Agatha Christie, la signora del giallo

Che sia chiaro: la nostra amica barava sin dal nome: Dame Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan, DBE, nota come Agatha Christie. Comincierò così stasera la mia lezione sulla regina del giallo inglese. Una scrittrice che apprezzo e che mi porto dietro sin da quando avevo dodici anni, dalla Bassa. Ricordo ancora la sfilza di oscar mondadori bianchi e gialli nella libreria da cui avidamente sceglievo le mie letture. La mia serie preferita, naturalmente, è quella con Poirot… La Christie è l’indiscussa maestra del baro, del prendersi gioco del lettore. Come e perché lo spiegherò stasera a Bergamo dove terrò una lezione su di lei. Vedremo come andrà a finire.

Scrittori da bar a Milano

Ecco qui un primo appello per ricordarvi un importante appuntamento che si terrà martedì prossimo in centro a Milano. Il sottoscritto Paolo Roversi e Bea Buozzi saranno i protagonisti dell’aperitivo letterario che si svolgerà martedì 23 novembre a Milano, presso l’Atelier Cafè di via Albricci 2 (piazza Missori, MM Missori)
Leggerà brani dei romanzi e animerà la serata l’attore Sergio Scorzillo. Libri e cocktail a prezzo speciale.
Scarica qui la locandina.
Non mancate!

Baci alla francese, tre anni dopo

A volte il tempo che passa lo ricolleghi a eventi, situazioni, periodi più o meno felici della tua vita. Tre anni fa esatti, il 16 novembre 2007, usciva in libreria il mio romanzo Niente baci alla francese, terza avventura di Enrico Radeschi. Un romanzo a cui tengo molto perché per la prima volta ho raccontato Parigi (l’ho poi fatto anche in L’uomo della pianura e lo rifarò nel nuovo romanzo che uscirà nel 2011). All’epoca fece molto rumore. Non solo perché avevo appena vinto il premio Camaiore con La mano sinistra del diavolo ma soprattutto perché nel romanzo era descritta la morte del sindaco di Milano.
Il Venerdì di Repubblica mi dedicò una bella intervista con tanto di servizio fotografico (qui).
I media ci si buttarono, uscirono pezzi su Repubblica, Corriere, né parlò Bertolino su Rai Tre e La7 intervistò sia me che Letizia Moratti (qui il video). Il romanzo era di stretta attualità perché affrontava un tema ecologico (molto prima di PesceMangiaCane dunque) come quello dell’ecopass.
Un libro a cui sono molto affezionato anche perché è un romanzo che ha destato pareri discordanti. Come quei figli cari ai genitori ma che in molti non vorrebbero mai trovarsi fra i piedi. Veniva dopo il suo fratello più bravo, il secchione, quello perfetto La mano sinistra del diavolo e quindi gravavano forti aspettative su di lui. E a molti non è piaciuto perché non era altrettanto profondo. Scelta voluta. NBF è un mondo nuovo, quello di Diego Fuster che appare per la prima volta, quello di Radeschi che diventa più cinico, quello di Vrinks che forse rispolvererò…
Il romanzo, credo che se la giochi con La mano sinistra in quanto a lettori. Sia nella versione hardcover che in economica. Se siete curiosi ora lo trovate a  5.90 e l’anno prossimo uscirà (sempre in accoppiata col fratello più grande, of course) in Germania per un’importantissima casa editrice.
Insomma NBF è un libro che mi porto dentro, a cui tengo. A cui ho dedicato il primo booktrailer che, nonostante le ovvie ingenuità tecniche, trovo sia uno dei più azzeccati e, infatti, è anche tra i più visti su youtube.
Lo incollo qui sotto. Tre anni dopo mi fa ancora sorridere. E quando sorridi, non puoi che essere felice di quello che fai, hai fatto e che farai.

Mangialibri mangia Buk

“Percorrendo pagina dopo pagina la biografia stesa da Roversi – ecco che sbucano istantanee legate non solo alla vita e alle opere del vecchio Buk, ma soprattutto un fiume di immagini che vi riporta al dolce ricordo della vostra esperienza di lettura di Hank Chinaski: il riemergere del vostro primo incontro con l’autore, il ripensare a quello sperduto libro nella stanza di una biblioteca di provincia che ve l’ha fatto incontrare, il confrontare la vostra personalissima immagine di Charles con quella ritratta da Roversi e infine tutte quelle chiacchierate con gli amici sulla stramba figura di questo particolarissimo autore, l’unico genio letterario che ha colpito lo sconfinato popolo dei lettori prima che la critica si accorgesse anche solo minimamente di lui.”

E’ un estratto della recensione che Mangialibri ha dedicato alla mia biografia su Charles Bukowski. Potete leggere la recensione integrale cliccando qui.

Quando il pesce si mangia il cane (per tre volte di seguito)

Concludo con questo mese di novembre una serie di presentazioni dedicate al mio ultimo romanzo PesceMangiaCane (ed. Ambiente) che è prossimo alla ristampa (a proposito grazie a  tutti… e non dimenticate di ragalarlo anche per Natale visto che purtroppo è di tragica attualità). Si tratta di tre appuntamenti che si terranno in luoghi diversi: una libreria, una biblioteca e un centralissimo bar milanese.

Nell’ordine ecco tutti gli appuntamenti:
Martedì 16 novembre 2010, ore 19.00
PAOLO ROVERSI intervistato da Sergio Scorzillo presenterà il libro “Pescemangiacane” (Edizioni Ambiente) presso la libreria Gogol&Company via Savona 101, Milano

Giovedì 18 novembre 2010, Ore 20.45
Biblioteca Comunale di Cornaredo M.T. Bernasconi, Sala Mostre
Paolo Roversi presenta “Pescemangiacane” (Edizioni Ambiente)

Martedì 23 novembre 2010, ore 19
Atelier cafè, via Albricci 2 (PIAZZA MISSORI) sotto hotel Cavalieri , Milano
“Scrittori da bar” con Paolo Roversi e Bea Buozzi. Letture di Sergio Scorzillo.
Libri + cocktail a prezzo speciale (seguiranno maggiori informazioni sull’evento, intanto segnatevi la data..)

Vi aspetto. Se non ad ogni evento almeno ad uno.

Quasi dimenticavo, la foto è a puro titolo esemplificativo (non so chi sia il tizio col Siluro, gran brutto pescegattone tra l’altro) per entrare nel mood del romanzo. State tranquilli comunque: all’Atelier Cafè non vi serviranno sushi di siluro come aperitivo ma un ottimo Mojito Radeschi (magari ve lo preparo io)

Dacci dentro Vecchio Buk (sul Messaggero)

Ieri il quotidiano romano Il Messaggero ha dedicato una pagina intera alla mia biografia su Charles Bukowski. Un pezzo corposo in cui si racconta la “sconcia” vita del mio scrittore feticcio. Un autore di cui a 16 anni dalla morte si continua a parlare, cito, “forse perché, ipotizza Roversi, è l’ultimo rappresentante di una tradizione che ha precedenti in Henry Miller, in Kerouac o in Burroughs, irregolari che come lui portarono alle estreme conseguenze la figura dell’artista fiero della propria emarginazione sociale.
Per leggere il pezzo completo cliccate qui.