La mano sinistra del diavolo

mano_sinistraMursia, 2006
€ 15
romanzo

Disponibile anche in edizione economica
Tradotto in Spagna (2009) e in Germania (2011)

La trama

L’estate caldissima e sonnacchiosa di Capo di Ponte Emilia, piccolo borgo della Bassa affacciato sul Po, viene sconvolta da una misteriosa serie di omicidi. Due gli indizi nelle mani degli inquirenti: le vittime sono tutti uomini anziani e, particolare ancora più inquietante, prima di ogni omicidio una mano mozzata viene rinvenuta nella loro cassetta della posta. A condurre le indagini sarà il giovane maresciallo dei Carabinieri, Giorgio Boskovic aiutato dal fedele brigadiere Gennaro Rizzitano. A loro si affiancherà, con il suo fiuto per la nera e la sua bravura come hacker, Enrico Radeschi, giornalista free lance, originario del paese ma milanese d’adozione. Gli inquirenti, dopo alcune difficoltà iniziali e qualche abbaglio, si renderanno conto che per svelare il mistero dovranno scavare nella memoria per catturare il misterioso mancino autore dei delitti. Le indagini, costringeranno Radeschi ad una estenuante spola fra la Bassa e Milano dove si troverà invischiato in altre inquietanti vicende: l’omicidio di una ragazza trovata seppellita nel Parco agricolo sud Milano e la misteriosa scomparsa del gestore di un ristorante giapponese, il Nippon Sushi Bar. Insieme a Loris Sebastiani, vicequestore ed amico di lunga data, Radeschi si muoverà in una metropoli torrida e deserta, raccontata attraverso le discoteche all’aperto dell’Idroscalo e i locali affollati dei Navigli, alla ricerca dei colpevoli.
Trait d’union fra i misteri milanesi e il serial killer della Bassa sarà proprio Radeschi, pronto in ogni momento a mettere le proprie intuizioni e conoscenze informatiche, a disposizione degli inquirenti.

VINCITORE DEL PREMIO CAMAIORE DI LETTERATURA GIALLA 2007

L'autore Paolo Roversi

Scrittore, giornalista, sceneggiatore e organizzatore di festival crime. Grande appassionato di tecnologia. Tutto in ordine sparso. Bio completa qui

Leggi tutti gli articoli di Paolo Roversi →