La fondamentale importanza del coinvolgimento dei lettori (che ti organizzano un tour alla Dan Brown!)

Avete pubblicato? Siete pronti a buttarvi nella mischia? Bene allora pensate subito ai vostri lettori (possibili e probabili) e coinvolgeteli.
Su come arrivare alla pubblicazione di un libro ho parlato in diverse occasioni (in particolare qui e qui) e oggi mi vorrei concentrare su un argomento che ho già affrontato qualche giorno fa (e che ha già fatto molto proseliti anche fra scrittori che pubblicano con prestigiose case editrici grazie all’idea del crowdfunding di followers) : il coinvolgimento in prima persona dei lettori.

In un’epoca che va veloce come quella attuale dove tutti siamo sempre piegati sullo smartphone o distratti da mille serie TV, leggere è diventato quasi un piacere di nicchia. E quella nicchia va coltivata.
L’ho sempre saputo ma me ne sono reso conto in particolare con il lancio del nuovo romanzo La confraternita delle ossa che, credo grazie al passaparola e al sostegno dei lettori, è andato in ristampa dopo appena due settimane dalla pubblicazione (caso davvero raro di questi tempi se non sei un nome da ALTA classifica) .
L’idea iniziale nasce da un amico e collega scrittore Massimo Polidoro che l’aveva messa in atto per il suo primo romanzo: creare un gruppo di lancio a sostegno del libro. Ho accettato la sfida ed è nata così, ormai qualche mese fa, la confraternita dei lettori un gruppo di persone che ha letto e discusso del romanzo in anteprima. Grazie a loro sono successe (e continuano a succedere) cose bellissime come quella che è andata in scena domenica scorsa quando una manipolo di appassionati ha dato vita al primo tour dei luoghi radeschiani del romanzo!
Una passeggiata di un’ora e mezza nel cuore di Milano sul genere di quella che fanno a Parigi per il tour del Codice da Vinci di Dan Brown.
Ecco qualche foto del tour (che ripeteremo, se siete interessati iscrivetevi qui per il prossimo la cui data è in via di definizione)

La confraternita dei lettori non si è limitata a questo: hanno creato una playlist delle canzoni del romanzo e il prossimo 16 novembre andrà in scena la prima cena con delitto con protagonista Radeschi (di cui vi riferirò a breve location e menù)!
Cosa aggiungere se non questo: valorizzate e coltivate il rapporto con i vostri lettori perché loro possono decretare il successo del vostro romanzo!

La Maison de l’Entrecôte de Paris

Il suo girovagare lo condusse sull’altra sponda della Senna, fino a immettersi nel lunghissimo boulevard Saint-Germain. Dopo un bel pezzo di strada sbucò in una piazza quadrata, con al centro una fontana e alberi tutto intorno, sulla quale si affacciava la famosa chiesa di Saint-Sulpice. Dal sagrato, grazie al Codice da Vinci, stava partendo una visita guidata in cui si sarebbe mostrato ai pellegrini il punto preciso dove l’albino si era messo a scavare.
Data l’ora e la fame incombente, Radeschi si mise a cercare nei paraggi un posto dove pranzare. Evitò per quanto possibile i rèsto pour les touristes.
Fu fortunato: entrò in un locale con grandi specchi alle pareti, soffitti alti, molto decorato. Ambiente début du siècle. Si chiamava la Maison de l’entrecôte e il nome diceva tutto. Un solo piatto a disposizione,bistecca appunto. L’unica cosa che si poteva decidere era il tipo di cottura. Radeschi apprezzò quella limitazione alla propria libertà gastronomica.

dal romanzo di Paolo Roversi “Niente baci alla francese” (Mursia)

E se amate Parigi scoprite (e ascoltate) alcune chicche sulla città cliccando qui.

