Vallanzasca – gli angeli del male

Da oggi è nelle sale  il film di Michele Placido sul bel René. L’ho visto e non so bene cosa pensare. Quindi, per chiarirmi le idee mentre scrivo stilerò una lista di cosa mi è piaciuto e cosa meno.

Kim Rossi Stuart è un gran bravo attore. Credibile e convincente anche quando parla milanes. Il resto del cast, a parte Timi, risulta però un po’ in ombra. Personaggi senza un grande spessore (il film era sul capo certo, ma forse troppo) .  Anche la figura di Turatello mi ha lasciato un po’ freddo: qui sembra più un piacione piuttosto che il referente di Cosa Nostra a Milano, uno che dormiva con una bomba a mano sul comodino…

C’è poi il fatto che tanti nomi sono stati cambiati, cosa legittima per carità, però accostare i nomi di Turatello a Vallanzasca reali ad altri fasulli mi ha un po’ disorientato (è  il caso ad esempio del sequestro di Emanuela Trapani).
Quanto al film in generale che dire? Ben girato, ben recitato, duro e crudo al punto giusto anche se, in fondo, rimane un po’ l’amaro in bocca perché il paragone è inevitabile.
A mio parere non risulta  all’altezza di Romanzo Criminale girato dallo stesso Placido, forse perché non è corale come quest’ultimo. Là c’era la banda e non un solo protagonista (anche se il Libanese spiccava), Vallanzasca, invece, è monodimensionale, tutto incentrato su di lui tanto che  gli altri personaggi risultano essere semplici comparse e alla fine non ci si affeziona a nessuno.
Infine la colonna sonora: dopo aver goduto di quella eccezionale che scandisce le puntate delle due serie di R.C. qui si rimane molto delusi. I Negramaro cantano solo alla fine e durante tutto il film non c’è mai una bella canzone dell’epoca a sottolinerare l’azione. Perchè mi chiedo?
A parte queste considerazioni quello di Placido è un film comunque da vedere, ricco di spunti e di atmosfere. Quanto alle polemiche degli ultimi giorni, secondo me sono insensate. Qui si racconta la vita di un cattivo, è fiction ed è chiaro sin dall’inizio. Se l’argomento urta qualcuno basta che non vada al cinema o che scelga di vedere Checco Zalone

L'autore Paolo Roversi

Scrittore, giornalista, sceneggiatore e organizzatore di festival crime. Grande appassionato di tecnologia. Tutto in ordine sparso. Bio completa qui

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