Un nuovo libro, il Politecnico, l’Institut français Milano e il NebbiaGialla sulle note della Radetzky Marsch

Nuovo anno, nuovi impegni. E si parte subito forte. Tanti appuntamenti, un libro in uscita, gli ultimi ritocchi in vista del NebbiaGialla che quest’anno avrà pure una preview milanese
Ma andiamo per ordine. Dalla seconda metà del mese salirò in cattedra (letteralmente) prima per una lezione sulla Milano letteraria e nera al Politecnico di Milano e poi all’ Institut français Milano (il 25 gennaio) dove terrò una conferenza (en fraçais, mais oui) su Simenon.
Ci sarà poco tempo per riposarsi anche perché il 18 gennaio all’hotel Nhow (via Tortona, ora 18.45) si terrà la famosa preview milanese di NebbiaGialla.

Finito direte? Quasi.
In mezzo ci scapperà anche un viaggio all’estero e, soprattutto, il nuovo libro.
S’intitolerà La marcia di Radeschi  ( Mursia) e arriverà in tutte le librerie dal 21 gennaio 2012. Se proprio non resistete potete già prenotarlo su Amazon.

Nell’attesa godetevi la Radetzky Marsch (nome da cui deriva quello del mio personaggio più famoso ovviamente…)

Quello che potrebbe capitarvi la vigilia di Natale…

Dopo il secondo colpo il tizio disteso sul pavimento ha smesso di muoversi. Io non volevo farlo, davvero, ma lui mi ci ha costretto!
Mettetevi nei miei panni: non ero preparato ad un’evenienza del genere. Adesso, che sono calmo, mi sono ricordato di lui. L’avevo già visto prima, in tivvù. Il problema è che non l’ho riconosciuto. Sai come sono quelli che fanno le pubblicità no? Una manica di eccentrici. Arrivano come fossero a casa loro e io mi sono lasciato prendere dal panico. Forse troppo, d’accordo, visto che adesso l’omone vestito di rosso è lungo disteso nel mio salotto.
L’ho colpito alla testa con i ferri per le braci del camino. Due volte, ma non tanto forte. Davvero. Lui, però, c’è rimasto secco. Ora che lo guardo con calma ne sono proprio sicuro: è quello della tivvù.
Sono colpevole, lo ammetto, ma a mia discolpa posso dire che nelle pubblicità si comporta in maniera diversa. Suona alla porta, parla coi bambini e, alla fine, si cucina un piattone di quattro salti in padella. Tutto qui. Che novità è quella di buttarsi giù dal mio camino come uno spazzacamino qualsiasi?

Il resto lo potete leggere scaricando il mio nuovo ebook in vendita da oggi
Paolo Roversi – Ho ammazzato Santa Claus – MilanoNera, € 0.80 , collana Coffee Cup

Su Bookrepublic a questo indirizzo o su IBS qui.
Buona lettura e buon Natale.

Ho ammazzato Santa Claus

Questo il titolo del mio ebook che sarà in vendita on line nei principali store da giovedì 22 dicembre. Verrà pubblicato da MilanoNera è farà parte della nuova collana Coffee Cup (qui trovate tutte le informazioni).

Il prezzo sarà davvero imbattibile: ottanta centesimi, come quello di una tazzina di caffè!

Di cosa parlerà? Be’ direi che il titolo è già abbastanza esplicito; tuttavia ecco qui qualche informazione in più.

Arriva il Natale ma non sempre tutti sono più buoni. Anzi; a volte può capitare che calarsi giù da un camino per consegnare i regali possa rivelarsi molto pericoloso…

Paolo Roversi – Ho ammazzato Santa Claus – MilanoNera in vendita dal 22 dicembre 2011 (comprate qui la vostra copia).

Ultima presentazione dell’anno di Milano Criminale allo Spazio Scopricoop di Milano

Domani sera, mercoledì 14 dicembre, ore 18,00 allo Spazio Scopricoop in via Arona 15 (1° piano) – Milano,  incontro con il sottoscritto che presenterà (ultima presentazione in assoluto per questo romanzo credo) Milano Criminale – Il romanzo (Rizzoli – 2011)

 Converserà con l’autore Laura Silvia Battaglia

Leggerà  pagine dal libro Roberto Carusi

L’ultima occasione per sentirmi parlare di questo romanzo qui a Milano. Vi aspetto anche per gli auguri!

