La mia Parigi raccontata a Radio24, fra baguette e Gaulois

Paris. Una città che mi porto dentro, cui ho dedicato scritti e pensieri. E che ho avuto il piacere e l’onore di raccontare su Radio24 alla trasmissione Il Viaggiatore.
Se ve la siete persa  ( o se vi va di riascoltarla) ecco qui di seguito il podcast. Il viaggio durerà un’ora e vi racconterò dei Passages, della baguette, di Nos Ancetre Les Gaulois della Shakespeare&Co. e di molto altro.
(NdR: La foto l’ho scatta un paio d’anni fa al quartiere latino…)

[audio: Parigi_intervista.mp3]

Milano (Diamante) basta la parola. E si parte per un viaggio (ovviamente con delitto)

Indiscutibilmente ci sono parole che vendono, o che comunque aiutano a vendere. Milano è una di queste. E nei miei libri è comparsa due volte. Più recentemente con Milano Criminale (due edizioni, tre traduzioni estere ed è uscito da pochi mesi); l’anno precedente, invece, con Milano Diamante (edizione italiana e inglese commercializzata anche su Amazon USA) che continua a vendere bene (su Amazon Italia è nella top 20 dei più venduti insieme alle guide verdi del Touring e alla Lonely Planet) nel settore guide turistiche. Se volte scoprire  la città, o semplicemente riscoprirla fatevi un tour alla ricerca del diamante scomparso.

E a proposito di viaggi stasera ne comincia uno vero con la rassegna Viaggi e delitti promossa dal portale Nati con la valigia e da MilanoNera. Prima ospite sarà Francesca Fogar. Trovate qui tutte le informazioni.

Io ci sarò. Del resto, il cognome giusto da viaggiatore\turista (per caso) ce l’ho, no?

Pagine perfette per un grande romanzo: la cura del testo

Dopo i materiali dello scrittore e la colonna sonora più adatta per scrivere, veniamo alla sostanza. Cosa distingue un grande libro da un libro pubblicato tout court (gli esempi ve li risparmio…)?
Semplice: la cura del testo. Troppo semplice, forse, detta così.  Diciamo allora che secondo me la difficoltà maggiore dello scrivere non sta nell’elaborare una buona trama (quella viene, basta pensarci anche se una marea di scrittori non lo fanno e infatti quando li leggi lo capisci…) . L’impresa sta nel rendere perfetta ogni pagina.  Questo è ciò che ogni scrittore dovrebbe riuscire a fare!
Utopia? Forse. Comunque, sul concetto di pagina perfetta, a scanso d’equivoci, ci ritornerò.

La colonna sonora perfetta per scrivere? Mozart

Visto l’interesse suscitato dal post di ieri in cui raccontavo quali fossero gli ingredienti giusti per scrivere, anzi i materiali dello scrittore, oggi ritorno sul tema parlando di un altro aspetto fondamentale: la colonna sonora.
Con una premessa:  in un mondo perfetto l’ideale per scrivere sarebbe il silenzio assoluto. Nessun rumore a distrarti dal creare…
Nella realtà però, nella mia in particolare, quasi sempre intorno a me mentre scrivo c’è una città: Milano, che silenziosa non è nemmeno a notte fonda (almeno dove abito io).
E allora? Allora la mia soluzione preferita è Mozart. Rilassa, non distrae, non ti vengono da cantare le parole (tranne forse per le Nozze di Figaro) e riesci concentrarti al massimo. Ho anche altre colonne sonore, di cantautori italiani perlopiù, che utilizzo alla bisogna ma la musica classica, non v’è dubbio, è quella con cui sono più produttivo.

I materiali dello scrittore

Ecco come si presentava ieri la mia scrivania mentre mi trovavo in piena fase creativa. Vi presento: i materiali dello scrittore.
Una finestra per osservare il mondo dall’alto senza essere visti.
Una piantina, a cui dare un nome, per non sentirsi soli.
Una penna per scrivere e prendere appunti.
Una stampata della versione work-in-progress del romanzo che stai scrivendo.
La tastiera del PC a portata di mano per proseguire la stesura.
Manca qualcosa? Ah già, l’ispirazione. Ecco la ragione della birra (weiss) in un bicchiere con tanto di logo che si commenta da solo…

L’uomo della pianura

uomopianE’ in libreria, a soli 5,90 euro, la versione economica de L’uomo della pianura.

Lo scrittore noir Massimo Carlotto, nella quarta di copertina, descrive così il libro: “Milano è da sempre l’università del crimine e nella magica Bassa ci sono pure gli indiani
padani. Paolo Roversi spicca il volo con questa tosta e malinconica storia di mala

La trama

Milano, anni settanta. In cella, a San Vittore, un ragazzo poco più che ventenne muove i primi passi nel mondo del crimine. La dura realtà del carcere e le sue leggi spietate lo forgeranno, trasformandolo in colui che tutti, con timore e rispetto, impareranno a
chiamare Hurricane.
All’uscita dall’università del Quarto raggio, Hurricane vi porterà nei meandri della
Milano delle grandi bande criminali. Bische clandestine, partite di eroina, rapimenti e
giochi di potere fra i boss che tenevano la metropoli sotto scacco a colpi di calibro 9.
Un’intricata indagine che Enrico Radeschi, giornalista di nera ed hacker, si troverà a
dover affrontare in sella alla sua inseparabile Vespa gialla del ’74.
Un romanzo intenso che, ripercorrendo la trentennale storia criminale di Hurricane, in
bilico fra la Bassa padana e la Milano nera di ieri e di oggi, fra omicidi e sparatorie che lo trasformeranno nel nemico
pubblico numero uno, costringerà il cronista a mettersi in gioco fino a dover rischiare il tutto per tutto…
Una storia mozzafiato, dal respiro internazionale; il noir criminale che mancava, e che fa tremare Milano.

Il booktrailer
Interprete principale del trailer è l’attore romano Francesco Siciliano nella parte di Hurricane
La regia è di Eleonora Boggio

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