La gang del pensiero #incipitdelladomenica #libri

In questa domenica uggiosa voglio rallegrarvi la giornata con un incipit di quelli che ti lasciano senza fiato. Poche righe che ti portano subito dentro alla storia e che non ti lasciano scampo. Uno di quegli attacchi magistrali che valgono un romanzo intero.
Anche all’interno del libro, però, trovate vere e proprie chicche di scrittura (noir) come questa che vedete anche riportata nell’immagine qui sopra

Avere in mano una pistola è come essere dalla parte giusta di un dialogo socratico.

Di quale romanzo sto parlando? Ma de La gang del pensiero di Tibor Fischer!

Ecco l’incipit:

L’unico consiglio che posso dare, se per caso vi doveste svegliare in uno strano appartamento, in preda alle vertigini, con un’emicrania post sbronza saldamente installata nella testa, senza uno straccio addosso, senza il benché minimo ricordo di come siate finiti lì, mentre la polizia sta buttando giù la porta a mazzate con un sottofondo di latrati di cani infuriati, e vi ritrovate per di più circondati da mucchi di riviste patinate con foto di bambini intenti a compiere atti osceni decisamente da adulti, l’unico consiglio che posso dare, ripeto, è questo: cercate di comportarvi in maniera educata e di mostrarvi di buon umore.

Personalmente lo trovo un attacco straordinario tanto che, lo confesso, mi ci sono sono ispirato per l’incipit del mio romanzo L’ira funesta.

#NoirSide Scerbanenco inedito, Morchio e il nuovo Bacci Pagano, Pandiani, Lisa Hilton e bollicine noir

Quelli appena trascorsi sono stati giorni davvero intensi per il noir italiano.  Tutto è cominciato una settimana fa con l’uscita in libreria del primo romanzo inedito del maestro del giallo italiano: Giorgio Scerbanenco.
Poi due graditi ritorni: Enrico Pandiani con un nuovo romanzo della serie Les Italiens e, oggi, Bruno Morchio con un’avventura inedita di Bacci Pagano che recensiamo in anteprima.
Sempre su MilanoNera, inoltre, abbiamo parlato del romanzo noir-erotico di Lisa Hilton bestseller internazionale.

Se amate leggere anche romanzi non di genere, questa settimana, per la rubrica #incipitdelladomenica ho parlato di quel capolavoro di libro che è La versione di Barney.
Se invece siete interessati alla scrittura creativa, lunedì ho affrontato il tema della revisione di un romanzo, cioè quando il tuo manoscritto passa nelle mani dell’editor.
C’è stato spazio anche per una parentesi bukowskiana che mi ha riportato indietro di undici anni di cui ho raccontato qui.
Chiudo ricordandovi un appuntamento in noir che si terrà stasera, 26 maggio, a Milano. Vi aspettiamo al Cafè Clubino con Noir e bollicine un evento della collana Calibro 9 in cui si brinderà al nuovo romanzo di Francesco Lugli Il risveglio della notte.
Anche per questa settimana è davvero tutto. Arrivederci alla prossima con NoirSide.


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Quando Bukowski beveva caffè sotto la Madonnina

Bukowsky cafè 3Qualche settimana fa mi è successo di rimettere piede in un locale. Ci sono capitato per caso ma il piacere è stato grande. Un posto dal nome significativo: Bukowski. Anzi, qui l’hanno chiamato Bukowsky cafè per non incorrere in problemi di copyright. Una volta era un pub adesso è un bar. Si tratta di uno storico locale di Milano dove ho presentato per la prima volta un mio saggio vale a dire la biografia che avevo scritto con l’aiuto di Fernanda Pivano su Charles Bukowski.
Era l’11 marzo 2005 e qui avevo fatto la prima presentazione ufficiale di Bukowski Scrivo racconti poi ci metto il sesso per vendere all’epoca pubblicato da Stampa Alternativa (copertina originale qui sotto) e poi ristampato, nel 2010, da Castelvecchi (a destra sotto).
In occasione della seconda edizione avevamo anche realizzato un booktrailer che, se siete appassionati, vale davvero la pena di rivedere.
Eccolo qui:

copertina_bukowski_scrivo_racconti_highQuelle che vedete in questo articolo sono alcune foto di allora (l’arredaCOVER_Bukowski_Layout 1mento del locale ora è cambiato ma i quadri con le copertine e le immagini del vecchio Buk sono rimaste) in cui si intravedono anche i due relatori: Luca Comazzi e Igino Domanin.
In testa all’articolo, invece, c’è una foto recente scattata proprio quel giorno con Claudio, il proprietario del locale. buk1_11marzo2005

