Place du Tertre. Parigi, 2009. Tarda primavera o forse primo autunno, non ricordo bene.
Un volo nel primo pomeriggio Malpensa- CDG , il Roissy bus per le vie del centro fino a Opèra. Un salto veloce in hotel per lasciare il bagaglio, una lunga passeggiata, una sfilza di scale. Comitive di turisti e di studenti. La chiesa bianca in cima. I pittori che ti vogliono fare il ritratto. Un cellulare, un paio di Leffe. Questa foto.
Quel sogno americano affogato nell’alcol
E’ il titolo di un pezzo che qualche tempo fa il Giornale ha dedicato alla mia biografia su Charles Bukowski. Mi sembrava opportuno segnalarlo visto che questi, per il sottoscritto, sono giorni bukowskiani. La settimana scorsa ho assistito ad una nuova rappresentazione dello spettacolo tratto dal mio romanzo e sabato prossimo ci sarà la seconda presentazione ufficiale della biografia che gli ho dedicato a Tolentino, dopo la prima bergamasca.
Ce n’era bisogno anche per un’altra ragione: Tiziano Ferro (con tutto il rispetto) è quinto in classifica col suo libro e quindi la voglia di sbronzarsi cresce…
Fra Bukowski e il Po
Doppio appuntamento sabato prossimo a Tolentino (MC) (una bella cittadina in cui sono già stato ospite un paio d’anni fa) dove al pomeriggio presenterò PesceMangiaCane e alla sera sarò protagonista di un reading\evento\presentazione dedicato al vecchio Buk. Che dire? Se siete da quelle parti fateci un salto. Ci sarà da divertirsi (e pure da bene visto l’argomento della serata).
Torno sempre volentieri in quelle zone, dopo le ospitate a inizio settembre al festival GialloMare e a Senigallia durante il SummerTour… Certo il clima sarà cambiato ma sono sicuro che l’accoglienza sarà, come sempre, calorosa.
La scala degli scrittori
Nella vita ci diamo sempre degli obiettivi da raggiungere, dei traguardi. A volte otteniamo quello che desideriamo, altre tutto si riduce a speranze vane. Fare lo scrittore è una continua rincorsa, una gara con te stesso, con gli altri, con la tua bravura e le tue frustrazioni. Ogni tanto ti capita di tagliare dei traguardi e pensi “Bene, ce l’ho fatta”. Poi però ti viene subito il dubbio che forse potresti fare di meglio, ottenere di più.
Credo che sia questo uno degli stimoli alla base dell’essere scrittori: un’insoddisfazione di fondo che ci spinge continuamente a migliorarci. Ad alcuni basta la pubblicazione per essere felici poi se nessuno li legge fa nulla. Ad altri sono sufficienti gli articoli sui giornali che servono solo se poi si trasformano in copie vendute altrimenti sono semplici strumenti per pascere l’ego dell’autore di turno.
La verità è che l’asticella va alzata ogni giorno che passa. Ogni obiettivo raggiunto è solo un gradino della scala, una scala senza fine che sali piano piano. Ogni tanto ti compiaci a guardare giù per vedere quanta strada hai fatto ma poi devi subito pensare a quanti altri gradini ti restano da salire.
L’uomo con la bottiglia
E’ il titolo di una canzone che ho scritto ispirata al vecchio Buk. Il testo completo lo trovate nella nuova edizione della biografia su di lui pubblicata da poco con Castelvecchi. La musica non è mia ma di Bengi dei Ridillo che ne è anche l’interprete. Il pezzo è stato inserito nello spettacolo tratto dal mio romanzo Taccuino di una sbronza che presto sarà messo in scena in diverse città italiane. Qui sotto il trailer dello spettacolo realizzato in occasione della prima nazionale circa un anno fa…
Riflessioni editoriali ai tempi della crisi (e della poca fantasia nei titoli)
La crisi, lo sappiamo bene, colpisce tutti i settori. Sarà dunque così anche per quello librario, no? Sì, e siccome c’è bisogno di batter cassa, quale occasione migliore se non il Natale alle porte?
Gli editori ci si stanno letteralmente buttando a pesce. Non ci credete? Date una scorsa alla lista delle novità. Tutti i grossi calibri stanno uscendo in vista dell’abbuffata di dicembre. Lasciando stare gli stranieri (Follett, Sepulveda, Ellis e c.) sugli scaffali sono arrivati (o arriveranno nei prossimi giorni) Carofiglio, Ammaniti, De Carlo, De Cataldo, Da Silva, Corona (il montanaro non il valletto), Veronesi (il regista ma c’è anche l’oncologo), Melissa P. (e non commento la scelta di STILE LIBERO…), Piperno e, infine a breve, Faletti e Umberto Eco. Che dire? Un suicidio editoriale a mio avviso. Avrei mille cose da aggiungere, considerazioni da fare. Mi limito a due osservazioni, banali.
La prima: quest’anno sono quasi contento di non avere il libro in uscita come l’anno scorso; la concorrenza è tantissima e la coperta è corta. Non possono vendere tutti. Qualcuno rimarrà a bocca asciutta.
La seconda: molti autori devono avere avuto tutti fretta di consegnare lasciando la fantasia in soffitta, e mi riferisco ai titoli. Per dire: Io e te di Ammaninti e LeieLui di De Carlo (manco la fatica degli spazi… ok sì l’ho fatto anch’io ma era diverso… o no?) non si poteva proprio trovare qualcosa di meglio?
Ah, quasi dimenticavo: nessuno ha notizie di Fabio Volo? Vabbé, per quest’anno ho altro da leggere. Sempre che non decida di investire il mio budget in qualche cinepanettone…
