L’ultima presentazione dell’anno al BlackFestival di Roma

I giorni prima del Natale sono sempre frenetici. E non parlo delle corse per l’acquisto dei regali, non è nel mio karma; io, come mi è capitato tante volte quest’anno, mi sto preparando per un nuovo viaggio (neve permettendo).  Archivato il debutto di ieri in società (per così dire) con la  festa di Natale insieme agli autori e ai pezzi grossi della nuova casa editRice dove sono appRodato (ma di questo paRleRò tra qualche gioRno) sto facendo le valigie per la capitale. L’appuntamento per  l’ultima presentazione dell’anno è per domani al BlackFestival di Roma, dove alle 21 presenterò il mio romanzo PesceMangiaCane. Nei paraggi ci sarà anche Andrea Camilleri quindi è davvero TASSATIVO non mancare.

La cronaca nera e il Grande Fratello

Sabato scorso sono stato ospite in veste di relatore all’iniziativa I salotti della comunicazione a Mantova.  Una bella manifestazione in cui sono state coinvolte le scuole e i cittadini. Alla conferenza che ho tenuto sabato mattina era presente anche un giornalista de la Gazzetta di Mantova che ha raccontato in questo bell’articolo il mio intervento.
Il tutto ruota intorno a una domanda fondamentale: “Oggi la voglia di sapere, la morbosità di conoscere i dettagli delle vicende di cronaca nera, risponde a un interesse reale o è un bisogno indotto e alimentato dai media” ?
L’articolo integrale può essere letto qui.

Cronaca nera fra realtà, spettacolarizzazione e fiction

Questo il tema della conferenza che terrò domani, 11 dicemebre 2010, a Mantova nell’ambito della seconda edizione de I Salotti di Comunicazione. Affrettatevi perché i posti sono limitati.
L’evento comincerà alle ore 10.00 presso  l’AULA MAGNA  dell’Istituto Statale D’Arte “Giulio Romano”
Ecco di cosa parlerò:

Avetrana, Cogne, Novi Ligure, Meredith, Rosa e Olindo: nomi e luoghi che sono entrati nell’immaginario collettivo. Cosa ci attira nella cronaca nera? Perché nella realtà come nei romanzi gialli siamo attratti da questo lato oscuro?
I plastici di Porta a porta, gli inviati di Studio Aperto sul luogo del delitto, le confessioni in diretta a Chi l’ha visto: ci interessa davvero tutto questo o è un bisogno indotto dai media? E poi il male sta in città o, come sembra dalla cronaca, solo in provincia? E’ il cittadino che vuole questa sovraesposizione mediatica della Nera o sono i media invece che non perdono occasione per cavalcare l’onda?
A questi ed altri interrogativi cercherà di rispondere Paolo Roversi, scrittore e giornalista, autore di romanzi noir.

Il settimo romanzo

Ormai è pronto. Gli ultimi affinamenti e poi lo chiudo. Sarà il più lungo di quelli che fin qui ho pubblicato. Sicuramente il più maturo, quello maggiormente strutturato, quello che mi è costato più lavoro e impegno in assoluto, sicuramente anche il più bello, di questo sono certo. Sono quindici mesi o forse più che questo libro in un modo o nell’altro mi ossessiona. Tutti i tasselli, ora, sono al loro posto. L’Editore ci crede, l’agente ci crede, all’estero l’hanno già comprato in un paio di Paesi e la faccenda diventa anche interessante su altri fronti… Tutto è pronto, insomma. Da gennaio comincerò ad informarvi quotidianamente sulle evoluzioni e a fornirvi notizie sul romanzo. Data di uscita in libreria e titolo con relativa copertina in primis!

La correzione delle bozze

Staccare la spina è sempre una cosa positiva. Quando ci si riesce. Stamattina quasi guardavo con invidia la gente che, come ogni venerdì, si trascinava in metrò il valigione. Quasi.
Io trascorrerò il ponte a correggere le bozze del nuovo romanzo. Quattrocentoventidue pagine. Il più lungo che abbia mai scritto. A cui vanno aggiunte una serie di appendici simpatiche che abbiamo pensato d’inserire. E i dubbi dell’ultimo momento sul titolo. Mi immergerò nella Milano dei Sessanta e Settanta, assolutamente nera e criminale. Rileggere tutto d’un fiato aiuta a capire se il tono del libro è sempre lo stesso, se non ci sono cadute di stile, se, insomma, tutto fila. Si cominica alla mattina e si finisce quando si finisce. Sperando che durante il cammino non ci si imbatta in troppi contrattempi.

Democrazia diretta editoriale per un titolo

I titoli sono una cosa seria. Specialmente quelli dei libri. Associati a una copertina convincente possono decretare la fortuna o il fallimento di un’opera.
In questi giorni sono in cerca. Alcuni miei colleghi scelgono il titolo ancora prima di mettersi a scrivere, altri lo cercano alla fine. A me, in genere, viene a metà percorso. Una frase a effetto: La mano sinistra del diavolo, niente baci alla francese, l’uomo della pianura. Con il nuovo romanzo ormai chiuso e quasi interamente editato la faccenda non è così semplice. Un titolo ci sarebbe. Buono anche. Ma a me e all’editore sono venuti i dubbi dell’ultimo minuto. Il titolo che ci piace potrebbe essere fuorviante, far pensare a qualcosa di diverso dal reale contenuto. Come uscirne?
Il piano è semplice. Mi rileggerò daccapo il romanzo nei giorni del ponte e poi, se proprio non verrà nulla, mi piacerebbe fare un esperimento: far scegliere al popolo della rete su Facebook e qui sul mio blog il titolo. Fornendo una rosa di alternative. Che ne dite? La democrazia diretta editoriale mi toglierà dagli impicci?