In questa domenica uggiosa voglio rallegrarvi la giornata con un incipit di quelli che ti lasciano senza fiato. Poche righe che ti portano subito dentro alla storia e che non ti lasciano scampo. Uno di quegli attacchi magistrali che valgono un romanzo intero.
Anche all’interno del libro, però, trovate vere e proprie chicche di scrittura (noir) come questa che vedete anche riportata nell’immagine qui sopra
Avere in mano una pistola è come essere dalla parte giusta di un dialogo socratico.
Di quale romanzo sto parlando? Ma de La gang del pensiero di Tibor Fischer!
Ecco l’incipit:
L’unico consiglio che posso dare, se per caso vi doveste svegliare in uno strano appartamento, in preda alle vertigini, con un’emicrania post sbronza saldamente installata nella testa, senza uno straccio addosso, senza il benché minimo ricordo di come siate finiti lì, mentre la polizia sta buttando giù la porta a mazzate con un sottofondo di latrati di cani infuriati, e vi ritrovate per di più circondati da mucchi di riviste patinate con foto di bambini intenti a compiere atti osceni decisamente da adulti, l’unico consiglio che posso dare, ripeto, è questo: cercate di comportarvi in maniera educata e di mostrarvi di buon umore.
Personalmente lo trovo un attacco straordinario tanto che, lo confesso, mi ci sono sono ispirato per l’incipit del mio romanzo L’ira funesta.

Poi due graditi ritorni: Enrico Pandiani con 
Qualche settimana fa mi è successo di rimettere piede in un locale. Ci sono capitato per caso ma il piacere è stato grande. Un posto dal nome significativo: Bukowski. Anzi, qui l’hanno chiamato Bukowsky cafè per non incorrere in problemi di copyright. Una volta era un pub adesso è un bar. Si tratta di uno storico locale di Milano dove ho presentato per la prima volta un mio saggio vale a dire la biografia che avevo scritto con l’aiuto di Fernanda Pivano su Charles Bukowski.



