Sporchi trucchi da editor per smaltire i manoscritti

Avete inviato un romanzo a una casa editrice sperando che venga letto? Bene, ecco allora uno scenario realistico di quello che potrebbe accadere al vostro adorato manoscritto.
Naturalmente ogni riferimento a cose o persone eccetera…
La situazione che si presenta è più o meno questa: una montagna di manoscritti cartacei (oppure una caterva di mail con allegati documenti word) e una sola persona a spulciarli nella speranza di pescare il caso editoriale dell’anno.
Dunque, appurato che non basterebbe una vita per leggere tutto quel materiale come farà il nostro per sfoltire quella massa e ridurla a un numero ragionevole?
Scartata l’ipotesi di leggere le sinossi (che molte volte gli autori neppure mandano e quando lo fanno sono molto DIVERSE dal contenuto del testo) si adottano le maniere forti.
In realtà, di metodi ce ne sono più d’uno e servono sopratutto per farsi un’idea della qualità della scrittura del manoscritto che ci troviamo a esaminare, tuttavia si possono ricondurre a questo concetto: si leggono pagine a caso per valutare la qualità del testo.
Badate bene che la pagina a caso non è mai la prima (che avrete scritto e riscritto) ma  appunto, una pagina random. I più severi (e con meno tempo) vi forniscono una sola chance quella della fatidica pagina 69 (questo me l’ha suggerito il mio amico scrittore Alessio Romano ma sospetto che si tratti solo di suggestione…).
Quella che personalmente trovo più ragionevole (che però è parzialmente in contrasto con la regola delle trenta pagine) è la regola della data di nascita. Come funziona? Semplice: l’editor prende la propria data di nascita (poniamo 14, 7, 60) e legge quelle pagine in ordine inverso solo per saggiare lo stile e non la trama.
Se questo primo test viene superato allora si passa alle famose trenta pagine.
Se anche quelle sono buone, be’ direi che siete sulla buona strada perché qualcuno in casa editrice legga TUTTO il vostro manoscritto…
Che poi questo diventi un bestseller ce ne passa, magari siete davvero fortunati e vi capita uno dei cinque casi che fanno schizzare in classifica il vostro libro ma, per il momento, vi consiglio di tenere i piedi per terra, di preparare una buona sinossi e di curare TUTTE le pagine del vostro libro. Good luck!

Il nuovo romanzo con Radeschi arriva l’8 settembre: la confraternita delle ossa #confraternitaossa

Dieci anni di Radeschi. Dieci anni che scrivo e decimo romanzo del sottoscritto: c’è davvero da festeggiare per il mio nuovo libro La confraternita delle ossa – la prima indagine di Enrico Radeschi che uscirà l’8 settembre 2016 con Marsilio.
Oggi, mentre mancano poco più di due mesi, abbiamo deciso di svelarvi titolo, trama e copertina.
Confraternita delle ossa - copertina Nei prossimi giorni avrò modo di entrare più nello specifico e raccontarvi tante curiosità sul romanzo per ora mi limito alla trama.
Eccola:

Milano, 2002. Molti misteri s’intrecciano sotto la Madonnina.
Tutto comincia quando un noto avvocato viene assassinato in pieno giorno nella centralissima piazza dei Mercanti: prima di morire, però, l’uomo traccia uno strano simbolo col proprio sangue…
Da qui parte una complicata indagine che porterà Enrico Radeschi, giovane aspirante giornalista nonché hacker alle prime armi, a indagare, insieme allo scorbutico vicequestore Loris Sebastiani, su una misteriosa confraternita che trae ispirazione da san Carlo Borromeo e persegue un disegno spietato per ristabilire l’ordine morale in una società giudicata corrotta.
A quello dell’avvocato seguiranno altri omicidi o presunti tali, come l’inquietante schianto di un aereo contro il grattacielo Pirelli.
Nel frattempo, una conturbante femme fatale, soprannominata “la Mantide” dagli inquirenti, seduce e uccide giovani ragazzi nei giorni di festa, facendone poi sparire i corpi.
Chi è la donna misteriosa? E chi la protegge?
Qual è il disegno ultimo di questa confraternita millenaria? Cosa si nasconde nei sotterranei del Duomo di Milano e nella cripta di un’altra famosa chiesa milanese?
Un thriller mozzafiato e incalzante, scritto con una prosa efficace e immediata.