Cosa aggiungere?
Mi ha fatto piacere ritornare a quei giorni e ripensare alla Pivano e ai suoi racconti sul Vecchio. E forse quel saggio presto riacquisterà nuova vita…
Bukowskiani di tutto il mondo unitevi! Cheers!

buk2

Noir e bollicine calibro 9

Da quasi tre anni sono il direttore editoriale della collana Calibro 9 di Novecento editore. Pubblichiamo gialli e noir metropolitani e, fra alti e bassi, resistiamo stoicamente nel difficile mondo dell’editoria contemporanea.
Stare dall’altra parte è stimolante ed anche educativo. Vesti i panni dell’editore e ti preoccupi di aspetti diversi rispetto a quelli a cui normalmente pensi quando fai lo scrittore.
Tra le altre cose – ma questo in realtà lo faccio anche da autore – organizzo eventi per promuovere i miei autori e la collana. Il prossimo a cui vi invito caldamente a partecipare si terrà giovedì 26 maggio alle 19 al cafè Clubino e sarà il primo di una rassegna intitolata Bollicine e noir.
Si parlerà, insieme ad Andrea Carlo Cappi, dell’ultimo nato della collana Il risveglio della notte di Francesco Lugli che Andrea Pinketts racconta così:

Qui sotto la locandina con tutte le informazioni. Vi aspetto!

L’importanza della revisione (non dell’auto che forse costerà pure meno)

Avete scritto il vostro romanzo.
L’avete consegnato dopo giorni d’intenso lavoro.
L’editor l’ha letto e, finalmente, vi ha detto la sua.
Ecco: a questo punto entra in gioco la revisione che non ha nulla a che fare con quella dell’auto ma che può risultare perfino più cara. Sì, perché questo è il momento in cui il vostro ego di scrittori viene maggiormente messo alla prova: qui vi si dice cosa non funziona del vostro libro e cosa sarebbe meglio aggiungere o togliere per migliorare il testo.
Ne sarete in grado? E sopratutto: sarete disposti a farlo?
Non è da tutti accettare i consigli, tanto meno le critiche. Ma se volete fare questo mestiere il parere dell’esperto – anche se siete, o credete di essere, Dan Brown – è fondamentale per migliorare il vostro testo.
Per quanto mi riguarda non sono mai stato troppo geloso dei miei scritti, se si possono migliorare ben vengano i consigli di chi da anni fa questo mestiere. Da oggi, dunque, mi aspettano molti lunghi giorni di (ri)scrittura perché il nuovo romanzo con protagonista Radeschi sia davvero perfetto!

Barney Panofsky e la sua versione magistrale #incipitdelladomenica #libri

La domenica è sempre un giorno strano. A me mette tristezza perché precede il lunedì. A parte questo, però, la domenica è anche uno dei momenti migliori per leggere. Non libri qualsiasi, badate bene,  ma buoni libri perché la vita è troppo breve per sorbirsi letteratura scadente…
Ecco allora che ho pensato d’inaugurare questa rubrica dal titolo Gli incipit della domenica. A dire il vero non so quando durerà, con che costanza la aggiornerò e così via, però se non comincio non lo saprò mai giusto?
Qualche giorno fa, insieme a due amici scrittori, Alessio Romano e Alcide Pierantozzi, abbiamo parlato di un romanzo, un capolavoro assoluto: La versione di Barney scritto da Mordecai Richler e pubblicato qui in Italia da Adelphi.
Ora non mi voglio dilungare a dirvi quanto è straordinario questo romanzo (se ho deciso di consigliarlo e di inaugurare la rubrica con lui è perché lo trovo buono, no?) vi lascio però con l’incipit (che è poi lo scopo di questa rubrica) e anche col trailer del film che ne hanno tratto (anche quello non male, ma guardatelo solo dopo aver letto il romanzo mi raccomando).

Tutta colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. Fra l’altro mettendomi a scribacchiare un libro alla mia veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo. Non posso lasciare senza risposta le volgari insinuazioni che nella sua imminente autobiografia Terry McIver avanza su di me, le mie tre mogli (o come dice lui la troika di Barney Panofsky), la natura della mia amicizia con Boogie e, ovviamente, lo scandalo che mi porterò fin nella tomba. Il tempo, le febbri, questo il titolo della messa cantata di Terry, è in uscita per i tipi del Gruppo (chiedo scusa, il gruppo, si scrive così), una piccola casa editrice di Toronto che gode di lauti sussidi governativi e pubblica (su carta riciclata, potete scommetterci la testa) anche un mensile, «la buona terra».