Il tempo dedicato alla scrittura è tempo rubato alla vita

Perché vi mettete alla tastiera e scrivete: ve lo siete mai chiesto? Qualunque sia il motivo sappiate che vi verrà sempre obiettato – specialmente se non siete autori da bestseller – che il tempo dedicato alla scrittura è tempo rubato alla vita.
Forse vi permette di risparmiare parecchio in strizzacervelli ma scrivere, a volte, è una condanna. Anche per chi vi sta accanto se non condivide l’ardore e non lo comprende…
Esagerato? Forse ma rende bene l’idea di una passione che non sempre ci regala le soddisfazioni che desideriamo (e che meriteremmo). La scrittura è una passione solitaria spesso fine a stessa: la pubblicazione è un passaggio non un traguardo. La felicità la si raggiunge in due momenti: quando si crea la storia (e la si scrive come se nelle vene ci scorresse il fuoco) e quando la stessa viene letta (da lettori sconosciuti non famigliari, amici,conoscenti ecc). In mezzo ci sono un sacco di frustrazioni, dubbi, incertezze. Attese lunghissime. Ne vale la pena?
Sappiate che tutto questo fa parte dell’essere scrittore: rafforza lo spirito, aiuta ad affrontare le delusioni (tante e a qualunque livello).
Se cercate una professione tranquilla, dove non ci si agita, dove si va tutti d’accordo allora state alla larga dall’editoria.
In caso contrario sappiate che gli alti ma sopratutto i bassi saranno (quasi) all’ordine del giorno.
Vi lascio con una citazione di Luigi Tenco che credo calzi a pennello per certi stati d’animo degli scrittori:

Perché scrivi sempre cose tristi? Perché quando sono contento esco.

Dieci frasi che uno scrittore ha sentito almeno una volta nella vita (e che non vorrebbe risentire)

Le abbiamo sentite tutti. Alcune più spesso di altre. In diverse varianti, con parole o concetti simili. Ecco una selezione delle dieci frasi che un autore ha sentito almeno  una volta nella vita e che non vorrebbe mai più risentire!
(ps. La lista non è affatto esaustiva, anzi, non escludo di arricchirla col tempo vista la scelta pressoché sconfinata. Se avete segnalazioni e suggerimenti mandatemeli)

  1. Non leggo autori contemporanei (si è autorizzati a toccarsi)
  2. Non sai quanto mi piacerebbe leggere il tuo romanzo ma non ho mai tempo (Anche se è disoccupato e non si perde nemmeno una puntata di Don Matteo)
  3. Non credo mi piacerà il tuo libro, sai io leggo solo Fabio Volo e il libro di Benji e Fede (Hai ragione, non ti piacerà)
  4. Ma lo trovo in libreria? (No solo dal ferramenta)
  5. Ma ci vai a presentarlo da Fazio? (Oh, guarda ci sono già stato troppe volte, stavolta ho detto di no io!)
  6. (dopo una presentazione) Mi spiace non fartelo firmare ma lo scarico in ebook più tardi, sai a casa non ho più posto dove tenerli… (Il tecnologico salva spazio)
  7. (dopo una presentazione) Ascoltandoti mi è proprio venuta voglia di leggerlo! Domani vado a comprarlo dal mio libraio che mi conosce e mi fa lo sconto. Sempre che tu non voglia regalarmelo… (Il braccino corto)
  8. (dopo una presentazione, a bassa voce) In questa libreria mi sono antipatici. Non gli voglio dare profitto. Lo ordino su Amazon che mi costa pure meno (L’amico del Giaguaro)
  9. Sai quanti ne ho da leggere? Quando li ho finiti, compro il tuo. (Aspetta e spera…)
  10. Ma scherzi? Io l’ho già letto il tuo libro! Carino. Ora non mi ricordo il titolo ma dimmi la verità: l’hai scritto davvero tu? (Mentendo sapendo di mentire)

 

 

 

 

