Squali e tornadi ovvero l’incrollabile fede nelle proprie idee

La scena è questa.
Sala riunioni di una major americana, cervelloni e creativi intorno a un tavolo alla ricerca di un’idea strabiliante per il prossimo film.
Dopo qualche chiacchiera infruttuosa, e qualche donuts,  ecco che uno dei ragazzotti in sneakers e t shirt fuori dai pantaloni prende la parola e inizia a raccontare.
Ha una visione. Pensa a un b-movie di quelli che non si sono mai visti. Descrive un’idea che non sta né in cielo né in terra (o meglio né in cielo né in acqua).
Gli altri lo ascoltano, scuotono la testa, si guardano come a dire “ma questo è matto!”.
Il ragazzino però argomenta, crede in quello che dice, spiega come lo gireranno ed entra nel dettaglio nella trama. S’infervora, racconta. Ha già pensato a tutto. E l’auditorio si convince: solo perché un’idea non è mai stata sviluppata non è detto che non sia buona o che non funzioni. E infatti di quel film ci hanno fatto pure il seguito (come da locandina qui sopra).
Il tizio in sneakers gongola, la sua idea ha preso vita perché lui ci ha creduto, l’ha sostenuta e non ha avuto vergogna di alzarsi in piedi e dire davanti alle facce sbigottite degli altri “Facciamo un film con un tornado pieno di squali!”
Questo funziona anche per i romanzi: le idee ambiziose, strampalate, folli a volte funzionano da Dio. Purché nessuno ci abbia pensato prima e a patto che voi siate davvero convinti di quello che racconterete!

Cinque intere pagine di “Mistero” sulla Confraternita delle Ossa

mistero3La rivista Mistero (nata dall’omonimo programma che va in onda su Italia Uno) nel numero di ottobre che trovate in edicola in questi giorni dedica ben cinque pagine ai “misteri” raccontati nel mio thriller La confraternita delle ossa.
Oltre a un approfondimento sulla confraternita dei disciplinati il pezzo, scritto da Alessandro Bongiorni, è arricchito da una lunga intervista al sottoscritto. Ecco un paio di passaggi.

 

 

Com’è nato “La confraternita delle ossa”?
Quando ho messo piede per la prima volta in San Bernardino alle Ossa, e dopo aver approfondito la storia di quella chiesa, ho avuto un’illuminazione. È un luogo estremamente tetro e interessante. Di Milano è stato raccontato di tutto, e mi sembrava che nessuno avesse descritto veramente la storia di questo posto. Non potevo non farlo quindi. Le storie ti vengono a cercare. Poi quando scopri che anche San Carlo Borromeo, uno dei personaggi più in vista della storia della città, era un disciplinato… Ho intravisto subito il potenziale

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Tre parole, con una breve spiegazione, per descrivere Enrico Radeschi.
«Ne scelgo tre che iniziano tutte con la stessa lettera. Incosciente: perché si butta a capofitto nelle indagini anche mettendo in pericolo la propria vita. Ironico: perché anche quando la situazione è nera non risparmia mai una battuta di spirito. Imprevedibile: perché quando è dietro una tastiera del PC o in sella alla sua vespa gialla non sai mai cosa potrà fare»

 

L’effetto Kaiser Soze al servizio del romanzo perfetto

Io lo chiamo effetto Kaiser Soze e serve a portare a termine un romanzo senza sbavature, con tutti gli ingranaggi che girano in maniera perfetta e sincronizzata, e a lasciare il lettore a bocca aperta grazie a un colpo di scena finale!
Piccola avvertenza: se non avete visto il film I soliti sospetti date (subito) un’occhiata al video che trovate qui sotto in cui si racconta chi è questo personaggio (ma ricordate che NULLA è mai come APPARE o come vi VIENE FATTO CREDERE CHE SIA!)
Bene, ora che ci siamo chiariti torniamo all’effetto Kaiser Soze.
Ecco la mia personalissima definizione:

L’effetto Kaiser Soze è rappresentato da una serie di accorgimenti narrativi che ti permettono di costruire una trama ad orologeria con tanto di effetto finale spiazzante.

