Le cinque regole per scrivere il romanzo perfetto

Scrivere un romanzo perfetto è possibile?
Se ci atteniamo a cinque semplici regole – o sarebbe meglio dire a cinque fasi o step – forse sì.

Premessa

Quando si lavora per la TV o per il cinema oltre al soggetto (che nel caso di un romanzo si potrebbe equiparare alla sinossi) prima di scrivere la sceneggiatura vera e propria si redige un testo, diciamo intermedio, che si chiama trattamento.
Nel caso di un romanzo direi che le fasi sono cinque e sono tutte di cruciale importanza. Di molte ho già parlato mentre della terza, il trattamento, ancora non ho spiegato nulla: lo farò in questo post.

Le cinque regole per scrivere il romanzo perfetto

Uno
Scrivere un plot, una trama di dieci righe con il “succo” del romanzo. Senza troppe spiegazioni ma solo con la descrizione dell’azione principale.

Due
Preparare una scaletta cioè suddividere l’azione in capitoli e scene. (Qui una spiegazione su come fare)

Tre
Il trattamento. In realtà, questo passaggio, potrebbe essere evitato ma vi assicuro che vi faciliterà di molto il lavoro. Come? Scrivendo un riassunto quanto più preciso ed esaustivo possibile di ogni capitolo e di ogni scena. Cinque o dieci righe per ogni passaggio importante.
La lunghezza può variare da poche a molte pagine. Dipende da voi, dalla complessità dello scritto che state scrivendo. Nel caso di un giallo o thriller dovendo descrivere TUTTI i colpi di scena e i passaggi cruciali secondo me dovrebbe essere lungo almeno una decina di pagine per arrivare anche a una trentina.
Leggendolo si avrà l’impressione di trovarsi alle prese con un riassunto molto articolato (e spoilerato nei dettagli) del romanzo. Una sorta di Bignami fatto bene in cui non si nasconde nulla. Questo vi aiuterà parecchio a ragionare sul vostro testo e sulla sua efficacia. Capirete se “funziona”, se regge, se la suspense è dosata bene. Tutto questo scrivendo solo una ventina di pagine e non trecento!
Personalmente mi sto dedicando al trattamento per la preparazione del nuovo romanzo con Radeschi e sono molto soddisfatto di questo sistema.

Quattro
La stesura vera e propria del romanzo. Rimboccatevi le maniche e scrivete al vostro meglio seguendo quanto più fedelmente la scaletta e ampliando a dovere le tracce che avete impostato nel trattamento.

Cinque
La revisione

Queste cinque regole, naturalmente, valgono in teoria, non sono infallibili e funzionano se, e solo se, sono accompagnate da un’idea originale.
Buona scrittura!

Come presentarsi al meglio all’editore dei vostri sogni

L’avete scritto. L’avete letto e riletto. Ora il vostro romanzo è pronto per affrontare il mondo ed atterrare sulla famigerata scrivania dell’editor.
Bene a questo punto non sprecate tutto: presentatevi al meglio.
Se ve la siete giocata come si deve (magari seguendo questi consigli) non sciupate tutto proprio ora; se volete presentare un bel lavoro (= fare bella impressione) partite dai fondamentali: lettera di presentazione, sinossi e una buona impaginazione.
Ecco qualche dritta a riguardo.

