Milano Criminale raccontata da Roversi, Vallanzasca e Scorpinati su Radio 24

Sabato scorso è andata in onda su Radio 24 una bellissima puntata della trasmissione Storiacce condotta da Raffaella Calandra e dedicata a Milano Criminale.  Qui di seguito la sinossi e l’audio-video della puntata. Da riascoltare assolutamente!
“Vista con gli occhi di oggi, sembra avvolta dal manto di un’epica nera quella Milano Criminale, dove i banditi si prendevano la città con la forza e i poliziotti si dividevano, tra il sangue delle gang e gli albori del terrorismo. Una Milano, spesso evocata e attaccata. Una Milano ereditata. E ora anche raccontata in “Milano Criminale”, l’ultimo libro di Paolo Roversi edito da Rizzoli. Storiacce di questa settimana va in giro per Milano — tra passato e presente, tra il racconto di Roversi e le testimonianze di due protagonisti, intervistati da Raffaella Calandra: Renato Vallanzasca– il bandito della Comasina; e Antonio Scorpaniti, per 20 anni alla Squadra Omicidi di Milano.”

A Roma e Napoli con Milano Criminale

Dopo una serie d’incontri sotto alla Madonnina, si parte per un mini tour all’insegna di Milano Criminale.
Domani sera, alle 19, sarò al Maxxi 21 cafè a Roma, il locale situato all’interno del museo MAXXI dove insieme a Federica De Sanctis e Otello Lupacchini parlerò del mio nuovo romanzo. A seguire musica anni Settanta e una serata all’insegna di Vandelli e Santi
Si prosegue quindi venerd ìalle 18.30 alla libreria Bottega dei Sogni a San Giorgio Cremano (Na) per una presentazione “verace” con gli amici e i lettori partenopei (qui il sito con le info).
Spero di vedervi a uno dei due appuntamenti.

Essere un opinion leader (senza saperlo)

La notizia è di oggi. C’è una classifica, ci sono parametri ben precisi per la selezione.
Il titolo è altisonante: “la classifica dei 35 influencer su Facebook nel nostro Paese“.
La ricerca si propone d’individuare, cito “opinion leader digitali, capaci con i loro post e status di influenzare l’opinione pubblica”. E i nomi? Jovanotti, Sofri, Concita De Gregorio, Vittorio Sgarbi e (oltre ad altri trenta) il sottoscritto. Uno dei pochi scrittori.
Non so bene cosa dire o pensare. Non so come sia stata stilata questa classifica e che valore abbia… L’unica cosa di cui sono sicuro è che farà rosicare un sacco di gente (anche se non so bene per quale ragione)

Nel pezzo si legge inoltre:  “Se è vero che in Italia è stimato siano 10.000 gli opinion leader riconosciuti (intellettuali, scrittori, artisti, creativi, politici, imprenditori, personaggi di spettacolo, giornalisti, docenti esponenti del mondo giovanile, religiosi, sportivi…), sono molto meno sul web (dove in realtà sono connessi 23 milioni di italiani) e su Facebook, dove operano in 6 milioni di italiani.Solo 500 soggetti su social, con una rete globale di 2 milioni di “amicizie”, riescono infatti a plasmare il pensiero comune, dettando visioni e trends con una influenza culturale il cui effetto diventerà visibile sempre di più nei prossimi mesi. Elezioni politiche comprese. Lo stesso effetto con il quale in una comunità di pesci, finisce per cambiare repentinamente direzione, come un corpo solo, seguendo gli stimoli coordinati di pochi esemplari.
L’integrale dell’articolo può essere letto qui.

Il mestiere di scrivere. Oggi.

Gli scrittori in erba, gli esordienti chi, insomma, è agli inizi nell’avventura letteraria pensa che una volta arrivati alla pubblicazione il più sia fatto. Be’ se ne siete convinti anche voi smettete di leggere perché il resto di questo post non vi piacerà.
Il ruolo dello scrittore, al giorno d’oggi, è diventato qualcosa di molto più complesso. Ora non basta scrivere un libro (se è buono è meglio ma per vendere non è necessario che lo sia…), mandarlo all’editore e continuare la propria vita come se niente fosse. Certo potete farlo ma probabilmente la vostra opera farà poca strada. A meno che non siate già un nome affermato, uno che è stato in classifica (e ci è rimasto per molto tempo). Una volta che il libro viene pubblicato inizia, infatti, una parte importante del lavoro: la promozione. In cosa consiste? E’ presto detto: presentazioni, incontri, interviste coi giornalisti…
Il tuo libro, e tu stesso in quel frangente, diventi un prodotto. E se piaci, la gente ti compra.
E’ il mercato bellezza.
A volte è dura, davvero dura, pensando che magari tu ci hai messo un anno e mezzo a scrivere (e a sudare e a non dormirci la notte) un libro (come questo) e tutto si decide in pochi secondi. In una battuta ad effetto o in un passaggio televisivo (nella trasmissione giusta, una ne esiste e tutti sanno qual è) che ti farà svoltare.
E nell’attesa? Un solo consiglio: continuare a scrivere. Tenere duro. Cercare continuamente di migliorarsi. E vale per tutti.

E se Enrico Radeschi incontrasse Bacci Pagano?

L’idea che Enrico Radeschi incontri Bacci Pagano devo dire non mi sembra male. Entrambi amano la vespa e la buona cucina. Direi che ci possiamo pensare e magari stasera, dopo la presentazione di Milano Criminale alla Fnac di Genova lo proporrò al mio amico Bruno Morchio.
Andremo a cena insieme e chissà che, fra trenette al pesto e polpo, non venga fuori un’idea per un romanzo a quattro mani…
Sarà forse una storia di banditi come titola oggi il Secolo XIX annunciando l’evento?
Vi terrò informati.

La Milano oscura? La racconto in un pezzo su Vogue

Oggi sul portale di Vogue, il prestigioso mensile di moda, è stato pubblicato un mio articolo sulla Milano Criminale.
Il pezzo è corredato da una bella galleria fotografica dell’epoca.
Ecco le prime righe dell’articolo.

Cosa ci ha affascinato – e ci affascina tuttora – in alcuni dei più celebri episodi di nera avvenuti a Milano negli ultimi cinquant’anni? Sicuramente il mistero, l’enigma ma anche l’audacia e la sfrontatezza dei protagonisti di quei colpi entrati ormai nell’immaginario collettivo. Il crimine, sotto la Madonnina, lo si respira ancora oggi in centro come in periferia, nei bar di quart’ordine come nei locali alla moda ma quando è cominciato tutto?

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