Si chiude e si parte (fra rulli di tamburi)

Ancora 48h di passione  e poi mi ritirerò per una settimana in montagna. Non so se sarò raggiungibile telematicamente ma insomma 7 giorni passano in fretta. Ne approfitterò per ricaricare le pile in vista di due importantissimi eventi in programma all’inizio del 2011.
Il primo è la quinta edizione del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival di cui ieri sono stato diffusi i nomi dei trenta autori ospiti (per rimanere informati sulla manifestazione iscrivetevi qui su Facebook).

Quanto al secondo evento (a cui avevo fatto cenno nel precedente post) è con piacere che annuncio l’uscita del mio nuovo romanzo Milano Criminale, per il prossimo 2 marzo con l’editore Rizzoli. Manca ancora più di un mese e mezzo ma oggi, Il Giornale (lo so, lo so…) lo segnala fra i titoli più caldi e interessanti del nuovo anno.  In particolare scrive:  “Con Milano criminale (Roversi) si conferma lo Scerbanenco postmoderno con un libro che racconta gli anni dalla fine dei ’50 al ’72. È la storia romanzata di due bambini che, testimoni della celebre rapina di via Osoppo, scelgono strade diverse: uno diventerà un poliziotto e l’altro un feroce assassino, facilmente riconoscibile in Renato Vallanzasca.”
E’ una prima traccia, molte altre più gustose e più puntuali con il nuovo anno. Intanto auguri.

2011: l’anno del grande romanzo sulla mala milanese

Buoni propositi per queste feste: leggere tutti i romanzi che ho tenuto da parte per rilassarmi, quello nuovo di Don Winslow in primis.
E rileggermi per un’ultima volta: secondo giro di bozze per il mio nuovo romanzo che uscirà il 2 marzo 2011, qualche giorno dopo il NebbiaGialla 2011. Sarà un romanzo di grande respiro, che mi è costato tanta fatica e moltissimo impegno. Racconterà quattordici anni di mala meneghina, l’epopea della ligera. Un mondo criminale straordinario ed epico.
All’estero già importanti editori in Francia e Germania se lo sono accaparrato al salone di Francoforte. E anche un grande editore italiano ci punterà: Rizzoli, la mia nuova casa. Insomma, il 2010 si chiude ricco di soddisfazioni e aspettative, sperando che il nuovo anno sia ancora meglio…
Buon Natale a tutti e, se posso permettermi, invece di buttar soldi per andare a vedere un cinepanettone, leggetevi un bel libro.

Il noir e l’anima, secondo Camilleri

Il noir indaga la parte più oscura della nostra anima“.
A dire il vero non so se l’ha detta Andrea Camilleri questa frase o se invece sono stato io a riassume così liberamente la bella lezione\incontro che lo scrittore  ha tenuto sabato scorso al Black Festival di Roma (dovrebbe esserci anche un video presto in rete).
Un’ora e mezza ricca di spunti e di riflessioni che ho seguito con grande attenzione. Prima avevo avuto modo di parlare con Camilleri, di raccontargli del progetto MilanoNera e insomma di socializzare. Persona squisita il maestro, davvero.  A seguire, dopo il suo incontro, è toccato a me parlare di noir ambientale presentando il mio PesceMangiaCane, ma questa è tutta un’altra storia…

L’ultima presentazione dell’anno al BlackFestival di Roma

I giorni prima del Natale sono sempre frenetici. E non parlo delle corse per l’acquisto dei regali, non è nel mio karma; io, come mi è capitato tante volte quest’anno, mi sto preparando per un nuovo viaggio (neve permettendo).  Archivato il debutto di ieri in società (per così dire) con la  festa di Natale insieme agli autori e ai pezzi grossi della nuova casa editRice dove sono appRodato (ma di questo paRleRò tra qualche gioRno) sto facendo le valigie per la capitale. L’appuntamento per  l’ultima presentazione dell’anno è per domani al BlackFestival di Roma, dove alle 21 presenterò il mio romanzo PesceMangiaCane. Nei paraggi ci sarà anche Andrea Camilleri quindi è davvero TASSATIVO non mancare.

La cronaca nera e il Grande Fratello

Sabato scorso sono stato ospite in veste di relatore all’iniziativa I salotti della comunicazione a Mantova.  Una bella manifestazione in cui sono state coinvolte le scuole e i cittadini. Alla conferenza che ho tenuto sabato mattina era presente anche un giornalista de la Gazzetta di Mantova che ha raccontato in questo bell’articolo il mio intervento.
Il tutto ruota intorno a una domanda fondamentale: “Oggi la voglia di sapere, la morbosità di conoscere i dettagli delle vicende di cronaca nera, risponde a un interesse reale o è un bisogno indotto e alimentato dai media” ?
L’articolo integrale può essere letto qui.