Prima di salutarvi vorrei spiegarvi perché – in accordo con la casa editrice – abbiamo cominciato a parlare del romanzo con tutto questo anticipo; l’abbiamo fatto perché abbiamo pensato a un premio per un gruppo selezionatissimo di lettori: la possibilità di leggere gratuitamente e in anteprima il nuovo romanzo!
Come ve lo spiegheremo dettagliatamente la settimana prossima su questo sito. Se volete essere sicuri di non perdervi l’articolo (per venire selezionati la velocità sarà tutto) iscrivetevi al blog così da ricevere gli aggiornamenti via mail in tempo reale.
Non è finita qui: a breve ci sarà anche un’altra sorpresa radeschiana tutta da leggere… Ma anche di questo vi racconterò nei prossimi giorni, intanto potete già cominciare a parlare del libro sui social con l’hashtag #confraternitaossa
Se poi voleste invitarmi per una presentazione o un evento scrivetemi qui.

Cent’anni di grande scrittura con Marquez

Quello che vi propongo oggi è l’incipit di un capolavoro assoluto. Un libro che si deve leggere d’istinto, senza soffermarsi troppo sui nomi (ci si perderebbe) lasciandosi trasportare. Alla fine ne uscirete arricchiti. Di che romanzo sto parlando? Ma di Cent’anni di solitudine dello scrittore colombiano Gabriel Garcia Màrquez per gli amici Gabo.

«Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito».

Solo il tempo di morire in finale al Premio Romiti 2016

Il mio ultimo romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio), anche a distanza di quasi un anno e mezzo dall’uscita, continua a riservarmi grandi soddisfazioni. L’ultima, in ordine temporale, è di essere stato selezionato fra i tre finalisti del premio Romiti 2016.
La  premiazione si svolgerà il 23 luglio a Viterbo alle ore 21.30 nell’Arena Borges, in Piazza del Plebiscito all’interno del festival letterario Ombre.
Me la vedrò con  Antonio Fusco in gara con “La pietà dell’acqua” (Giunti) e con Piergiorgio Pulixi autore di “Il canto degli innocenti” (Edizioni e/o).
Sarà una bella gara. Dita incrociate!

Un menù in noir con Manzini, Bjork e i finalisti del NebbiaGialla

Il nostro menù noir di questa settimana è davvero ricco.
Come antipasto vi serviamo un estratto in anteprima del nuovo romanzo di Antonio Manzini 7-7-2007 in uscita il 7 luglio per Sellerio.

Di primo proponiamo la lista dei finalisti dei premi NebbiaGialla per romanzi e racconti inediti. La finale il 3 settembre.

Di secondo la recensione al romanzo La stagione del sangue di SAMUEL BJØRK

Per dessert l’intervista alla scrittrice Alice Basso sul suo nuovo romanzo.

Come digestivo un’interessante novità: da oggi MilanoNera inaugura una collaborazione con il Corrierequotidiano.it. Anche lì potrete leggere i nostri pezzi!

cinque modi per bestseller!In chiusura, tanto per gradire, proponiamo due chicche di scrittura creativa:  se state scrivendo un romanzo ricordatevi dell’importanza fondamentale delle prime trenta pagine; se l’avete già scritto e magari pure pubblicato allora ecco cinque modi infallibili per fare di quel libro un bestseller!
Buona lettura e alla prossima con Noirside!

L’importanza delle prime trenta pagine di un romanzo

Da quasi tre anni, oltre a quelli dello scrittore, indosso i panni di editor per la collana Calibro 9 di Novecento editore. In questo periodo di tempo abbiamo pubblicato 20 titoli a cui spero ne seguiranno ancora molti altri.
Ogni volta mi ritrovo a dare sempre lo stesso consiglio; a tutti i miei autori (e su questo capita anche di scherzarci durante le presentazioni) dico: rendete memorabili le prime trenta pagine del vostro romanzo. Riscrivetele, leggetele ad alta voce, non siatene mai abbastanza soddisfatti!
Perché?
Perché in molti casi saranno quelle che faranno decidere al lettore (in libreria o leggendo gli estratti negli store online) l’acquisto perché verranno lette per capire “com’è il libro”. E se sono scritte male…
Saranno anche quelle che spingeranno il lettore a continuare la lettura, a intrigarlo, a incuriosirlo e un lettore incuriosito è un lettore conquistato.
Sia chiaro: TUTTO il romanzo dovrebbe essere all’altezza, avvincente, ben scritto. Su questo non ci piove; però le prime trenta pagine devono esserlo di più.