Nizza e quel sogno di Europa che avevamo noi ragazzi dell’Erasmus

Oggi è un giorno triste. Come ce ne sono stati tanti, purtroppo, negli ultimi anni. Oggi però mi fa più male perché Nizza è una città che mi porto dentro dove ho vissuto due anni, dove ho studiato, dove ho stretto amicizie che ancora durano nel tempo.

Stamattina, dopo l’orrore, sulla Promenade c’è il coprifuoco, come nelle zone di guerra. Un camion ha ucciso e travolto la gente che assisteva ai fuochi artificiali per la festa del 14 luglio. Un attentato vigliacco.
Quella stessa promenade su cui passeggiavo, mi sedevo a guardare il mare sulle sedie blu, sfrecciavo con la mia vespa gialla e dove, di notte, noi studenti ci ritrovavamo con le chitarre e le birre…

Quel camion ha travolto le vite di quelle persone ma anche i nostri sogni, le nostre speranze. Eravamo ragazzi dell’Erasmus col sogno di un’Europa sempre più unita, sempre più pacifica, sempre più coesa. Oggi questo sogno che coltivavamo da ragazzi, purtroppo, sembra davvero molto lontano…

L'autore Paolo Roversi

Scrittore, giornalista, sceneggiatore e organizzatore di festival crime. Grande appassionato di tecnologia. Tutto in ordine sparso. Bio completa qui

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