Lo scrittore e lo spasmodico compiacimento per le proprie frasi
Pubblicato il 19.01.2017
soddisfatto

Abbiamo un nemico che ci osserva quando scriviamo: noi stessi. E il peggio che ci possa succedere è che lui prevalga e prenda in mano la nostra penna, il pallino della narrazione e lo porti dove vuole lui.
Non solo rischia di farci finire fuori strada (se avete redatto una scaletta efficace e un buon plot questo non succederà) ma sopratutto ci spingerà in quello che è un vero dramma per un autore: lo spasmodico compiacimento per le proprie frasi.
L’illusione è dietro l’angolo: vi sembrerà di aver scritto una frase memorabile di quelle da piazzare nei biglietti dei cioccolatini o da postare su facebook. Bravi, peccato che non servirà per la storia che state scrivendo e che risulterà non soltanto stucchevole, ma pure dannosa. Starà lì a gridare “guardate come sono bravo!” e distrarrà il lettore.
Il consiglio quindi è: non strafate, non sputate sentenze, non discettate sui massimi sistemi quando state parlando di tutt’altro. Ma sopratutto: rileggetevi e non innamoratevi troppo della vostra prima stesura (qualche scrittore famoso ha detto senza tanti giri di parole che la prima stesura è quasi sempre merda) né di una certa frase: se necessario quella frase, può e deve, essere sacrificata a beneficio di una narrazione efficace, fluida e ben strutturata.

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Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo).
Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia).
Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli).
I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi.
È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.
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Scopri il nuovo romanzo di Paolo Roversi: La confraternita delle ossa (Marsilio)

Autore: Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.