E come si fa?
Be’ non mi stancherò mai di ripeterlo: il primo passo è costruire una rigida e ben strutturata scaletta (come si fa l’ho spiegato qui e anche qui e, a quanto pare, pure qui).
Una volta che avete imbastito la vostra scaletta iniziate a pensare: che elemento posso aggiungere a ogni capitolo in modo che questo si chiuda con un colpo di scena?
E quale sarà il GRANDE colpo di scena finale che costruirò, mattone dopo mattone, con qualche frase piazzata ad hoc in ogni capitolo?
Insomma: pianificate tutto. Nel dettaglio e a priori.
Non è così complicato se ci pensate: avete la scaletta quindi conoscete il percorso, chiaro e ben definito. Sapete da dove partirete e dove arriverete. Dovete solo scatenare la fantasia: mischiate carte, sparate fumo negli occhi al lettore (ma senza barare perché TUTTO deve tornare alla fine) e introducete elementi d’ambiguità. Vi aiuti in questo una massima che viene utilizzata proprio in questo film:

La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste

Facile? No. Non lo è affatto ma senza un po’ di fatica e d’impegno non si ottiene nulla!

Radeschi e la sua arte da hacker salgono in cattedra alla Scuola Normale Superiore di Pisa!

Mai avrei immaginato che scrivere romanzi crime mi avrebbe portato a tenere una conferenza alla prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa. Eppure è successo grazie a Enrico Radeschi, il mio personaggio hacker: sabato 8 ottobre a partire dalle 17 sarò protagonista di un evento intitolato LE REGOLE DELL’INDAGINE PERFETTA DALLA REALTÀ CRIMINALE ALLA FINZIONE DEL NOIR insomma la finzione diventa realtà. L’evento è inserito all’interno dell’Internet festival (il paradiso del nerd e, infatti, la mia anima da smanettone ne gioisce).
Ecco di cosa dibatteremo:

Cosa fa di un investigatore un buon investigatore? Che si tratti di un personaggio frutto della mente di una scrittrice o di un giornalista in carne ed ossa che indaga su criminalità organizzata e corporate crime, esistono per entrambi gli affilati strumenti del mestiere. I buoni, i cattivi, i mandanti, le vittime, gli indizi, le chiavi di lettura, lo schema narrativo e gli strumenti di indagine sono gli elementi a disposizione per tessere le trame e dipanare i fili del racconto del crimine reale o di finzione.

La mia giornata pisana, tuttavia, non si esaurirà qui. Io e Radeschi, infatti, a partire dalle ore 18 saremo ospiti alla Libreria Feltrinelli di Pisa per presentare il romanzo La confraternita delle ossa da cui è scaturito l’invito a questa bella iniziativa. Qui tutte le info.
Vi aspetto!

La fondamentale importanza del coinvolgimento dei lettori (che ti organizzano un tour alla Dan Brown!)

Avete pubblicato? Siete pronti a buttarvi nella mischia? Bene allora pensate subito ai vostri lettori (possibili e probabili) e coinvolgeteli.
Su come arrivare alla pubblicazione di un libro ho parlato in diverse occasioni (in particolare qui e qui) e oggi mi vorrei concentrare su un argomento che ho già affrontato qualche giorno fa (e che ha già fatto molto proseliti anche fra scrittori che pubblicano con prestigiose case editrici grazie all’idea del crowdfunding di followers) : il coinvolgimento in prima persona dei lettori.

In un’epoca che va veloce come quella attuale dove tutti siamo sempre piegati sullo smartphone o distratti da mille serie TV, leggere è diventato quasi un piacere di nicchia. E quella nicchia va coltivata.
L’ho sempre saputo ma me ne sono reso conto in particolare con il lancio del nuovo romanzo La confraternita delle ossa che, credo grazie al passaparola e al sostegno dei lettori, è andato in ristampa dopo appena due settimane dalla pubblicazione (caso davvero raro di questi tempi se non sei un nome da ALTA classifica) .
L’idea iniziale nasce da un amico e collega scrittore Massimo Polidoro che l’aveva messa in atto per il suo primo romanzo: creare un gruppo di lancio a sostegno del libro. Ho accettato la sfida ed è nata così, ormai qualche mese fa, la confraternita dei lettori un gruppo di persone che ha letto e discusso del romanzo in anteprima. Grazie a loro sono successe (e continuano a succedere) cose bellissime come quella che è andata in scena domenica scorsa quando una manipolo di appassionati ha dato vita al primo tour dei luoghi radeschiani del romanzo!
Una passeggiata di un’ora e mezza nel cuore di Milano sul genere di quella che fanno a Parigi per il tour del Codice da Vinci di Dan Brown.
Ecco qualche foto del tour (che ripeteremo, se siete interessati iscrivetevi qui per il prossimo la cui data è in via di definizione)

