E’ il titolo di una canzone che ho scritto ispirata al vecchio Buk. Il testo completo lo trovate nella nuova edizione della biografia su di lui pubblicata da poco con Castelvecchi. La musica non è mia ma di Bengi dei Ridillo che ne è anche l’interprete. Il pezzo è stato inserito nello spettacolo tratto dal mio romanzo Taccuino di una sbronza che presto sarà messo in scena in diverse città italiane. Qui sotto il trailer dello spettacolo realizzato in occasione della prima nazionale circa un anno fa…
Riflessioni editoriali ai tempi della crisi (e della poca fantasia nei titoli)
La crisi, lo sappiamo bene, colpisce tutti i settori. Sarà dunque così anche per quello librario, no? Sì, e siccome c’è bisogno di batter cassa, quale occasione migliore se non il Natale alle porte?
Gli editori ci si stanno letteralmente buttando a pesce. Non ci credete? Date una scorsa alla lista delle novità. Tutti i grossi calibri stanno uscendo in vista dell’abbuffata di dicembre. Lasciando stare gli stranieri (Follett, Sepulveda, Ellis e c.) sugli scaffali sono arrivati (o arriveranno nei prossimi giorni) Carofiglio, Ammaniti, De Carlo, De Cataldo, Da Silva, Corona (il montanaro non il valletto), Veronesi (il regista ma c’è anche l’oncologo), Melissa P. (e non commento la scelta di STILE LIBERO…), Piperno e, infine a breve, Faletti e Umberto Eco. Che dire? Un suicidio editoriale a mio avviso. Avrei mille cose da aggiungere, considerazioni da fare. Mi limito a due osservazioni, banali.
La prima: quest’anno sono quasi contento di non avere il libro in uscita come l’anno scorso; la concorrenza è tantissima e la coperta è corta. Non possono vendere tutti. Qualcuno rimarrà a bocca asciutta.
La seconda: molti autori devono avere avuto tutti fretta di consegnare lasciando la fantasia in soffitta, e mi riferisco ai titoli. Per dire: Io e te di Ammaninti e LeieLui di De Carlo (manco la fatica degli spazi… ok sì l’ho fatto anch’io ma era diverso… o no?) non si poteva proprio trovare qualcosa di meglio?
Ah, quasi dimenticavo: nessuno ha notizie di Fabio Volo? Vabbé, per quest’anno ho altro da leggere. Sempre che non decida di investire il mio budget in qualche cinepanettone…
Chiantishire blues
Sono di ritorno da tre giorni a spasso per le colline senesi, il ChiantiShire come lo chiamano le frotte d’inglesi che qui comprano bellissimi casali, e mi ritrovo affogato in una Milano bagnata e ormai autunnale. La fuga probabilmente non è sempre una soluzione ma devo dire che aiuta. Certo forse dovrebbe essere limitata nel tempo altrimenti diventa abitudine. Ma sarà vero? La storia del si desidera sempre quello che non si ha o, come in questo caso, che si vorrebbe sempre vivere in un posto dove non si abita… Vai a sapere.
Forse alla lunga ogni luogo annoia, ogni città ti diventa stretta. Forse la soluzione migliore sarebbe quella di un viaggio perenne anche se ho il tremendo sospetto che anche questo, alla lunga, stanchi. E allora? Non so rispondere . Quello che so è che a Milano mi piace tornare, è una città ideale per scrivere. Ed è un ottimo posto da cui fuggire. Spesso.
Pienza val bene un weekend lungo
Oggi parto per la Toscana, destinazione Pienza. Un posto splendido, patrimonio Unesco. E per una volta tanto non vado per presentazioni o altro (anche se forse qualcosa scriverò, è come una droga per me…) ma per rilassarmi. Ce la farò? Chianti, formaggi e buon cibo. Tre giorni per ricaricare le batterie. Ogni tanto ci vuole.
La mia Bassa sul Corriere della Sera
Oggi sull’allegato nazionale del Corriere della Sera, ITALIE, è stato pubblicato un mio pezzo dedicato alla Bassa.
Cinquemila battute in cui ho cercato di raccontare la mia terra, i suoi cambiamenti, il grande fiume che l’attraversa, la gente che la popola, la nebbia d’inverno e l’umidità d’estate. Il cibo e le emozioni. Lo spazio era esiguo ma l’essenza credo si colga. Buona lettura.
Ci siamo
“Per lungo tempo sono andato a letto presto la sera”, scriveva Proust.
Io, da molti mesi a questa parte, ci sono andato con l’ossessione del nuovo romanzo in testa. Tessere trame, incastrare episodi e personaggi…
Ieri ho ultimato la prima stesura. Ne verrà fuori un libro corposo, certamente il più lungo che io abbia mai scritto. Se sia anche il più bello non so; propendo fortemente per il sì. C’ho messo la scrittura, il mestiere, la passione e molitssime ore di ricerca. Basterà?
