In sella al Giallone a… Firenze

Mi aspettano quattro giorni in Toscana per le feste. Dal 31 dicembre al 3 gennaio sarò infatti a Firenze ospite degli amici vespisti fiorenitini. L’evento clou si svolgerà sabato 2 gennaio. Di seguito tutte le info.

Il XII Cimento Invernale del Vespista avrà due ospiti che daranno un taglio culturale alla giornata di sabato 2 gennaio.

Paolo Roversi, giornalista, scrittore e giallista affermato, che presenterà “L’uomo della pianura”, il quarto romanzo giallo che ha per protagonista il personaggio di Enrico Radeschi, giornalista e hacker sempre in sella alla sua inseparabile Vespa gialla del ’74, il giallone: “una vicenda ricca di suspence e colpi di scena che comincia a Milano e si conclude nella bassa mantovana, terra di origine di Roversi, che ne sa raccontare con piglio acuto e umorismo quanto coglie il suo occhio attento, a cominciare dalla descrizione dei tanti personaggi che fanno da contorno in questa storia e la arricchiscono di divertenti aneddoti”.

Lorenzo Franchini parlerà del suo libro (opera prima) “Hasta la Fin del Mundo… in Vespa!”, la storia del viaggio compiuto insieme agli amici di Vespaonline da Buenos Aires alla Terra del Fuoco attraverso la Pampa e la Patagonia: “…la rincorsa di un sogno, una pazzia su due ruote che riempie gli occhi e scalda il cuore. Un viaggio dell’anima nella polvere e nel vento della Patagonia”.

Su facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=228308309000&ref=ts

Quella sbronza colossale: vince il Taccuino!

Officina Enoica e jalla!jalla! (il programma di Radio Popolare) sostengono i vignaioli i cui prodotti siano frutto di una viticultura e di uno stile di vita improntati al rispetto della natura, dell’ambiente e delle biodiversità, come insegnava Luigi Veronelli. Officina Enoica ci ha regalato quattro libri dalla Biblioteca di Veronelli. Li regaliamo ai nostri ascoltatori, uno al giorno di qui alla vigilia, in cambio di un racconto (senza censure) sulla sbronza peggiore della vostra vita. E chi vince? Il Taccuino di una sbronza!

Questo era lo strillo mandato in onda e poi pubblicato sul blog della trasmissione. Io non ne sapevo nulla fino ad oggi quando i curatori del programma mi hanno chiamato per informarmi che il mio Taccuino di una sbronza aveva vinto il contest e mi dovevano inviare il libro di Veronelli. Sono soddisfazioni no?

Gran Tour Atto II de L’uomo della pianura

Il video racconto della seconda parte del tour di Paolo Roversi con il suo romanzo L’uomo della pianura (Mursia) che ha toccato Forlimpopoli,Sassari, Roma, Napoli e Lugano.
Il romanzo

E’ tornato, rigorosamente in sella alla sua vespa gialla del 74. Enrico Radeschi, il giornalista hacker, è alle prese con una storia di violenza, rapimenti e omicidi, ambientata tra la Bassa Padana e la Milano nera di ieri e di oggi. Tra bische clandestine, partite di eroina e giochi di potere, Radeschi affronta con coraggio e scaltrezza un criminale feroce: Hurricane. Crudele, spietato, imperturbabile. Il nemico pubblico numero uno. Paolo Roversi, con il suo nuovo romanzo, L’uomo della pianura, torna prepotentemente sulla scena letteraria milanese.

Schierarsi dalla parte del vaffanculo

A volte non trovo le parole, quando parlo con la gente.
Allora mi cito addosso e incollo qui qualche riga del mio romanzo “L’uomo della pianura“.
Concetti che disegnano una filosofia che mi dico, dovrei seguire più assiduamente

Radeschi brindava a Hoogarden in un bar anni ottanta di via Plinio.
«Al tirava innanz» come si dice nella Bassa.
Un brindisi da solo, ci stava da Dio. E magari anche un ristornate greco. Un ghiros per ricordarsi delle ferie. Forse l’avrebbe fatto. L’alcool scorreva come si conveniva e lui aveva deciso di mettersi dalla parte del vaffanculo. Che è una parte rischiosa ma che non scende a compromessi. Quando ti schieri da quella parte è tutto bianco o nero. Tutto giusto o sbagliato. Tutti grandiosi geni o miserabili stronzi. Le vie di mezzo non esistono. Sono per i senza cocones. Mettersi dalla parte del vaffanculo ti fa sentire leggero ma devi sopportarne le conseguenze. Rifiutando gli stronzi con cui non puoi più mediare; basta con le vie di mezzo, basta stare a sentire quell’idiota che un giorno ti potrebbe tornare utile, basta col dare corda a piccoli uomini in un mondo di nani.
Con le donne era diverso. Con alcune di loro si percorrono solo brevi tragitti. Estati, inverni. Una stagione di sesso, ubriachezza spensierata, grandi promesse. O nessuna.
Radeschi non prometteva mai. Semmai ometteva perché mantenere è sempre difficile, se non impossibile. Già era difficile finire la stagione.
Mille telefonate e messaggi, cene, brindisi, profumi. Notti brevi e serate lunghissime per parlare, raggiungersi, stare insieme. Poi da un giorno all’altro la stagione cambia, le telefonate si fanno meno frequenti, la voglia di vedersi che sciama, il desiderio di tagliare la città da parte a parte che viene meno.
Non restavano nemmeno le promesse, almeno. Con Carla era andata così. Dopo le vacanze, non programmate ma capitate, la bella stagione si era conclusa. Ed erano cominciate le piogge.
Fino alla sera precedente.