La confraternita dei lettori non si è limitata a questo: hanno creato una playlist delle canzoni del romanzo e il prossimo 16 novembre andrà in scena la prima cena con delitto con protagonista Radeschi (di cui vi riferirò a breve location e menù)!
Cosa aggiungere se non questo: valorizzate e coltivate il rapporto con i vostri lettori perché loro possono decretare il successo del vostro romanzo!

Il crowdfunding di followers e un altro paio di consigli per far decollare il vostro romanzo

Avete pubblicato un romanzo? Allora è arrivato il momento di essere davvero creativi magari pensando a un crowdfunding di followers…
Ma andiamo per ordine.
Scrivere un romanzo e quindi pubblicarlo rappresenta solo (purtroppo) metà dell’opera. Nel mondo d’oggi non basta essere creativi a monte, cioè quando si pensa e si scrive il libro, ma anche a valle cioè quando il romanzo arriva in libreria. Vi sembra folle? Per molti versi lo è ma se decidete di intraprendere questo mestiere sappiate che dovrete tenerne conto.
In Italia vengono pubblicati migliaia di libri ogni mese e la concorrenza sugli scaffali delle librerie è spietata: se nei primi trenta giorni il vostro libro non si muove (come si dice in gergo) cioè non vende copie dal 31° giorno ci sono forti probabilità che venga riposto in uno scatolone per essere reso all’editore. Una delle spietate leggi dell’editoria.
Se poi pubblicate con un piccolo editore quindi poco distribuito e poco visibile in libreria il vostro compito risulterà ancora più arduo.

Che fare allora?

Be’, come dicevo all’inizio di questo post: dovete essere creativi. Escogitare dei modi per far sapere al mondo che esiste il vostro romanzo e che tante persone potrebbero essere interessate a leggerlo. Suscitare la curiosità insomma. Ecco tre consigli pratici.

Frequentate le librerie (specialmente quelle indipendenti)

Sono luoghi di grande ispirazione: frequentatele, comprate (e leggete) libri, chiacchierate coi librai. Poi, al momento opportuno, presentatevi spiegando che anche voi siete autori e avete scritto un romanzo. I librai (quelli veri) sanno far volare un libro…

Frequentate le presentazioni degli altri autori e i festival letterari

In termini generali: perché qualcuno dovrebbe venire alle vostre presentazioni o comprare i vostri libri se voi non avete mai fatto lo stesso per loro?
Infatti non succede: se però vi conoscono, sanno chi siete, vi hanno visto in giro è più facile che si convincano a farlo…

Coinvolgete gli amici e le loro bacheche social

Questo esperimento l’ho messo in pratica recentemente (e si è concluso proprio ieri con ottimi risultati) per il mio ultimo romanzo La confraternita delle ossa. In cosa consiste esattamente?
Forse non lo sapete ma esiste un modo nuovo per promuovere libri, idee e
opinioni: si chiama Thunderclap ed è sostanzialmente un sistema di
crowdfunding… di followers. Basta un click e il gioco è fatto!
In pratica i vostri amici cliccano e danno la disponibilità a mettere a disposizione la loro bacheca di Facebook, Twitter o Tumblr. Al raggiungimento dell’obiettivo (100, 250 o 500 persone) su TUTTE le bacheche delle persone che hanno cliccato apparirà un messaggio promozionale del vostro romanzo. Bello no?
Qui il link della mia campagna: https://www.thunderclap.it/projects/46994-la-confraternita-delle-ossa

thunderstats2Questi i risultati: 108 persone coinvolte e il mio messaggio promozionale visibile sui social a un pubblico potenziale di 315000 persone. Non male vero?
Bene, ora datevi da fare ed escogitate i vostri metodi per far sapere al mondo che avete scritto un libro!