Bello, intenso, faticoso, emozionante, imprevedibile, imprevisto, partecipato, gremito, sussurrato, urlato, cantato, ritmato, stimolante, veloce, recitato, visuale, gastronomico, radiofonico, televisivo, giornalistico, inaspettato, etilico, amicale, sincero, vero.
In due parole: NebbiaGialla 2011.
Grazie a tutti per aver reso possibile una così bella tre giorni in giallo e noir.
NebbiaGialla 2011, si va in scena
Ci siamo. Come ogni anno all’inizio di febbraio, da un lustro a questa parte, parte il NebbiaGialla. Ogni volta sono emozionato ed eccitato. Ogni anno (a fianco una foto che mi è molto cara scattata alla prima edizione del festival dove sono in compagnia di Marcello Baraghini editore di Stampa Alternativa) riesco a stupirmi di quell’atmosfera che si crea in quelle intensissime ore in giallo e nebbia (che domani non ci sarà per fortuna).
Si parte domani sera alle 21. Sorprese a raffica, fidatevi. E per chi non potrà esserci cercherò di postare (a notte fonda, sempre che il sonno non mi porti via prima) qualche nota su quello che accade. Qui e su facebook.
A chi ci sarà, invece, dico solo: preparatevi, quest’anno sarà un’edizione eccezionale!
La settimana del NebbiaGialla
Cinque anni. Un traguardo importante di cui vado orgoglioso perché NebbiaGialla, grazie al lavoro e all’impegno di molte persone, è diventato uno dei festival giallo e noir di riferimento del panorama nazionale. Prova ne sia il fatto che molti autori, quando li invito, mi rispondono che si sentono lusingati di partecipare a questa manifestazione che, per certi versi, è entrata nell’immaginario collettivo degli scrittori e degli appassionati di giallo.
Il segreto penso risieda nella struttura snella del festival e, nel fatto, che non ci sono mai ostacoli insormontabili da superare. La città – l’amministrazione comunale in primis– si mettono al servizio dell’iniziativa riuscendo a rendere possibili cose che in realtà più grosse ed importanti richiederebbero il triplo dei soldi e il doppio del tempo per organizzarle. Quest’anno avremo trenta scrittori – trenta nomi importanti del panorama nazionale ed europeo visto che molti sono tradotti in quasi tutte le lingue – quanti festival conoscete che riescono a mettere in piedi una macchina organizzativa simile, considerando che Suzzara è un comune di meno di ventimila abitanti? Nessuno. Siamo una realtà unica in Italia e questo forse è anche possibile grazie alla disponibilità di tanti autori – che considero amici e che ho la fortuna di frequentare anche durante l’anno vista la mia attività di scrittore – che sono entusiasti di venire. Bene, se siete curiosi di conoscerli vi aspetto da venerdì 4 a domenica 6 febbraio a Suzzara al NebbiaGialla Suzzara Noir festival.
Milano Criminale e la rapina di via Osoppo: il video
Il romanzo Milano Criminale si apre con questa scena, la rapina del secolo, il colpo più importante mai messo a segno in Italia. Uno dei banditi era a volto scoperto e i quotidiani dell’epoca il giorno dopo ne pubblicarono un ritratto parlante (come si chiamavano all’ora gli identikit).
E nella prima puntata del docutrailer dedicato al libro (in uscita il 2 marzo) non si poteva non raccontare che aria si respirasse a Milano quel giorno…
Da domani il primo clip del docutrailer di Milano Criminale
Da domani sarà on line su MilanoNera, Milano Criminale e su alcuni altri siti (tra cui quello Rizzoli) la prima puntata del docutrailer dedicato al mio romanzo in uscita il 2 marzo. Innanzi tutto cos’è un docutrailer? La risposta qui.
Domani intanto avrete la possibilità di vedere il primo di un percorso video in sei puntate che racconterà il romanzo, uno a settimana fino al D-Day. Per stimolare la vostra curiosità 😉
Vallanzasca – gli angeli del male
Da oggi è nelle sale il film di Michele Placido sul bel René. L’ho visto e non so bene cosa pensare. Quindi, per chiarirmi le idee mentre scrivo stilerò una lista di cosa mi è piaciuto e cosa meno.
Kim Rossi Stuart è un gran bravo attore. Credibile e convincente anche quando parla milanes. Il resto del cast, a parte Timi, risulta però un po’ in ombra. Personaggi senza un grande spessore (il film era sul capo certo, ma forse troppo) . Anche la figura di Turatello mi ha lasciato un po’ freddo: qui sembra più un piacione piuttosto che il referente di Cosa Nostra a Milano, uno che dormiva con una bomba a mano sul comodino…
C’è poi il fatto che tanti nomi sono stati cambiati, cosa legittima per carità, però accostare i nomi di Turatello a Vallanzasca reali ad altri fasulli mi ha un po’ disorientato (è il caso ad esempio del sequestro di Emanuela Trapani).
Quanto al film in generale che dire? Ben girato, ben recitato, duro e crudo al punto giusto anche se, in fondo, rimane un po’ l’amaro in bocca perché il paragone è inevitabile.
A mio parere non risulta all’altezza di Romanzo Criminale girato dallo stesso Placido, forse perché non è corale come quest’ultimo. Là c’era la banda e non un solo protagonista (anche se il Libanese spiccava), Vallanzasca, invece, è monodimensionale, tutto incentrato su di lui tanto che gli altri personaggi risultano essere semplici comparse e alla fine non ci si affeziona a nessuno.
Infine la colonna sonora: dopo aver goduto di quella eccezionale che scandisce le puntate delle due serie di R.C. qui si rimane molto delusi. I Negramaro cantano solo alla fine e durante tutto il film non c’è mai una bella canzone dell’epoca a sottolinerare l’azione. Perchè mi chiedo?
A parte queste considerazioni quello di Placido è un film comunque da vedere, ricco di spunti e di atmosfere. Quanto alle polemiche degli ultimi giorni, secondo me sono insensate. Qui si racconta la vita di un cattivo, è fiction ed è chiaro sin dall’inizio. Se l’argomento urta qualcuno basta che non vada al cinema o che scelga di vedere Checco Zalone…
