Scrivere è un lavoro a tempo pieno. E non si finisce (quasi) mai. Un romanzo, un racconto, un pezzo per il giornale…
Ma quello che conta sono le storie, il resto è solo rumore di fondo. Quando quella storia ce l’hai, tutto quello che ti sta intorno passa in secondo piano. Come il corridore che vede il traguardo lì, alla portata.
Io quella storia ce l’ho, sono anni che me la cullo, e ora sono in dirittura finale per completarla. Consegna dopo l’estate, in libreria con l’anno nuovo. I tempi sono contingentati. Le scadenze fissate. Ma non è un male: sapere di DOVER finire mi rende più disciplinato, più attento e perfino euforico. Quindi ecco le mie vacanze di scrittura. Meglio che un tuffo in piscina, meglio che una spiaggia affollata, meglio di un ombrellone e uno sdraio presi a nolo. La mia vera vacanza è andare in ferie dentro alle mie storie…
Arriva Twelve il mio nuovo romanzo, anzi il nostro
Annunciaziò! Annunciaziò!
Fra pochi giorni esce il mio nuovo romanzo. Anzi il nostro nuovo romanzo visto che l’ho scritto a quattro mani con mia moglie. Si tratta di un’esperienza inedita per entrambi.
Non è un giallo, non è un thriller, non è un chick lit ma è un romanzo young adults, per ragazzi, che possono leggere tutti.
Abbiamo scelto di pubblicarlo con il nome Stella Martini.
Ci siamo divertiti un sacco ad immaginare questa storia d’amore fra due adolescenti, reinterpretando in chiave moderna (e licantropa) la favola della Bella e la Bestia. Prenotatelo, è per tutti e la copertina è davvero bellissima!
Esce il 9 luglio con Fabbri editori, s’intitolerà Twelve e costerà € 12.90
Il claim è già cult “Ti amerò per l’eternità. Più un giorno”
Nell’attesa di averlo fra le vostre mani, diventate fan della pagina dedicata al romanzo dove trovate anche la trama e un po’ di curiosità, qui: https://www.facebook.com/stellamartinipage
Sul luogo del delitto: vi racconto la Bassa su Premium Crime
Domani sera, mercoledì 18 giugno, alle ore 22 su Premium Crime andrà in onda la sesta puntata del programma Sul luogo del delitto e sarà dedicato al sottoscritto. Vi parlerò della Bassa e del mio romanzo L’ira funesta (Rizzoli). Dopo Carlotto, Biondillo, Malvadi, Carofiglio, Oliva e prima di De Giovanni una bella panoramica sul giallo e noir italiano. Buona visione!
Bike Ride Story
Mi hanno chiesto di scrivere una storia. Un racconto che verrà “dipinto” sull’asfalto dell’argine che costeggia il Po. Parole che potranno essere lette mentre si pedala e che vi rimarranno per anni.
La richiesta mi è arrivata nell’ambito del progetto Bike Ride Story dell’artista Stefania Galegati Shines che risulta tra i quattro progetti vincitori del concorso Rigenerazione indetto nell’ambito della 48° edizione del Premio Suzzara (2013) dal titolo La terra si muove con il senso a cura di Paola Boccaletti, Elisabetta Modena, Marco Scotti.
In queste ore il mio racconto sta prendendo forma sulle strade della Bassa lungo un percorso di circa sette chilometri.
L’opera verrà inaugurata domenica 25 maggio alle ore 18 a Sermide, presso la Ex-teleferica. Ci sarò anch’io, felice di aver scritto un testo che parla della mia Bassa, del fiume, dei suoi profumi.
Il mio racconto inizia così:
Ti appare all’improvviso, inaspettata. La trovi distesa placida e silenziosa dietro l’Appennino e quasi non te l’aspetti. Pigra e verde, un corpo piatto ma comunque sinuoso accoccolato languidamente accanto al finestrino come una musa felliniana.
