Liguria alla riviera Adriatica… E Radeschi gli è sempre stato accanto seguendo i suoi lettori in sella al suo fedele Giallone.
Confraternita delle OssaQuindi a partire da oggi potete seguire questo viaggio sui social cercando gli hashtag #confraternitaossa #Radeschi #aspettandoRadeschi #instaRadeschi
Se poi il desiderio di leggere la Confraternita delle Ossa prima del tempo coglie anche voi potete attenuarlo scaricando gratis il primo capitolo qui.

 

Chiantishire blues

Sono di ritorno da tre giorni a spasso per le colline senesi, il ChiantiShire come lo chiamano le frotte d’inglesi che qui comprano bellissimi casali, e  mi ritrovo affogato in una Milano bagnata e ormai autunnale. La fuga probabilmente non è sempre una soluzione ma devo dire che aiuta. Certo forse dovrebbe essere limitata nel tempo altrimenti diventa abitudine. Ma sarà vero? La storia del si desidera sempre quello che non si ha o, come in questo caso, che si vorrebbe sempre vivere in un posto dove non si abita… Vai a sapere.
Forse alla lunga ogni luogo annoia, ogni città ti diventa stretta. Forse la soluzione migliore sarebbe quella di un viaggio perenne anche se ho il tremendo sospetto che anche questo, alla lunga, stanchi. E allora? Non so rispondere . Quello che so è che a Milano mi piace tornare, è una città ideale per scrivere. Ed è un ottimo posto da cui fuggire. Spesso.