Una buona ragione per scrivere
Pubblicato il 14.01.2009
lettrice

Perché si scrive? Certo la risposta può essere lunga e articolata: un bisogno interno, una vocazione e altre mille balle del genere. Non ve le propinerò.
Se lo fate per avere donne o per diventare famosi, lasciate perdere. Non funziona.  O funziona in parte ;) Comunque anche su questo punto non mi esprimerò…
Sicuramente quelli sopra elencati  non sono motivi che ti possono spingere o sorreggere a lungo in questa avventura. Io penso che si scriva sopratutto per essere letti.
Banale ma è così.  Lo ripeto in ogni workshop di scrittura: non sei uno scrittore quando pubblichi un libro; lo diventi quando hai un pubblico di lettori. Quando la gente ti legge, ti scrive, aspetta i tuoi libri. Allora sei uno scrittore. Prima sei solo uno che scrive.

Non so se il mio romanzo Taccuino di una sbronza sia il migliore che ho scritto. Certo è quello che fino a questo momento ha creato più empatia con i lettori.
Non passa giorno, infatti, che non riceva un commento da un lettore.
Oggi una mail e un commento su facebook.
Parole che ti spingono ancora di più ad impegnarti sul prossimo romanzo in uscita perché sai che non puoi deludere, che qualcuno aspetta le tue storie, che insomma, si fa una gran fatica, ma alla fine si è ampiamente ripagati e ne vale la pena.
Vi incollo qui sotto i due commenti, in maniera anonima.

Ho appena finito di leggere Taccuino di una sbronza
Che dire, è stato splendido. Quando ho visto il titolo del libro in libreria, la mia attenzione era già stata catturata; dopo aver letto la sintesi, ero già in cassa pronto a pagare.
La storia è stata proprio bella e, visto che non conoscevo Bukowski, coglierò l’occasione per prendere i libri da te suggeriti.

Ciao Paolo, ho finito ieri sera il “taccuino”, ti ringrazio di averlo scritto, dopo aver letto il vecchio Buk in tempi non sospetti, annnnieannnnni fa, fiumi di birra e gin e bourbon sono passati dal gargarozzo, mi ha fatto piacere questa bio-parallelo-grafia post-non-autorizzata. Non c’entra nulla con il fedele amico di Radeski, ma chi ha vissuto o sognato o si è solo bagnato delle atmosfere bukoskiane DEVE leggere il “taccuino”.
E chissà i nuovi progetti . . .
Ma non abbandonare M-A-I [MAI(MAI)mai] il giallone ed i suoi passeggeri condotti dal Radeski!
A presto, grazie ancora /8-))

Che dite: vale la pena scrivere, no?

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Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo).
Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia).
Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli).
I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi.
È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.
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Scopri il nuovo romanzo di Paolo Roversi: La confraternita delle ossa (Marsilio)

Autore: Paolo Roversi

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). Nel 2016, sempre con Marsilio, ha pubblicato La confraternita delle ossa, il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.