Sindrome da Clark Kent ovvero pubblicare con pseudonimo
Pubblicato il 27.07.2016
pseudonimo

Avete scritto un romanzo. Avete anche trovato l’editore (magari mettendo a frutto questa strategia) e ora siete assaliti da un dubbio: pubblicare col vostro nome o con uno pseudonimo?
L’argomento, come accade ultimamente, mi è stato suggerito da uno di voi che mi ha scritto:

Mi sto avvicinando alla pubblicazione tramite il crowdfounding e vorrei usare uno pseudonimo.

Personalmente non sono contrario agli pseudonimi. Se siete esordienti, poi, di controindicazioni non ne vedo molte: semplicemente preferite un nom de plume al vostro, come Superman. Legittimo. Certo se scegliete uno pseudonimo straniero il discorso è differente. Mi spiego: se il vostro romanzo è ambientato a Roma e l’autore che l’ha scritto è chiaramente un italiano il fatto che il nome in copertina sia John Brown a me, come lettore, suona strano. E anche fastidioso.
Se invece ambientate la vostra storia in una realtà distopica o scrivete una saga fantasy i cui protagonisti hanno anche loro nomi strani tipo Ugurz be’ uno pseudonimo straniero ci sta tutto.
Il nome in copertina conta quando avete già un venduto alle spalle (come lo definiscono gli addetti ai lavori) all’esordio potete giocarvela.
C’è però una controindicazione.
Il limite di questa operazione per un esordiente è: volete apparire e quindi presentare il vostro romanzo o tenere segreta la vostra identità (che poi sarebbe la ragione per cui avete scelto lo pseudonimo)?
Se la riposta è la seconda tenete presente che ben pochi editori – a meno che non vi siano ragioni particolari che lo giustifichino – vi permetteranno di rimanere nell’ombra; oggi un libro bisogna presentarlo e, specialmente all’inizio, un autore ha bisogno di stare sotto ai riflettori.

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Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo).
Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia).
Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli).
I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi.
È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.
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Scopri il nuovo romanzo di Paolo Roversi: La confraternita delle ossa (Marsilio)

Autore: Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.