I suoi confini sono il fiume a nord e le montagne basse a sud; si stende come un lenzuolo verde e dal cielo appare come uno spicchio di landa fertile che bagna il Po da sotto e si allunga fin dove termina la pianura. I suoi abitanti la chiamano la Bassa.
Il resto lo potrete leggere pedalando in bicicletta lungo il Po.
Milano criminale
Esce oggi in allegato al Corriere della Sera un’edizione speciale del mio romanzo Milano Criminale.
Lo potete ordinare qui se non lo trovate subito dal vostro edicolante (o potete chiedere a lui di farvelo arrivare se l’ha finito o non gli è stato recapitato).
Ecco come lo presentano nella collana I maestri del giallo:
«Quando i sei uomini con il volto coperto ripartono sgommando, Antonio non ha alcuna reazione, continua a fissare sbalordito la scena: il portavalori sventrato e il Leoncino con ancora il motore acceso. Ed è esattamente in quel momento che capisce che il suo destino è segnato. La data, che legge sul quotidiano abbandonato lì sul marciapiede da uno dei banditi, gli rimane impressa a fuoco nella mente, 27 febbraio 1958: quello che per tutti i milanesi sarà “il giorno della rapina”, è per lui il giorno della vocazione. Deve ancora compiere quattordici anni ma ha appena deciso
che mestiere farà da grande: lo sbirro.»
Milano, un fatto di cronaca, una spettacolare rapina messa a segno da una banda che passa alla storia con il nome di “i sette uomini d’oro”. Da qui parte la vicenda di due ragazzini, nati e
cresciuti in un quartiere di periferia e testimoni della rapina: Antonio e Roberto. Il primo diventerà poliziotto, l’altro sarà un duro della mala milanese. In una Milano che cambia, specchio del Paese in profonda trasformazione, negli anni del boom economico, del nuovo benessere, delle fabbriche ma anche delle rapine alle banche e dei clan criminali, tra le atmosfere noir e i leggendari
attori di un’epoca da film, si snodano le storie parallele dei due protagonisti.
La Milano di oggi e di ieri e la sua metro
Cinquant’anni fa, nell’aprile del 1964, come scrive oggi il Corriere ci fu la prima corsa della metropolitana milanese, la linea 1 quella rossa. La metropolitana venne poi aperta al pubblico il 1 novembre 1964. Racconto quel giorno nel mio romanzo Milano Criminale che da sabato prossimo troverete in allegato proprio con il Corriere della Sera.
Ecco un estratto
Sono tutti elettrizzati da quello che sta per succedere.
Merito di Nicolosi se si trovano lì. Santi è stato delegato al suo posto.
«Non mi piacciono le cerimonie» gli aveva detto.
«Vai tu e portaci la tua fidanzata. Sono sicuro che vi divertirete.»
Il giovane sbirro aveva ringraziato. Anche a lui faceva piacere esserci.
Primo novembre 1964, festa di Ognissanti.
“Quante volte mi hanno preso per il culo per il mio cognome a ogni ricorrenza?” gli viene in mente, ma ricaccia via quel pensiero. Solo pensieri positivi: è un gran giorno quello per la storia di Milano, si inaugura la metropolitana.
Tutti sorridono lì nella nuovissima stazione di piazzale Lotto. I primi due convogli lucidi e imbandierati sono pronti ad accogliere una folla imponente e rumorosa composta da invitati, giornalisti, fotoreporter e autorità.
La confusione è contenuta a stento nel mezzanino fin dalle nove del mattino: tutti attendono con impazienza il momento di compiere il primo viaggio su questo nuovo mezzo di trasporto, sospirato da intere generazioni di milanesi.
Alle dieci in punto arrivano il sindaco, gli assessori e il resto della ciurma, e la cerimonia ufficiale di inaugurazione ha inizio. Alle dieci e quarantuno i primi due convogli partono insieme e procedono affiancati, ora inseguendosi e ora sorpassandosi a vicenda.

Da Milano Criminale