Piazza Fontana

piazzafontanaLa nebbia e il fumo formano una miscela talmente densa che quasi non si riesce a intravedere la sagoma della banca.
Antonio scende dall’auto disorientato. Fa già buio e una puzza insopportabile gli entra nei polmoni. Odore di bruciato misto a qualcos’altro che però non riesce a identificare. Fortissimo.
Insieme a lui c’è l’agente scelto Patrizio Rami, il suo nuovo secondo dopo la scomparsa di Martinez.
«Questo non può essere stato causato dallo scoppio di una caldaia!»
Più ci si avvicina, più la scena che si trovano di fronte è surreale. Urla di persone ferite, lamenti di uomini rimasti a terra, nel sangue, alcuni che cercano di guadagnare l’uscita per scappare dall’inferno. Appena varcano l’ingresso di quella che una volta era la sede di una fi liale della Banca dell’Agricoltura si trovano al cospetto di un mosaico di vite spezzate, tanti tasselli che si mischiano in un unico desolante quadro. Persone dilaniate, gambe scaraventate al secondo piano dell’edificio, braccia, mani, brandelli di uomini che pochi minuti prima dell’esplosione stavano aspettando in fi la il loro turno agli sportelli.
I due poliziotti capiscono che quella che sentono è puzza di carne bruciata. Di fronte a tanto orrore l’unico pensiero di Antonio diventa quello di soccorrere i feriti mentre Rami deve mettersi in un angolo, piegato in due.
Santi si precipita alla ricetrasmittente. Ciò che ha visto è sufficiente a convincerlo che serviranno almeno un centinaio di ambulanze per soccorrere tutti; ma dalla centrale operativa non gli credono.
«Cento ambulanze per lo scoppio di una caldaia? Avanti Santi, non essere tragico!»
Pensano si tratti delle solite reazioni spropositate di chi non ha mai visto niente in vita sua.
Piazza Fontana si riempie di gente prima ancora che arrivino tutti i soccorsi. Migliaia di persone accorse da tutto il centro cittadino per capire cosa sia successo.
Intorno solo devastazione.
(…)
La città si ferma, attonita. Arrivano in massa dalla questura. Squadra Mobile, Volanti, Ufficio Politico, nessuno escluso.
«Finalmente hanno capito la gravità della situazione » sussurra Rami, bianco come un cencio.
Se ci si guarda intorno pare che il tempo si sia fermato.
Si legge lo sgomento sui volti della gente, ma anche su quelli delle forze dell’ordine. Non ci sono parole.
Dopo quel tonfo sordo e così forte da far tremare i vetri delle abitazioni tutt’intorno, la gente ha cominciato a confluire lì da ogni parte di Milano. Tutti, come automi, si stanno riversando nel grande spiazzo per vedere cosa sia stato quel botto.
Da ogni vicolo arrivano ambulanze, autopompe dei vigili del fuoco, auto della polizia e dei carabinieri. La gente urla, le sirene urlano, i vigili urlano, i feriti urlano…
“La fine del mondo” pensa Antonio, “me la immagino così.”
In pochi minuti la piazza è illuminata a giorno da riflettori tanto potenti da farla assomigliare a un set cinematografico. Si sente un gran brusio di voci, ovunque.
«L’è stada ’na bumba» dice qualcuno.
«Ma che bumba, pirla, l’é sciupada la caldaia del gas» ribatte un altro.
E di fronte a quel disastro, al fumo, ai morti, alle sirene, ai pianti, ad Antonio ritorna in mente una frase di Nicolosi: «In Italia nessuno è innocente».
Quella piazza grondante sangue e quel palazzo sventratone sono la dimostrazione.
«Scoppio di una caldaia? Ma non diciamo cazzate!»

Da Paolo Roversi – Milano Criminale – Marsilio– pg.275-277

The Big Apple

Parto per un po’, destinazione: New York, la Grande Mela e poi una puntatina a Boston. Non ci sono mai stato e sono molto emozionato, devo confessare. Saranno giorni col naso all’insù, di appunti frenetici e foto. Di video e sorprese da scoprire e da fare. Terrò un diario da 140 caratteri di quello che capita e di quello che succede. Lo troverete sul mio profilo Twitter a questo indirizzo: https://twitter.com/#!/paoloroversi.
See you soon.