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Aforismi

Come diventare uno scrittore

Enrico Franceschini, inivato di Repubblica da Londra, scrittore, bukowskiano e amico ieri ha dedicato sul suo blog My Tube di Repubblica un pezzo sul mio romanzo.
Eccone un estratto.
“[…]Mi confidò il suo sogno di fare lo scrittore vero, a tempo pieno. Fui sincero: lo incoraggiai a continuare a scrivere, ma gli consigliai di tenersi ben stretto il suo mestiere di tecnico dei computer. Sono pochi quelli che campano scrivendo libri. E affermarsi, in questo campo, avere un proprio pubblico che ti segue, è difficile quasi come vincere alla Lotteria (vabbè un po’ meno difficile – diciamo, in omaggio al nostro amato Buk, quasi come vincere alle corse dei cavalli). E invece sbagliavo. Paolo Roversi ce l’ha fatta. Da allora mi ha sempre mandato i suoi libri, che mi sono sempre piaciuti, perchè si leggono come si beve un bicchiere di vino, vanno giù d’un fiato. Ma mi era rimasto il dubbio di sapere come ha fatto. E adesso, aprendo “L’uomo della pianura”, l’ho scoperto. Non gli sono mai piaciute le imprese facili. Non lo stimolano. Il segreto della riuscita di un piano sta tutta in una parola: preparazione. E Paolo Roversi si è preparato per bene. Prima o poi, era destino che uno così ce la facesse a realizzare il suo sogno di diventare uno scrittore.”
Il pezzo completo è visibile qui.

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Lo scrittore con la bottiglia: ciao Buk

Quindici anni fa spegneva la luce Bukowski.
Uno strano tizio milanese di nome Carlo Boschi la riaccendeva… Ma questa è un’altra storia.
Oggi sono a Parigi e in un caffè della rive gauche brinderò alla memoria del vecchio con una birra e un taccuino su cui cercherò di buttare giù un po’ di idee. In fondo se faccio lo scrittore lo devo al vecchio Henry Chinaski.
Sull’ultimo numero di INSCENA, in edicola in questi giorni e scaricabile gratuitamente qui, c’è un mio pezzo dedicato a Bukowski. Un ritratto diverso dal solito credo intitolato “Lo scrittore con la bottiglia“.

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