Quando scrivere è il meno: un lungo weekend letterario #irafunesta

Nella vita di uno scrittore d’oggi a volte penso che scrivere sia il meno. Il grosso del lavoro lo si fa dopo, quando il romanzo esce e tu lo devi raccontare all’universo mondo. A riguardo ci sono diverse scuole di pensiero: alcuni sostengono che non serva a nulla, altri che sia importantissimo. A me incontrare i lettori piace e penso che gli stessi vadano conquistati sul campo. Ogni giorno escono 400 nuovi libri: perché qualcuno dovrebbe leggere proprio il mio? Da qui la necessità (e la voglia) di raccontarlo in giro per l’Italia, anche perché spesso questi incontri diventano occasioni conviviali e spesso volano per nuovi progetti.
Detto questo, il prossimo weekend, lo devo ammettere, sarà uno dei più intensi dal punto di vista promozionale. In programma  infatti, ci sono ben quattro presentazioni nella Bassa. Sarò ospite da amici librai e da amici lettori che hanno letto e amato il mio ultimo romanzo L’ira funesta (Rizzoli).
Ecco la lista degli incontri. (Cliccate sulle immagini per visualizzare le varie locandine.)

santangeloSi comincia venerdì sera alle ore 21.15 a Sant’Angelo Lodigiano presso la sala Girona (viale Partigiani 68) con un incontro organizzato dalla Libreria Centrale. Comodo anche per i milanesi, i pavesi, i lodigiani…
L’evento su facebook qui.

 

 

schivenogliaSi prosegue sabato pomeriggio dagli amici dell’associazione “Arte e cultura” di Schivenoglia, in provincia di Mantova.
Qui l’appuntamento è per un aperitivo con l’autore (a cui segue lauta cena mantovana, ça va sans dire) alle ore 18 presso la sala conferenze delle pizzeria Bruschin.
Per l’occasione (dato che si gioca in casa) verrà anche proiettato il cortometraggio ispirato al romanzo e girato proprio nella Bassa mantovana.

sassuoloDomenica 14 aprile, alle 11 del mattino, sarà poi la volta della presentazione alla Libreria Mondadori di piazza Garibaldi 75 a Sassuolo (MO) dove a fare gli onori di casa sarà l’amica\collega\libraia Eliselle.
Anche qui, dopo presentazione, ci si pascerà dei sapori della Bassa

 

happyLa domenica si chiuderà quindi  in bellezza con un happy hour con autore a Noceto (PR) presso la libreria A Testa in SU in piazza Repubblica 26/27
L’evento facebook qui.

Che dire? Il prossimo weekend non avete proprio scuse: ad uno o più eventi dovete passare…

La scala degli scrittori

Nella vita ci diamo sempre degli obiettivi da raggiungere, dei traguardi. A volte otteniamo quello che desideriamo, altre tutto si riduce a speranze vane. Fare lo scrittore è una continua rincorsa, una gara con te stesso, con gli altri, con la tua bravura e le tue frustrazioni. Ogni tanto ti capita di tagliare dei traguardi e pensi “Bene, ce l’ho fatta”. Poi però ti viene subito il dubbio che forse potresti fare di meglio, ottenere di più.
Credo che sia questo uno degli stimoli alla base dell’essere scrittori: un’insoddisfazione di fondo che ci spinge continuamente a migliorarci. Ad alcuni basta la pubblicazione per essere felici poi se nessuno li legge fa nulla. Ad altri sono sufficienti gli articoli sui giornali che servono solo se poi si trasformano in copie vendute altrimenti sono semplici strumenti per pascere l’ego dell’autore di turno.
La verità è che l’asticella va alzata ogni giorno che passa. Ogni obiettivo raggiunto è solo un gradino della scala, una scala senza fine che sali piano piano. Ogni tanto ti compiaci a guardare giù per vedere quanta strada hai fatto ma poi devi subito pensare a quanti altri gradini ti restano da salire.

E così vorresti fare lo scrittore?

Ricominciamo la settimana parlando di scrittura creativa, meglio del mestiere dello scrittore e dell’ispirazione. Lo faccio prendendo a prestito una poesia, intitolata E così vorresti fare lo scrittore? di un autore a me molto caro, Charles Bukowski, che in questi versi spiega cosa significhi fare il suo mestiere. E che consiglia, senza mezzi termini, col suo cinismo, la sua lucidità, la sua grandezza intellettuale, di lasciar perdere.

Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo.
a meno che non ti venga dritto dal
cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla
macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo. Leggi tutto “E così vorresti fare lo scrittore?”