Gli scrittori in erba, gli esordienti chi, insomma, è agli inizi nell’avventura letteraria pensa che una volta arrivati alla pubblicazione il più sia fatto. Be’ se ne siete convinti anche voi smettete di leggere perché il resto di questo post non vi piacerà.
Il ruolo dello scrittore, al giorno d’oggi, è diventato qualcosa di molto più complesso. Ora non basta scrivere un libro (se è buono è meglio ma per vendere non è necessario che lo sia…), mandarlo all’editore e continuare la propria vita come se niente fosse. Certo potete farlo ma probabilmente la vostra opera farà poca strada. A meno che non siate già un nome affermato, uno che è stato in classifica (e ci è rimasto per molto tempo). Una volta che il libro viene pubblicato inizia, infatti, una parte importante del lavoro: la promozione. In cosa consiste? E’ presto detto: presentazioni, incontri, interviste coi giornalisti…
Il tuo libro, e tu stesso in quel frangente, diventi un prodotto. E se piaci, la gente ti compra.
E’ il mercato bellezza.
A volte è dura, davvero dura, pensando che magari tu ci hai messo un anno e mezzo a scrivere (e a sudare e a non dormirci la notte) un libro (come questo) e tutto si decide in pochi secondi. In una battuta ad effetto o in un passaggio televisivo (nella trasmissione giusta, una ne esiste e tutti sanno qual è) che ti farà svoltare.
E nell’attesa? Un solo consiglio: continuare a scrivere. Tenere duro. Cercare continuamente di migliorarsi. E vale per tutti.
E se Enrico Radeschi incontrasse Bacci Pagano?
L’idea che Enrico Radeschi incontri Bacci Pagano devo dire non mi sembra male. Entrambi amano la vespa e la buona cucina. Direi che ci possiamo pensare e magari stasera, dopo la presentazione di Milano Criminale alla Fnac di Genova lo proporrò al mio amico Bruno Morchio.
Andremo a cena insieme e chissà che, fra trenette al pesto e polpo, non venga fuori un’idea per un romanzo a quattro mani…
Sarà forse una storia di banditi come titola oggi il Secolo XIX annunciando l’evento?
Vi terrò informati.
La Milano oscura? La racconto in un pezzo su Vogue
Oggi sul portale di Vogue, il prestigioso mensile di moda, è stato pubblicato un mio articolo sulla Milano Criminale.
Il pezzo è corredato da una bella galleria fotografica dell’epoca.
Ecco le prime righe dell’articolo.
Cosa ci ha affascinato – e ci affascina tuttora – in alcuni dei più celebri episodi di nera avvenuti a Milano negli ultimi cinquant’anni? Sicuramente il mistero, l’enigma ma anche l’audacia e la sfrontatezza dei protagonisti di quei colpi entrati ormai nell’immaginario collettivo. Il crimine, sotto la Madonnina, lo si respira ancora oggi in centro come in periferia, nei bar di quart’ordine come nei locali alla moda ma quando è cominciato tutto?
[leggi il resto dell’articolo qui]
Radio Rai, Celentano e la Sardegna.
Milano Criminale va forte in radio.
Negli ultimi giorni sono stato spesso al microfono di varie emittenti come RadioBase, PrimaRadio e Radio24. L’intervista che vi propongo oggi è andata in onda domenica scorsa su Radio Rai Sardegna.
La cosa più divertente è Francesco “Frisko” Abate, con cui ci conosciamo da una vita (qui accanto un momento della mia presentazione a Cagliari di qualche anno fa de Niente baci alla francese) che mi porge le domande dandomi del lei..
Cliccate qui sotto per riascoltare l’intervista (intorno al minuto 11 dopo la canzone di Celentano Ciao ragazzi ciao..)
[audio: 2011-04-10_cibo_per_la_mente_904_SARDEGNA.mp3]Milano Criminale su Radio24
Sabato scorso è andata in onda su Radio 24 una mia intervista in cui si parla del romanzo Milano Criminale.
La trasmissione che mi ha ospitato è stata Il cacciatore di libri condotta da Alessandra Tedesco.
Cliccando qui sotto potete riascoltare i dieci minuti d’intervista.
“La Milano che non è più da bere”, una mia intervista “criminale” su GQ
Milano è una città dove il male c’è sempre stato. E’ pur sempre la città rossa come suggerisco nel mio nuovo romanzo, no?
Da oggi sul sito del mensile GQ si può leggere una mia intervista in cui, partendo da Milano Criminale, parlo di com’è stata e di com’è questa metropoli e di come (forse) potremmo salvarci da lei.
Ecco l’attacco del pezzo.
La storia criminale della Milano degli anni 60 viene raccontata attraverso le storie di due personaggi, le cui vicende si intrecciano più volte. Antonio Santi, figlio di operai che decide di entrare in polizia e Roberto Vandelli, folgorati dai fatti accaduti la mattina del 27 febbraio 1958, in via Osoppo, con la rapina dei 7 uomini d’oro, da cui tutto ebbe inizio. Antonio vuole prendere “quella gente”, Roberto farne parte. Un resoconto appassionato di quel decennio segnato da violenza e delinquenza.
Se siete curiosi potete leggere qui l’intervista completa.
