Vallanzasca – gli angeli del male
Pubblicato il 21.01.2011
Radeschi's version - il blog di Paolo Roversi

Da oggi è nelle sale  il film di Michele Placido sul bel René. L’ho visto e non so bene cosa pensare. Quindi, per chiarirmi le idee mentre scrivo stilerò una lista di cosa mi è piaciuto e cosa meno.

Kim Rossi Stuart è un gran bravo attore. Credibile e convincente anche quando parla milanes. Il resto del cast, a parte Timi, risulta però un po’ in ombra. Personaggi senza un grande spessore (il film era sul capo certo, ma forse troppo) .  Anche la figura di Turatello mi ha lasciato un po’ freddo: qui sembra più un piacione piuttosto che il referente di Cosa Nostra a Milano, uno che dormiva con una bomba a mano sul comodino…

C’è poi il fatto che tanti nomi sono stati cambiati, cosa legittima per carità, però accostare i nomi di Turatello a Vallanzasca reali ad altri fasulli mi ha un po’ disorientato (è  il caso ad esempio del sequestro di Emanuela Trapani).
Quanto al film in generale che dire? Ben girato, ben recitato, duro e crudo al punto giusto anche se, in fondo, rimane un po’ l’amaro in bocca perché il paragone è inevitabile.
A mio parere non risulta  all’altezza di Romanzo Criminale girato dallo stesso Placido, forse perché non è corale come quest’ultimo. Là c’era la banda e non un solo protagonista (anche se il Libanese spiccava), Vallanzasca, invece, è monodimensionale, tutto incentrato su di lui tanto che  gli altri personaggi risultano essere semplici comparse e alla fine non ci si affeziona a nessuno.
Infine la colonna sonora: dopo aver goduto di quella eccezionale che scandisce le puntate delle due serie di R.C. qui si rimane molto delusi. I Negramaro cantano solo alla fine e durante tutto il film non c’è mai una bella canzone dell’epoca a sottolinerare l’azione. Perchè mi chiedo?
A parte queste considerazioni quello di Placido è un film comunque da vedere, ricco di spunti e di atmosfere. Quanto alle polemiche degli ultimi giorni, secondo me sono insensate. Qui si racconta la vita di un cattivo, è fiction ed è chiaro sin dall’inizio. Se l’argomento urta qualcuno basta che non vada al cinema o che scelga di vedere Checco Zalone

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Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo).
Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia).
Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli).
I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi.
È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.
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Scopri il nuovo romanzo di Paolo Roversi: La confraternita delle ossa (Marsilio)

Autore: Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.