Lambrate Criminale: una presentazione fra mala milanese e birra

Il luogo del delitto è stato il Birrificio di Lambrate di via Golgi.
I banditi che hanno raccontato la mala al pubblico: il sottoscritto e Maurizio Maestrelli della Milano Beer Week.
Il risultato lo potete vedere da voi in questa galleria di foto. Bella serata davvero.

Autunno, tempo di presentazioni: Lambrate criminale e cena milanese con l’autore a La Pobbia

La settimana prossima inizia l’autunno e riprendono le presentazioni di Solo il tempo di morire. Anche se più di presentazioni i prossimi appuntamenti li definirei degustazioni letterarie.
Il primo si terrà al birrificio di Lambrate di via Golgi e sarà un aperitivo “criminale” con l’autore, il secondo sarà una cena con l’autore e si svolgerà nel bellissimo e storico ristorante La Pobbia.
Ma ecco tutte le info.

lambrate_criminaleMercoledì 23 settembre, alle ore 19 andrà in scena Lambrate criminale: una serata di storie di ligera e mala milanese.
Io parlerò dei miei romanzi e sarò introdotto da Maurizio Maestrelli, patron della Milano Beer Week.
Buona birra e grande divertimento assicurato.

 

logo2Sabato 26 settembre, alle ore 20,30 sarò al ristorante La Pobbia per una serata Milano in giallo (qui l’ottimo menù milanese che verrà servito e il numero per prenotarsi entro giovedì 25 settembre) dove, tra una portata e l’altra, vi racconterò le storie della Milano dei banditi. E anche qui si degusterà ottima birra artigianale, quindi non mancate perché l’occasione di cenare in un luogo storico a un prezzo imbattibile non capita tutti i giorni!

 

 

Restart

swap arrows refreshSi riprende. La città si è risvegliata. La metro ha ripreso con gli orari umani (più o meno),  le code ai semafori sono ricominciate, le serrande si sono rialzate, la gente ha riniziato a rispondere alle mail e a chiamarti al telefono. Tutto è ripartito. Nuove collaborazioni, nuove iniziative e un paio di romanzi in cantiere. Sarà un autunno intenso.

Premio Bancarella 2015: un quarto posto che vale come una vittoria

gazzetta_26072015Sono passati dieci giorni dalla notte di Pontremoli in cui è stato assegnato il Premio Bancarella 2015. E per me è stato bellissimo. Partecipare da protagonista (e da vincitore del premio Selezione Bancarella) a una finale così importante davanti a un pubblico di quasi cinquecento persone, be’ è stata davvero una grande emozione. Non ho vinto ma si sapeva: i gialli non salgono quasi mai sul podio più alto, ma va bene così. Mi hanno votato tanti librai, mi hanno scoperto tanti nuovi lettori e ho conosciuto gente fantastica in giro per l’Italia. Sarà per la prossima volta. Adesso mi godo l’estate e i bei ricordi di questo premio Bancarella che mi ha dato davvero tanto.

Terza edizione per Solo il tempo di morire e mini tour in sei tappe

Solo il tempo di morireQuesto romanzo continua a regalarmi delle gran belle soddisfazioni: da oggi, infatti, è partita la ristampa! Quindi in quasi cinque mesi di vita siamo alla terza edizione (la seconda circa un mese dopo l’uscita) ed io sono felicissimo!
Per festeggiare degnamente domani si parte per un mini tour in sei tappe con Solo il tempo di morire  in vista della finale al Premio Bancarella
Sarò ospite al festival Salerno Letteratura con due appuntamenti. Il primo giovedì 25 alle 20 con Romano De Marco, il secondo, venerdì 26, alle 19 con Brunella Caputo, Piera Carlomagno, Luca Crovi, Cristina Marra, Fabio Mundadori per parlare di Calibro 9 – Gialli e noir metropolitani
Sempre venerdì ai Bagni nettuno – Piano di Sorrento – ore 14 sarò  Un autore sul lettino – Paolo Roversi presentato da Claudio Celentano grazie alla Libreria inmondadori – Piano di Sorrento
Sabato 27, alle 11.30 sarò alla Libreria Ubik Monterotondo con Bea Buozzi per Aperitivo Pinkenoir!
Sempre sabato, alle 22, sarò ad Avezzano al festival Sei giornate in cerca d’autore.
La domenica, infine, mi trovate a Frosinone al Tutti i colori del libro – Festival alle ore 12. Insomma se siete da quelle parti nei prossimi giorni ci si vede ok?
Info e link su luoghi e orari le trovate qui