Lettera di presentazione

Non sbrodolate: tre righe su di voi sono più che sufficienti se non avete già pubblicato romanzi con grandi editori; basta nome, cognome, professione e qualche parola su chi siete. Evitate di parlare di voi in terza persona tipo “Mario Rossi si laurea con lode…”. La prima persona andrà benissimo. A seguire dieci righe (ma anche meno, anzi consiglio meno) sul libro. Esempio di riassunto all’osso “Una coppia di ragazzi desiderano sposarsi ma una cattivone si frappone fra loro con tutti i mezzi” Vi ricorda qualcosa?
Mi raccomando: se anche avete vinto un concorso (o più) di poesie quando eravate alle scuole medie non inseritelo nella lettera di presentazione. All’editore, semmai, interessano i vostri trascorsi editoriali (se ce ne sono) e anche qui evitate di citare il bollettino parrocchiale su cui avete pubblicato un racconto ma soltanto le pubblicazioni con editori onesti (leggi non a pagamento) distribuiti a livello nazionale che magari loro andranno a spulciare sui vari store online (se non si trovano su IBS o AMAZON non citateli).
Caso a parte se vi siete autopubblicati su Amazon e siete arrivati in cima alla classifica di vendite ed avete trecento commenti di lettori: in questo caso, statene certi, saranno gli editori a cercare voi…

SINOSSI

Ne ho già parlato qui e lo ripeto: scrivete un riassunto bello e interessante ma che non sia più lungo di quindici righe e intrighi (ma senza mentire). Come? Ispiratevi alla quarta di copertina dei libri in commercio. Un esempio qui.

IMPAGINAZIONE

Il manoscritto è meglio se lo mandate in cartaceo. Se lo spedite via mail mandatelo in formato PDF (così lo leggono sui tablet) con il vostro numero di telefono e la vostra mail a piè pagina insieme al NUMERO della pagina (fondamentale per il cartaceo il numero di pagina!).
Fate poi in modo che il manoscritto sia impaginato bene e gradevole da leggere.
Come? Utilizzate un corpo 12 o 14, font un classico Times (e non uno da bimbominkia) e una  impaginazione professionale (che significa usare le cartelle editoriali: 30 righe per 60 battute qui tutte le spiegazioni)

Tutto chiaro? Allora spedite e buona fortuna!

Sporchi trucchi da editor per smaltire i manoscritti

Avete inviato un romanzo a una casa editrice sperando che venga letto? Bene, ecco allora uno scenario realistico di quello che potrebbe accadere al vostro adorato manoscritto.
Naturalmente ogni riferimento a cose o persone eccetera…
La situazione che si presenta è più o meno questa: una montagna di manoscritti cartacei (oppure una caterva di mail con allegati documenti word) e una sola persona a spulciarli nella speranza di pescare il caso editoriale dell’anno.
Dunque, appurato che non basterebbe una vita per leggere tutto quel materiale come farà il nostro per sfoltire quella massa e ridurla a un numero ragionevole?
Scartata l’ipotesi di leggere le sinossi (che molte volte gli autori neppure mandano e quando lo fanno sono molto DIVERSE dal contenuto del testo) si adottano le maniere forti.
In realtà, di metodi ce ne sono più d’uno e servono sopratutto per farsi un’idea della qualità della scrittura del manoscritto che ci troviamo a esaminare, tuttavia si possono ricondurre a questo concetto: si leggono pagine a caso per valutare la qualità del testo.
Badate bene che la pagina a caso non è mai la prima (che avrete scritto e riscritto) ma  appunto, una pagina random. I più severi (e con meno tempo) vi forniscono una sola chance quella della fatidica pagina 69 (questo me l’ha suggerito il mio amico scrittore Alessio Romano ma sospetto che si tratti solo di suggestione…).
Quella che personalmente trovo più ragionevole (che però è parzialmente in contrasto con la regola delle trenta pagine) è la regola della data di nascita. Come funziona? Semplice: l’editor prende la propria data di nascita (poniamo 14, 7, 60) e legge quelle pagine in ordine inverso solo per saggiare lo stile e non la trama.
Se questo primo test viene superato allora si passa alle famose trenta pagine.
Se anche quelle sono buone, be’ direi che siete sulla buona strada perché qualcuno in casa editrice legga TUTTO il vostro manoscritto…
Che poi questo diventi un bestseller ce ne passa, magari siete davvero fortunati e vi capita uno dei cinque casi che fanno schizzare in classifica il vostro libro ma, per il momento, vi consiglio di tenere i piedi per terra, di preparare una buona sinossi e di curare TUTTE le pagine del vostro libro. Good luck!