Sono di ritorno da tre giorni a spasso per le colline senesi, il ChiantiShire come lo chiamano le frotte d’inglesi che qui comprano bellissimi casali, e mi ritrovo affogato in una Milano bagnata e ormai autunnale. La fuga probabilmente non è sempre una soluzione ma devo dire che aiuta. Certo forse dovrebbe essere limitata nel tempo altrimenti diventa abitudine. Ma sarà vero? La storia del si desidera sempre quello che non si ha o, come in questo caso, che si vorrebbe sempre vivere in un posto dove non si abita… Vai a sapere.
Forse alla lunga ogni luogo annoia, ogni città ti diventa stretta. Forse la soluzione migliore sarebbe quella di un viaggio perenne anche se ho il tremendo sospetto che anche questo, alla lunga, stanchi. E allora? Non so rispondere . Quello che so è che a Milano mi piace tornare, è una città ideale per scrivere. Ed è un ottimo posto da cui fuggire. Spesso.
Pienza val bene un weekend lungo
Oggi parto per la Toscana, destinazione Pienza. Un posto splendido, patrimonio Unesco. E per una volta tanto non vado per presentazioni o altro (anche se forse qualcosa scriverò, è come una droga per me…) ma per rilassarmi. Ce la farò? Chianti, formaggi e buon cibo. Tre giorni per ricaricare le batterie. Ogni tanto ci vuole.
La mia Bassa sul Corriere della Sera
Oggi sull’allegato nazionale del Corriere della Sera, ITALIE, è stato pubblicato un mio pezzo dedicato alla Bassa.
Cinquemila battute in cui ho cercato di raccontare la mia terra, i suoi cambiamenti, il grande fiume che l’attraversa, la gente che la popola, la nebbia d’inverno e l’umidità d’estate. Il cibo e le emozioni. Lo spazio era esiguo ma l’essenza credo si colga. Buona lettura.
Ci siamo
“Per lungo tempo sono andato a letto presto la sera”, scriveva Proust.
Io, da molti mesi a questa parte, ci sono andato con l’ossessione del nuovo romanzo in testa. Tessere trame, incastrare episodi e personaggi…
Ieri ho ultimato la prima stesura. Ne verrà fuori un libro corposo, certamente il più lungo che io abbia mai scritto. Se sia anche il più bello non so; propendo fortemente per il sì. C’ho messo la scrittura, il mestiere, la passione e molitssime ore di ricerca. Basterà?
Libero, di dire la mia
Il Vecchio, però, mi ha insegnato a non mollare, a tenere duro di fronte alle delusioni – inevitabili quando sei un esordiente – perché la scrittura è fatica e gli obiettivi si raggiungono solo coi sacrifici.
E’ stata pubblicata oggi sul blog Liberi di scrivere una mia intervista in cui parlo di Bukowski, di noir, delle inutili etichette e di come\dove scrivo. Il link qui.
Cronaca di una foto ricordo con cantante
Sabato sera, fiera delle parole di Rovigo. Una bella manifestazione ricca d’appuntamenti e di scrittori. Dopo una cena a base di tartufo (il primo della stagione… buonissimo) in compagnia di quattro clarinettisti abruzzesi ho avuto modo di conoscere e parlare con Roberto Vecchioni.
Una sua canzone sarà anche nel mio nuovo romanzo, gliel’ho detto, ne abbiamo parlato. Mi ha raccontato di Luci a San Siro e di A.R.
La scrittura, a volte, oltre ad aprirti al mondo dei lettori ti permette di incontrare persone come Roberto che forse, in situazioni normali, non riusciresti mai ad avvicinare.