La metropolitana di Parigi

In testa solo quell’odore. Inconfondibile.
Tutta la vecchia struttura ne era pervasa: le volte tonde, le piastrelle bianche, il cemento grezzo dei muri, il pavimento nero tempestato di biglietti azzurri.
La metropolitana di Parigi è un dedalo infinito di tunnel e gallerie, un moloch di duecento chilometri.
Di quei cunicoli interrati, a Radeschi, colpiva soprattuto l’odore. Una via di mezzo tra il lievito di birra e l’umido che sale dall’asfalto dopo la pioggia: l’alito caldo della terra.
Quello era il suo unico pensiero mentre l’uomo gli puntava la pistola in faccia.
Incurante dei passanti e delle telecamere disseminate ovunque.
«T’as fini de me casser les couilles, rital!»
Radeschi non riuscì a provare paura. Nelle narici solo quell’odore. Immobile sulla banchina della fermata Strasbourg-Saint-Denis; una stazione anonima, di quelle di passaggio, dove si scende solo per cambiare linea.
Un posto avvilente, lontano anni luce dall’eleganza del Louvre o dallo splendore della Pyramide.
Un posto buono solo per farsi ammazzare.

dal romanzo di Paolo Roversi “Niente baci alla francese” (Mursia)

E se amate Parigi scoprite (e ascoltate) alcune chicche sulla città cliccando qui.

La mia Parigi raccontata a Radio24, fra baguette e Gaulois

Paris. Una città che mi porto dentro, cui ho dedicato scritti e pensieri. E che ho avuto il piacere e l’onore di raccontare su Radio24 alla trasmissione Il Viaggiatore.
Se ve la siete persa  ( o se vi va di riascoltarla) ecco qui di seguito il podcast. Il viaggio durerà un’ora e vi racconterò dei Passages, della baguette, di Nos Ancetre Les Gaulois della Shakespeare&Co. e di molto altro.
(NdR: La foto l’ho scatta un paio d’anni fa al quartiere latino…)

[audio: Parigi_intervista.mp3]

Baci alla francese, tre anni dopo

A volte il tempo che passa lo ricolleghi a eventi, situazioni, periodi più o meno felici della tua vita. Tre anni fa esatti, il 16 novembre 2007, usciva in libreria il mio romanzo Niente baci alla francese, terza avventura di Enrico Radeschi. Un romanzo a cui tengo molto perché per la prima volta ho raccontato Parigi (l’ho poi fatto anche in L’uomo della pianura e lo rifarò nel nuovo romanzo che uscirà nel 2011). All’epoca fece molto rumore. Non solo perché avevo appena vinto il premio Camaiore con La mano sinistra del diavolo ma soprattutto perché nel romanzo era descritta la morte del sindaco di Milano.
Il Venerdì di Repubblica mi dedicò una bella intervista con tanto di servizio fotografico (qui).
I media ci si buttarono, uscirono pezzi su Repubblica, Corriere, né parlò Bertolino su Rai Tre e La7 intervistò sia me che Letizia Moratti (qui il video). Il romanzo era di stretta attualità perché affrontava un tema ecologico (molto prima di PesceMangiaCane dunque) come quello dell’ecopass.
Un libro a cui sono molto affezionato anche perché è un romanzo che ha destato pareri discordanti. Come quei figli cari ai genitori ma che in molti non vorrebbero mai trovarsi fra i piedi. Veniva dopo il suo fratello più bravo, il secchione, quello perfetto La mano sinistra del diavolo e quindi gravavano forti aspettative su di lui. E a molti non è piaciuto perché non era altrettanto profondo. Scelta voluta. NBF è un mondo nuovo, quello di Diego Fuster che appare per la prima volta, quello di Radeschi che diventa più cinico, quello di Vrinks che forse rispolvererò…
Il romanzo, credo che se la giochi con La mano sinistra in quanto a lettori. Sia nella versione hardcover che in economica. Se siete curiosi ora lo trovate a  5.90 e l’anno prossimo uscirà (sempre in accoppiata col fratello più grande, of course) in Germania per un’importantissima casa editrice.
Insomma NBF è un libro che mi porto dentro, a cui tengo. A cui ho dedicato il primo booktrailer che, nonostante le ovvie ingenuità tecniche, trovo sia uno dei più azzeccati e, infatti, è anche tra i più visti su youtube.
Lo incollo qui sotto. Tre anni dopo mi fa ancora sorridere. E quando sorridi, non puoi che essere felice di quello che fai, hai fatto e che farai.

Storia parigina di un autoscatto

Place du Tertre. Parigi, 2009. Tarda primavera o forse primo autunno, non ricordo bene.
Un volo nel primo pomeriggio Malpensa- CDG , il Roissy bus per le vie del centro fino a Opèra. Un salto veloce in hotel per lasciare il bagaglio, una lunga passeggiata, una sfilza di scale. Comitive di turisti e di studenti. La chiesa bianca in cima. I pittori che ti vogliono fare il ritratto. Un cellulare, un paio di Leffe. Questa foto.