Alla ricerca d’ispirazione, fra Chianti e Murakami, a Badia a Coltibuono
Pubblicato il 14.06.2016
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Tre giorni fra le vigne e le colline dolci dell’alto Chianti. Lontano da tutto. Solo buon cibo (che impari a cucinare da solo) e ottimo vino. Unico contatto con la realtà\civiltà il wifi perché quassù non sempre c’è abbastanza campo per telefonare. Quassù è Badia a Coltibuono un’abbazia millenaria dove i padroni, discendenti de’Medici, producono vini di ottima qualità, anzi direi di qualità letteraria visto che Murakami ne ha citato uno in un suo racconto tessendone le lodi (“Tra le storie che ho scritto in Italia ce n’è una che si svolge a Lucca… due vecchi amici di liceo sono stupiti per quell’incontro casuale in quella città; vanno in una trattoria e davanti ad un camino scoppiettante si gustano funghi porcini accompagnati dal vino rosso Coltibuono 1983“)
Lo scrittore giapponese non si è limitato a questo: è anche venuto appositamente all’abbazia per intervistare la proprietaria, Emanuela Stucchi Prinetti (qui il pezzo integrale).
La stessa folgorazione ha colto anche me. Fra le mura millenarie di questo ex monastero l‘ispirazione la insegui, la ricerchi e poi la trovi all’improvviso in un bosco, in un giardino all’italiana, in una cantina che custodisce bottiglie vecchie di quasi cent’anni…
Galleggia sui soffitti alti delle stanze, fra i volumi antichi della biblioteca, negli affreschi sui soffitti a volta dell’ ex-refettorio, fra i ciocchi scoppiettanti della sala del camino…
Un luogo perfetto in cui rifugiarsi a scrivere. Senza TV in camera così finalmente il kindle lo utilizzi fino a quando si scarica la batteria.
Nessuno disturba. Fuori, di notte, c’è un silenzio che a Milano te lo sogni e alla mattina senti gli uccellini cinguettare.
Ma non c’è stato solo riposo: in questi tre giorni, io e mia moglie, vestendo i panni dei Nati con la valigia, ci siamo dati da fare ai fornelli per cucinare alcune specialità toscane. E pure con profitto! Ho un diploma della chef Benedetta Vitali che lo attesta. Oltre alla galleria fotografica che vedete qui sotto, naturalmente.
L’ispirazione l’abbiamo cercata anche visitando a piedi le vigne e le cantine dell’Abbazia (dove ho scovato anche un Chianti dell’annata in cui sono nato io…) e, naturalmente, degustato.
Alla fine, l’ispirazione per un progetto letterario è arrivata. Ora vedremo se prenderà forma, come e quando. E se mai dovesse faticare a realizzarsi allora vorrà dire che torneremo a Badia a Coltibuono per cercare di afferrare quell’attimo fuggente di fervore creativo. Magari aiutati da un buon bicchiere di Chianti Classico.

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Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo).
Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia).
Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli).
I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi.
È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.
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Scopri il nuovo romanzo di Paolo Roversi: La confraternita delle ossa (Marsilio)

Autore: Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.