Un rosso speciale: Solo il tempo di morire degustato da Simone Sarasso

Nella tappa novarese del Premio Bancarella, che si è tenuta il 17 giugno 2015, è stato chiesto a giornalisti e scrittori di raccontare il libro di un finalista come se fosse un vino. A me è toccato in sorte il grande Simone Sarasso che ha descritto con le parole che trovate qui sotto il mio romanzo. Confesso che sono ancora un po’ commosso. Grazie di cuore a Simone per questo regalo!

sarassosoloiltempoRaccontare un libro come se fosse un vino, ecco cosa mi è stato chiesto. Io non sono un esperto né di libri né di vini anche se ne scrivo, ne leggo e ne bevo parecchi. Tuttavia, dato il mestiere che faccio, credo di essere in grado di trasfigurare le parole per farvi assaporare (e siamo già dentro, gente!) lati inaspettati dell’ultima fatica letteraria del mio amico Paolo Roversi. Solo il tempo di morire è una ridda di sapori speciali, e inebria fin dalle prime pagine. È un libro sulla mala milanese dal 1972 al 1984. È il seguito di un altro grande romanzo, Milano Criminale, che raccontava gli albori della ligera, la piccola bonaria delinquenza di quartiere, e la sua trasformazione in un gioco pericoloso, pieno di guardie integerrime e ladri pronti a tutto.
Solo il tempo di morire è un romanzo maturo e corposo, la storia nera della città rossa.
Solo il tempo di morire è un rosso vizioso e appassionato.
Ma veniamo alle note di degustazione, per Dio! Non perdiamoci in ciance.
Il naso viene travolto da odore di gomma bruciata, cordite, polvere da sparo. In seguito a un uso smodato e non attento o, semplicemente, frettoloso di questa storia, è tuttavia possibile avvertire addirittura un certo intorpidimento delle vie aeree, sissignore. È un romanzo pieno di neve, e le vicissitudini atmosferiche della capitale morale non c’entrano nulla. La famosa nevicata dell’85 è di là da venire, eppure Milano scia.
La bamba  balla in testa, le narici fanno festa.
E questo, sfogliando leggendo e assaggiando, si sente. Parola mia.
Arriviamo al palato, finalmente.
La bocca vibra di sapori locali. A chilometro zero, oserei dire.
C’è tanta lingua di strada in questo romanzo meraviglioso e mordace, parole che ravvivano le papille gustative. C’è la scighera, la benedetta nebbia milanese che adesso non c’è più. Ci son le dure, da fare rigorosamente accavallati, a viso coperto e col sangue che batte nelle tempie. Ci sono re e gandula, sempliciotti che conferiscono corpo alla bevuta, la rendono fluida, fluidissima e vivace.
Tre, tuttavia sono i gusti protagonisti. Quelli che sovrastano tutto il resto e rendono Solo il tempo di morire un vino… pardon! Un libro unico.
C’è una ventata di Sud: Catania la porta tutta con sé il carattere di Agostino Ebale, re della coca, biscazziere, farabutto pronto a tutto.
E naturalmente c’è il Nord: Roberto Vandelli, il milanesissimo bandito dagli occhi di ghiaccio (già protagonista di Milano Criminale) e Antonio Santi, lo sbirro democristo che non molla mai (con moglie comunista, si capisce) creano un contrappunto eterno, un’antilogia di sapori crudi e semplici. Il buono e il cattivo, l’eterno bianconero.
Franco Tarantino (un nome che è tutto un programma…), il boss delle bische con la Faccia d’Angelo, si occupa di conferire corpo e piccantezza alla beva, chiudendo il cerchio con la definitiva sapidità violenta.
So già che vi pare d’udire echi d’altre bevute, d’altre cantine, d’altre storie. Vallanzasca, Achille Serra, Epaminonda, Turatello… Non fatevi ingannare. Tutto quello che c’è dentro questa boccia… ri-pardon, queste pagine… tutto quello che ci troverete, dicevo, è originale e potentissimo.
E se tra un sorso e l’altro vi solleticherà il palato la triste vicenda d’un editore saltato in aria su un traliccio, o quella d’un anarchico precipitato dalla finestra della questura, o inizieranno a bruciarvi gli occhi per colpa d’una nuvola rosa che aleggia su Seveso….
Se, insomma, questa giostra di colori e sapori straordinari vi porterà indietro nel tempo, be’, amici miei, saprete che Paolo Roversi sa fare il proprio mestiere.
E consiglierete il suo capolavoro a parenti e amici.
Un applauso per Paolo Roversi e il suo rosso speciale, Solo il tempo di morire.